Jon Ossoff, senatore della Georgia di 39 anni, è entrato nella conversazione sul 2028 grazie ai video virali dei suoi comizi e dei suoi attacchi al presidente Trump. Dentro il Partito Democratico però diversi strateghi pensano che quelle clip lo facciano sembrare una forza politica più grande di quanto sia davvero.
Un sondaggio del Public Sentiment Institute condotto tra il 25 e il 29 luglio su 762 elettori probabili del Michigan lo ha collocato al secondo posto in una primaria democratica ipotetica, con il 13,9%. Davanti a lui c'è solo l'ex ministro dei Trasporti Pete Buttigieg, al 24,2%.
Dietro ci sono la deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez con il 10,7%, il governatore della California Gavin Newsom con il 10% e l'ex vicepresidente Kamala Harris con il 5,1%. Il governatore dell'Illinois JB Pritzker si ferma al 3,8% e quello della Pennsylvania Josh Shapiro al 3,6%, mentre il 21,7% degli elettori non sa ancora chi voterebbe.
I sondaggi nazionali raccontano una classifica diversa. Una rilevazione del Center Square Voters' Voice diffusa a giugno ha visto Harris davanti con il 27%, quasi il doppio di Newsom al 14%, con Buttigieg terzo all'11% e Ocasio-Cortez all'8%. Entrambi i californiani stanno scendendo: Harris era al 33% a ottobre e al 31% a marzo, Newsom al 21%. Un sondaggio di Emerson College di maggio aveva dato Newsom al 16% e Harris al 10%, con Shapiro in doppia cifra e il governatore del Kentucky Andy Beshear al 9%.
Sui mercati previsionali, i siti dove si scommette denaro sull'esito degli eventi politici, Newsom resta il favorito. Domenica Polymarket gli dava il 19% di probabilità di ottenere la candidatura democratica, davanti a Ocasio-Cortez al 15% e a Ossoff al 14%, con Harris al 9%. Su Kalshi le quote erano simili: Newsom al 18%, Ossoff al 15%, Ocasio-Cortez al 14% e Harris al 9,5%.
Le conversazioni di Axios con strateghi democratici della Georgia e con i collaboratori dei suoi possibili rivali del 2028 hanno restituito un misto di rispetto per le sue capacità digitali e di scetticismo sul fatto che bastino a costruire una campagna presidenziale.
Un democratico della Georgia ha paragonato la sua ascesa a "The Great White Hype", una commedia del 1996 in cui un promoter di boxe nero recluta un pugile bianco dilettante per attirare più soldi e più attenzione. La preoccupazione degli strateghi è che la cerchia di consiglieri del senatore sia troppo chiusa e che il rumore nazionale attorno al suo nome gli abbia dato alla testa proprio mentre dovrebbe pensare alla rielezione al Senato.
La prima critica riguarda i video: mostrano quasi sempre Ossoff che pronuncia discorsi preparati, non che parla a braccio. Chi lo conosce di persona lo descrive come studioso fino a essere troppo serio, con sessioni di preparazione che sforano regolarmente i tempi previsti e poca attitudine alle chiacchiere. È anche meno presente di altri possibili candidati nel circuito dei podcast e ha preferito ambienti prevedibili, come le interviste alla rete liberal MS Now o i passaggi rapidi sul sito di gossip TMZ.
Kyle Tharp, un operativo progressista che scrive una newsletter sui media digitali, ha detto ad Axios che il team di Ossoff è "molto talentuoso" ma che le sue "clip perfettamente coreografate" sono una parte importante della macchina che alimenta il suo nome per il 2028. La domanda, ha aggiunto, è se il senatore possa reggere anche "momenti non scritti e conversazioni lunghe".
La seconda critica è che Ossoff è arrivato al Senato grazie a Raphael Warnock, l'altro senatore democratico della Georgia. I due hanno vinto insieme il ballottaggio del 2021 (il secondo turno previsto dalla legge dello Stato quando nessun candidato supera il 50% dei voti). Diversi strateghi sostengono che sia stato Warnock a trascinare il collega oltre il traguardo.
Warnock, pastore della Ebenezer Baptist Church di Atlanta, la chiesa in cui predicava Martin Luther King, ha ottenuto più voti di Ossoff al ballottaggio e nel 2022 ha difeso il seggio nonostante il vento contrario per l'amministrazione Biden.
Rich McDaniel, stratega democratico della Georgia e tra gli artefici della vittoria di Doug Jones in Alabama nel 2017, ha detto ad Axios che "Ossoff non è arrivato qui da solo". "Molti direbbero che nel 2020 è stato Warnock a portarlo, non il contrario. Questo è il fantasma che lo seguirà sempre", ha aggiunto.
Per McDaniel quello che dovrebbe preoccupare di più i democratici della Georgia è lo schema che sta sotto: gli elettori neri costruiscono il traino elettorale a ogni tornata e poi vengono lasciati indietro quando si tratta di assumere gli strateghi e di controllare le risorse.
Warnock è considerato a sua volta un possibile candidato per il 2028 e in quella direzione ha fatto più passi di Ossoff. Ha scritto un libro e ha fatto campagna in Nevada, uno degli Stati attesi tra i primi a votare nel calendario delle primarie democratiche del 2028.
La terza critica è che l'entusiasmo della sinistra per Ossoff potrebbe durare poco. Molti democratici cercano per il 2028 un candidato capace di tenere insieme l'ala moderata e quella progressista. Qualcuno pensa che possa essere lui e indica i commenti positivi di voci di sinistra come Hasan Piker e Mehdi Hasan.
Altri sono convinti che la simpatia svanirà quando i progressisti scopriranno che il senatore si è opposto sia al Medicare for All, il sistema sanitario pubblico universale chiesto dalla sinistra del partito, sia all'abolizione dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement), l'agenzia federale che si occupa degli arresti e dei rimpatri degli immigrati irregolari.
Ossoff, che è ebreo, ha avuto difficoltà anche a muoversi nella politica su Israele. Ha guadagnato credito tra alcuni progressisti votando le proposte del senatore del Vermont Bernie Sanders per limitare la vendita di armi al paese, ma i democratici ebrei della Georgia si sono sentiti traditi da quei voti del novembre 2024. Cinque mesi dopo ha votato contro due emendamenti dello stesso Sanders che avrebbero bloccato vendite di armi a Israele per 8,8 miliardi di dollari. Nella dichiarazione patrimoniale del 2024 risultano poi obbligazioni dello Stato di Israele per un valore compreso tra 1.001 e 15.000 dollari, un dettaglio che la sinistra del partito potrebbe usare contro di lui.
Uno stratega democratico che ha lavorato a campagne in Georgia teme soprattutto che Ossoff finisca come Mallory McMorrow, la candidata al Senato in Michigan che ha provato a corteggiare entrambe le ali del partito e ha perso le primarie di quest'anno. "Molti pensavano che McMorrow sarebbe uscita dal Michigan perché piaceva sia ai centristi sia ai progressisti", ha detto ad Axios. "Ma non è riuscita a trovare una corsia."
Un portavoce del senatore ha rimandato alle dichiarazioni con cui Ossoff ha già negato di puntare alla Casa Bianca. "Non ho alcun interesse a candidarmi alla presidenza nel 2028", ha detto quest'estate all'Atlanta Journal-Constitution, definendo il totonomi sul 2028 una distrazione dal compito urgente, cioè vincere le elezioni di metà mandato. Alla CNN ha ripetuto di non essere in corsa e di essere concentrato sulla rielezione di novembre.
Molti candidati alla presidenza hanno cominciato negando di volersi candidare, ma muoversi apertamente verso il 2028 adesso metterebbe a rischio la sua campagna in Georgia.
I sondaggi danno Ossoff in vantaggio fino a dieci punti sul repubblicano Mike Collins, deputato della Georgia. Il suo futuro politico dipende da quella corsa e dal margine con cui la chiuderà: solo una vittoria larga gli permetterebbe di sostenere di non avere più bisogno del traino di Warnock.
