Il governatore repubblicano del Texas, Greg Abbott, ha dichiarato lunedì lo stato di emergenza in tutto il Texas per affrontare il rincaro del diesel. Il provvedimento dura 30 giorni e può essere prorogato ed autorizza l’uso su strada del gasolio contrassegnato da colorante rosso, aumenta il peso massimo consentito ai camion che trasportano carburante, prodotti agricoli e legname e sospende le norme texane sul diesel a basse emissioni nella misura autorizzata dall’Agenzia federale per la Protezione dell’Ambiente (EPA). Abbott ha chiesto all’EPA anche una deroga temporanea ai requisiti federali sul tenore di zolfo del diesel.
Il gasolio colorato è normalmente destinato ai trattori e ai mezzi da cantiere che non circolano su strada. È esente dalle imposte statali e federali applicate al carburante per i veicoli stradali. Secondo l’AAA, l’associazione degli automobilisti americani, in Texas il diesel costa in media 5,86 dollari al gallone, circa 1,55 dollari al litro. All’inizio di febbraio, prima dell'inizio della guerra contro l'Iran, costava invece 3,30 dollari al gallone.
"L’agricoltura e il trasporto merci del Texas dipendono dal diesel", ha detto Abbott. "I prezzi record mettono a rischio entrambi i settori e fanno aumentare i costi per ogni famiglia texana". Il caro carburanti è diventato un tema chiave della campagna per le elezioni di metà mandato. Il provvedimento non sospende però l’imposta statale di 20 centesimi al gallone sul diesel ordinario, come chiedono i democratici. Abbott affronta una corsa difficile per la sua rielezione contro la deputata statale democratica Gina Hinojosa. Nel fine settimana James Talarico, candidato democratico al Senato, ha chiesto al suo avversario repubblicano Ken Paxton, procuratore generale del Texas, di sostenere la sospensione delle imposte federali su benzina e diesel. Paxton ha risposto di volerle abolire.
Le scorte di diesel calano, quelle di greggio salgono
Negli Stati Uniti le scorte commerciali di greggio restano sopra la media. Nella settimana terminata il 18 settembre sono aumentate di 3 milioni di barili, arrivando a 426,4 milioni, mentre gli operatori si aspettavano un calo. È il primo aumento dopo tre settimane di diminuzioni e porta le scorte a circa il 2% sopra la media degli ultimi cinque anni, secondo i dati dell’Energy Information Administration (EIA), l’agenzia federale di statistica sull’energia.
Le scorte di prodotti raffinati seguono però la direzione opposta. Nella stessa settimana quelle di distillati, categoria che comprende diesel e gasolio da riscaldamento, sono scese di 0,4 milioni di barili, a 107,4 milioni: il 12% sotto la media degli ultimi cinque anni. Le scorte di benzina sono diminuite di 1,7 milioni di barili. Il 22 settembre il prezzo medio nazionale del diesel ha raggiunto il record di 6,53 dollari al gallone, quasi un dollaro in più rispetto a un mese prima. Come osserva Global Energy Flow, sito indipendente che monitora flussi e scorte di energia, la disponibilità di greggio non si traduce automaticamente in disponibilità di diesel. L’EIA prevede che le scorte di distillati restino sotto il minimo registrato negli ultimi cinque anni per buona parte del 2027.
La riserva strategica e le pressioni dall’estero
Nella settimana terminata il 18 settembre, la Strategic Petroleum Reserve, la riserva federale di greggio custodita in depositi sotterranei per le emergenze, è scesa a 284,6 milioni di barili. È il livello più basso dal 1982 e corrisponde a circa il 40% della capacità autorizzata, pari a 714 milioni di barili. Dall’inizio di aprile sono stati prelevati circa 128 milioni di barili, nell’ambito di un rilascio da 172 milioni concordato con l’Agenzia internazionale dell’energia dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz il 28 febbraio.
I prelievi sono ora rallentati a circa 0,4 milioni di barili a settimana. Secondo una fonte del Dipartimento dell’Energia citata da Reuters, il minimo tecnico della riserva è di 70 milioni di barili; la soglia di 252,4 milioni prevista dalla legge limita invece alcuni prelievi ordinari, senza impedire quelli disposti per gravi emergenze.
Nei giorni scorsi a Washington è circolata l’ipotesi di vietare per 90 giorni le esportazioni di diesel, ma la Casa Bianca ha smentito che fosse in preparazione un provvedimento del genere. Il Segretario all’Energia Chris Wright ha escluso un divieto generalizzato e ha parlato di accordi volontari con le raffinerie per destinare più diesel al mercato statunitense. Sull’offerta mondiale di prodotti raffinati pesano però anche gli attacchi ucraini alle raffinerie russe: secondo Reuters, il 15 settembre l’impianto di Kirishi, noto come Kinef, era fermo, mentre quelli di Volgograd e NORSI operavano a circa un quarto della capacità. Sono tre dei sei impianti che producono, complessivamente, circa metà del diesel russo.
