Il Canada vuole entrare nel programma "Made in Europe" dell'UE
Ottawa punta a garantire alle aziende canadesi lo stesso accesso ai sussidi e agli appalti pubblici riservati alle imprese europee, nel quadro di un'alleanza tra "potenze medie"
La ministra dell'Industria canadese Mélanie Joly ha annunciato al Financial Times l'intenzione di avviare negoziati con Bruxelles per ottenere l'accesso al programma "Made in Europe", lo schema europeo pensato per proteggere i settori strategici dalla concorrenza sleale di paesi terzi, in particolare la Cina.
Il programma, presentato dalla Commissione europea il mese scorso e formalmente chiamato Industrial Accelerator Act (IAA), limita l'accesso ai sussidi pubblici e agli appalti in settori come le tecnologie per l'energia pulita e l'industria pesante alle sole imprese con sede nell'Unione europea. Prevede però un'eccezione: i produttori di paesi che hanno accordi commerciali con Bruxelles potrebbero essere inclusi, a condizione che le aziende europee ottengano un accesso reciproco a sussidi e appalti in quei mercati.
È proprio su questa reciprocità che il Canada intende far leva. Joly ha dichiarato al Financial Times che Ottawa vuole assicurarsi che la politica industriale canadese e quella europea siano "allineate". Alla domanda se questo significhi che il Canada dovrebbe essere incluso nel programma, la ministra ha risposto che l'obiettivo è "coinvolgere l'Unione europea per avere un approccio reciproco". "Vogliamo creare condizioni paritarie per le aziende europee in Canada, ma anche viceversa", ha aggiunto a margine della fiera industriale Hannover Messe, in Germania.
L'iniziativa si inserisce nella strategia più ampia del primo ministro canadese Mark Carney, che al Forum economico mondiale di Davos, all'inizio dell'anno, ha lanciato un appello alle "potenze medie" affinché lavorino insieme per creare un contrappeso economico agli Stati Uniti e alla Cina. Secondo Joly, l'appello di Carney mirava a contrastare il protezionismo e l'influenza di "egemoni e hyperscaler". "Abbiamo bisogno che le potenze medie lavorino insieme per creare un blocco economico", ha detto la ministra.
Il Canada e l'Unione europea hanno già un accordo commerciale, siglato nel 2016. L'anno scorso, però, Ottawa ha anche introdotto la propria politica Buy Canadian, che favorisce le aziende nazionali negli appalti pubblici in settori strategici come la difesa, la sanità e le infrastrutture.
Lo IAA europeo nasce per rilanciare la produzione manifatturiera del continente, scesa dal 17,4 per cento del PIL dell'Unione nel 2000 al 14,3 per cento nel 2024. Non tutti però lo accolgono con favore. In Germania, il settore automobilistico e alcuni stati membri temono che possa creare barriere al libero commercio. Anche nel Regno Unito sono emerse preoccupazioni: alcune clausole che escludono i partner commerciali dai sussidi per i veicoli elettrici di piccole dimensioni o dagli schemi per le flotte aziendali hanno sollevato timori per l'occupazione nel settore auto.
Funzionari europei hanno dichiarato al Financial Times di essere aperti ad accordi con paesi terzi, che potrebbero essere conclusi dopo l'adozione dello IAA, prevista potenzialmente entro la fine dell'anno. La Commissione non ha commentato le dichiarazioni di Joly, ma un portavoce ha precisato che le proposte dello IAA garantiscono ai partner commerciali coperti da accordi bilaterali l'accesso ai mercati degli appalti pubblici europei, specificando che tale accesso "dipende dagli impegni specifici che l'Unione europea ha assunto verso ciascun paese".
La spinta verso l'Europa fa parte di un piano più vasto di diversificazione commerciale per il Canada, che punta a ridurre la dipendenza dagli scambi con gli Stati Uniti. L'obiettivo è raddoppiare le esportazioni non americane entro il 2035 e chiudere nuovi accordi in Asia e in Europa per circa 300 miliardi di dollari.