Platner in leggero vantaggio su Collins in Maine, in un'elezione che può decidere il Senato
Un sondaggio del New York Times dà il democratico Platner al 49% contro il 47% della repubblicana Collins, in un seggio del Maine decisivo per il controllo del Senato.
Un candidato democratico travolto dagli scandali è comunque in leggero vantaggio su una senatrice repubblicana in carica da decenni, in una corsa che potrebbe decidere chi controllerà il Senato degli Stati Uniti. In Maine, piccolo Stato del nord-est al confine con il Canada, Graham Platner raccoglie il 49% dei consensi contro il 47% di Susan Collins, secondo un sondaggio del New York Times realizzato insieme al Portland Press Herald e all'istituto demoscopico Siena. Il distacco di due punti è troppo piccolo perché un sondaggio possa misurarlo in modo affidabile.
Entrambi i partiti considerano il seggio del Maine decisivo nella battaglia per il controllo del Senato. I repubblicani hanno oggi 53 seggi su 100 e per ribaltare la maggioranza i democratici devono difendere tutti i loro seggi e conquistarne altri quattro. Il compito è arduo, perché tra i sei Stati contendibili in mano ai repubblicani il Maine è l'unico ad aver votato contro il presidente Donald Trump nel 2024.
Il 54% degli elettori vorrebbe che i democratici controllassero il Senato l'anno prossimo, una quota più alta di quella che sostiene Platner. Lo scarto misura la difficoltà del candidato: Collins, repubblicana, conquista comunque il 10% di chi pure preferirebbe una maggioranza democratica.
Platner ha 41 anni, alleva ostriche e non ha mai ricoperto una carica elettiva. Ha vinto la nomination democratica con un messaggio populista, battendo all'inizio del mese la governatrice Janet Mills nelle primarie, le consultazioni interne con cui i partiti americani scelgono i propri candidati. La sua corsa è stata segnata da una serie di scandali: vecchi messaggi offensivi pubblicati online, un tatuaggio che somigliava a un simbolo nazista e accuse legate al suo comportamento con le donne.

Il sondaggio è la prima rilevazione di qualità da quando Platner ha vinto la nomination e fotografa la sua immagine dopo un'inchiesta del New York Times: diverse donne con cui era uscito lo hanno descritto come inquietante e, in un caso, fisicamente minaccioso. In precedenza erano emersi anche messaggi sessuali espliciti inviati ad alcune donne mentre era sposato.
La maggioranza degli elettori non crede che Platner abbia "un buon carattere" né "i giusti valori morali". Per Collins le proporzioni si ribaltano: il 66% le riconosce un buon carattere e il 61% i giusti valori morali. Platner è anche percepito come "troppo estremista" dal 47% degli intervistati, contro il 34% che dice lo stesso di Collins.
Più del 90% degli elettori ha sentito parlare delle controversie e circa il 30% degli stessi sostenitori di Platner ammette che le notizie hanno sollevato dubbi sulla possibilità di votarlo. La corsa resta incerta anche per questo: il 20% di chi dice di sostenere Platner lo voterà solo "probabilmente", contro il 16% tra i sostenitori di Collins.
Circa il 60% di chi sostiene Collins indica una ragione positiva, legata alle sue idee o alla sua personalità, mentre tra i sostenitori di Platner solo il 36% cita un attributo positivo del proprio candidato. Un terzo degli elettori di Collins la sceglie per una visione positiva del suo carattere, mentre un quarto dichiara di votarla per il giudizio negativo sulla moralità e la competenza di Platner.
Collins ha 73 anni e punta al sesto mandato. Non è particolarmente popolare nello Stato, dove la giudica bene più o meno la stessa quota di chi la giudica male, ma le opinioni su di lei sono rimaste stabili dal 2020, quando vinse la rielezione con nove punti di scarto facendo meglio di Trump in Maine. Oggi gli elettori la vedono di buon occhio quasi dieci punti più del presidente e le riconoscono la capacità di portare risorse federali allo Stato.
Il suo punto debole è il legame con Trump. Una maggioranza dei cittadini del Maine pensa che da senatrice sosterrebbe troppo le politiche del presidente e tra gli indipendenti la quota sale al 57%. Tra i suoi stessi sostenitori c'è chi teme che sia "troppo vecchia" per essere efficace, un timore speculare a quello dei democratici che giudicano Platner "troppo inesperto".
Gli elettori ritengono che Collins sappia portare meglio soldi e risorse al Maine, con un netto 61% contro il 34% di Platner. Lui è preferito quando si tratta di essere "una voce indipendente", tratto centrale nell'identità dello Stato, e di fare ciò che è meglio per i cittadini comuni.
Il voto femminile sarà probabilmente decisivo, visto che le donne hanno sempre rappresentato la maggioranza dell'elettorato nelle ultime corse al Senato in Maine. Il 52% delle donne dice di sostenere Platner, che ha attaccato Collins per aver appoggiato la nomina alla Corte Suprema di Brett Kavanaugh, parte della maggioranza conservatrice che ha cancellato la sentenza Roe contro Wade, con cui per quasi mezzo secolo era stato garantito il diritto costituzionale all'aborto. Tra le elettrici, però, Platner raccoglie sette punti in meno rispetto al candidato democratico alla Camera nello stesso distretto.
Sullo sfondo c'è un clima politico difficile per i repubblicani. In Maine solo circa tre elettori su dieci approvano il modo in cui Trump ha gestito il costo della vita, i prezzi della benzina e la guerra in Iran. Appena il 27% ha giudicato un buon accordo l'intesa raggiunta da poco per porre fine al conflitto.
Collins ha però l'abitudine di smentire i pronostici. Nel 2020 i sondaggi prima del voto la davano perdente di tre o quattro punti e vinse di nove. Il sondaggio è stato condotto tra il 19 e il 26 giugno su 608 elettori probabili, con un margine di errore di 4,8 punti percentuali.
