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Per la prima volta la maggioranza boccia la gestione di Trump dell'inflazione
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Per la prima volta la maggioranza boccia la gestione di Trump dell'inflazione

Nel sondaggio di settembre di Strength In Numbers il 52 per cento dei repubblicani boccia il presidente sui prezzi. Il caro diesel pesa anche sui candidati al Senato negli Stati più conservatori

Per la prima volta da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, la maggioranza degli elettori repubblicani boccia il modo in cui il presidente sta gestendo i prezzi. Nel sondaggio mensile di settembre di Strength In Numbers, la newsletter del sondaggista G. Elliott Morris, realizzato con la società di ricerca Verasight, il 52 per cento dei repubblicani e degli indipendenti vicini al partito disapprova la sua gestione dell'inflazione. Il saldo tra chi approva e chi disapprova su questo tema è sceso da più 5 ad agosto a meno 8 a settembre, il valore più basso mai registrato tra gli elettori del suo partito.

Morris collega il calo all'aumento del prezzo del diesel. Da maggio 2025 il prezzo medio nazionale di un gallone (poco meno di 4 litri) è passato da 3,50 a 6,29 dollari, secondo l'ultimo dato del 28 settembre della Energy Information Administration, l'agenzia federale che raccoglie le statistiche sull'energia. A settembre il diesel ha raggiunto il prezzo più alto della sua storia. Negli ultimi giorni il Texas ha dichiarato lo stato di emergenza per il caro diesel e i paesi del G7 hanno deciso di rilasciare 100 milioni di barili dalle loro scorte per frenarne il prezzo.

Il diesel pesa soprattutto su agricoltori e camionisti, due categorie in cui gli elettori repubblicani sono una larga parte. Gli agricoltori, in particolare, si stavano già allontanando dal partito. Il carburante costa di più in diversi Stati dove a novembre si vota anche per il Senato, in particolare Ohio, Iowa e Michigan e in misura minore Kansas e Nebraska. Il diesel è caro anche sulla costa ovest, dove però sono alti un po' tutti i prezzi.

Tra agosto e settembre il saldo dell'approvazione complessiva di Trump, cioè la percentuale di chi approva il suo operato meno quella di chi lo disapprova, è sceso di 6 punti, quasi solo per effetto degli elettori repubblicani. Tra loro il saldo è passato da +54 a +43: 11 punti persi in un mese, fino al livello più basso nelle 16 rilevazioni mensili del sondaggio. Un anno fa era a +68.

Il caro diesel e il voto
Il diesel non è mai costato così tanto e Trump perde consenso tra i suoi stessi elettori
Per la prima volta la maggioranza dei repubblicani boccia il presidente sulla gestione dei prezzi. A un mese dal voto del 3 novembre, il suo saldo di approvazione è sceso sotto zero anche in alcuni degli Stati più conservatori.
Prezzo medio del diesel negli Stati Uniti, in dollari al gallone
Settimana del 28 settembre 2026
6,38$
Record storico: 6,53 $ il 21 settembre
+82% rispetto a maggio 2025, quando un gallone costava in media 3,50 dollari.
Un gallone equivale a circa 3,8 litri: 6,38 dollari al gallone sono circa 1,69 dollari al litro. Prezzi non corretti per l’inflazione; la serie parte dal 1994.
Il sondaggio di settembre
Sui prezzi la maggioranza dei repubblicani boccia Trump per la prima volta
Saldo tra chi approva e chi disapprova l’operato del presidente, tra i repubblicani e gli indipendenti vicini al partito.
52%
dei repubblicani disapprova il modo in cui Trump gestisce i prezzi. Tra i dodici temi del sondaggio, questo è l’unico con un saldo negativo.
Gestione dei prezzi: da +5 ad agosto a −8 a settembre 2026.
Operato complessivo: +68 a settembre 2025, +54 ad agosto 2026, +43 a settembre 2026.
Il punto
Il calo sui prezzi è più ampio del margine di errore, che sul saldo è di circa 5 punti. Tra agosto e settembre il saldo di Trump tra tutti gli americani è sceso di 6 punti, quasi solo per effetto dei repubblicani.
Le stime Stato per Stato
Trump è sotto zero in nove dei dieci Stati dove ha perso più consenso
Saldo di approvazione del presidente tra tutti gli elettori, a maggio 2025 e a settembre 2026. Seleziona uno Stato sulla mappa o nell’elenco per leggere i valori.
Wyoming: da +22 a −3
Utah: da 0 a −23
Kentucky: da +17 a −5
Mississippi: da +2 a −20
West Virginia: da +31 a +9
Alabama: da +15 a −6
Arkansas: da +17 a −4
Idaho: da +19 a −1
North Dakota: da +19 a −2
Tennessee: da +16 a −3
Il punto
Il calo più forte è in Wyoming, dove il saldo è passato da +22 a −3. Solo in West Virginia il presidente resta sopra zero, ma ha perso 22 punti.
Gli Stati al voto per il Senato
In Iowa Trump è a +42 tra chi lo ha votato nel 2024 e a −24 tra tutti gli elettori
Saldo di approvazione del presidente nei dieci Stati al voto per il Senato in cui il giudizio dei suoi elettori del 2024 è più basso. Seleziona uno Stato sulla mappa o nell’elenco per leggere i valori.
Iowa: +42 tra gli elettori di Trump, −24 tra tutti gli elettori
Mississippi: +47 tra gli elettori di Trump, −20 tra tutti gli elettori
Wyoming: +50 tra gli elettori di Trump, −3 tra tutti gli elettori
South Carolina: +51 tra gli elettori di Trump, −17 tra tutti gli elettori
Texas: +51 tra gli elettori di Trump, −21 tra tutti gli elettori
Louisiana: +52 tra gli elettori di Trump, −14 tra tutti gli elettori
Kentucky: +54 tra gli elettori di Trump, −5 tra tutti gli elettori
Kansas: +55 tra gli elettori di Trump, −16 tra tutti gli elettori
North Carolina: +56 tra gli elettori di Trump, −21 tra tutti gli elettori
Montana: +56 tra gli elettori di Trump, −12 tra tutti gli elettori
Il punto
In Iowa il seggio è aperto: nessun senatore uscente si ricandida. In Texas, dove il candidato repubblicano è Ken Paxton, Trump è a +51 tra i suoi elettori e a −21 tra tutti gli elettori.
Fonte: EIA, prezzo settimanale del diesel alla pompa, dati al 28 settembre 2026; sondaggio Strength In Numbers/Verasight, 16-21 settembre 2026; stime per Stato del modello di G. Elliott Morris, maggio 2025 e settembre 2026.

Il sondaggio chiede ai repubblicani di giudicare il presidente su dodici temi diversi. I prezzi sono l'unico su cui il saldo è negativo e quello su cui è peggiorato di più nell'ultimo mese, con un calo di 13 punti. Lo spostamento è più ampio del margine di errore delle due rilevazioni, che sul saldo è di circa 5 punti. Secondo Morris, il costo della vita è quindi il punto debole di Trump con la sua stessa base e l'aumento del diesel rende l'inflazione ancora più visibile nella vita di tutti i giorni.

Morris ha costruito un modello che stima l'approvazione di Trump in ciascuno Stato con una tecnica chiamata MRP, che combina i risultati dei sondaggi nazionali con le caratteristiche demografiche della popolazione di ogni Stato. Secondo le sue stime, il presidente ha oggi un saldo negativo in alcuni degli Stati più repubblicani del paese. Tra maggio 2025 e settembre 2026 il calo più forte è stato in Wyoming, dove il saldo è passato da +22 a -3. Seguono lo Utah (da 0 a -23), il Kentucky (da +17 a -5) e il Mississippi (da +2 a -20). In West Virginia Trump resta in positivo, ma è sceso da +31 a +9. In Alabama, Arkansas, Idaho, North Dakota e Tennessee è passato da saldi positivi tra i 15 e i 19 punti a valori negativi.

Il modello stima anche il giudizio degli elettori che hanno votato Trump nel 2024. Tra gli Stati dove quest'anno si vota per il Senato, il saldo più basso tra i suoi elettori è in Iowa, con più 42, mentre tra tutti gli elettori dello Stato il presidente è a meno 24. In Iowa il seggio è aperto, cioè il senatore uscente non si ricandida. Seguono il Mississippi (+47 tra gli elettori di Trump, -20 tra tutti gli elettori) e il Wyoming (+50 e -3). Il Texas, dove il candidato repubblicano è Ken Paxton, è a +51 tra gli elettori di Trump e a -21 tra tutti gli elettori. Anche in North Carolina il presidente è a -21 tra tutti gli elettori.

In sei Stati con sfide competitive per il Senato, molti dei quali sono tra quelli dove il diesel costa di più, Trump aveva vinto nel 2024 con oltre 10 punti di scarto. Oggi i candidati repubblicani al Senato in quegli Stati sono in parità o in svantaggio nelle medie dei sondaggi. Ohio e Iowa sono i casi più evidenti.

Per Morris è improbabile che l'insoddisfazione per i prezzi colpisca solo il presidente: è probabile che stia danneggiando anche i candidati repubblicani al Senato. Il malcontento può spingere gli elettori repubblicani meno legati al partito a votare per i democratici e quelli più convinti a restare a casa. I repubblicani possono sperare che gli elettori diano più peso ad altri temi, dove Trump ottiene giudizi migliori. Il costo della vita però è il primo problema per gli elettori di tutti i partiti e con il diesel ai massimi storici, a un mese dal voto del 3 novembre, il partito deve prima di tutto riconquistare i propri elettori.

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