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Pappas e Sununu vincono le primarie in New Hampshire e si sfideranno per il Senato
Chris Pappas, X, 2026
Elezioni 17 min di lettura

Pappas e Sununu vincono le primarie in New Hampshire e si sfideranno per il Senato

Il deputato ha battuto la sfidante socialista-democratica, l'ex senatore ha superato Scott Brown. Nel primo distretto vince di misura Stefany Shaheen, figlia della senatrice uscente.

L'ex senatore John E. Sununu ha vinto nettamente la primaria repubblicana per il seggio al Senato del New Hampshire, battendo Scott Brown, anche lui ex senatore. Tra i democratici il deputato Chris Pappas ha superato la scienziata Karishma Manzur, iscritta da poco ai Democratic Socialists of America, l'organizzazione della sinistra socialista-democratica: con l'83 per cento delle schede scrutinate Pappas è al 64,9 per cento (84.826 voti) contro il 32,8 (42.835) di Manzur, secondo i dati dell'Associated Press. A novembre i due si contenderanno il seggio lasciato libero dalla democratica Jeanne Shaheen, 79 anni, che si ritira dopo tre mandati. È una delle corse che possono decidere il controllo del Senato e i repubblicani hanno ottenuto il candidato che il presidente Donald Trump e il capogruppo al Senato John Thune volevano.

Primarie democratiche · New Hampshire

Pappas vince di oltre trenta punti la primaria democratica per il Senato in New Hampshire

L’Associated Press assegna al deputato Chris Pappas la nomination democratica con 42.615 voti di vantaggio, poco più di trentadue punti, sulla ricercatrice Karishma Manzur, che ha corso quasi senza fondi; manca ancora da contare circa un sesto delle schede. A novembre Pappas sfiderà l’ex senatore repubblicano John E. Sununu, che ha vinto la primaria del suo partito con il 68 per cento, per il seggio lasciato da Jeanne Shaheen.

Chris Pappas 65,0%
Deputato alla Camera dei rappresentanti · 85.923 voti
Karishma Manzur 32,7%
Ricercatrice biomedica · 43.308 voti
David Jarvis 0,8%
1.022 voti
John Vail 0,6%
816 voti
Maxwell Saal 0,6%
775 voti
Nomi scritti a mano 0,3%
Schede con un nome aggiunto a mano · 416 voti
132.260 voti conteggiati 84% scrutinato
Pappas in vantaggio Manzur in vantaggio
Manchester Dover Nashua Concord Margine in voti 2.500 800 200

Pappas è primo in 178 dei 181 comuni che hanno già contato. Manzur è avanti in tre: Plymouth, Acworth e Keene, dove però mancano ancora due terzi delle schede. Il margine più ampio è a Manchester, la città da cui Pappas viene (+2.850 voti), poi Portsmouth e Bedford. I 57 comuni che non hanno ancora dato risultati sono quasi tutti piccoli.

Fonte Associated Press, dati raccolti dal New York Times, aggiornati alle 7:38 italiane del 9 settembre 2026 con lo scrutinio all’84 per cento. Primarie democratiche dell’8 settembre 2026 per il seggio al Senato del New Hampshire lasciato da Jeanne Shaheen.

Il New Hampshire non elegge un senatore repubblicano dal 2010 e non vota per un candidato repubblicano alla presidenza dal 2000, ma la sfida di novembre è considerata aperta, come raccontavamo alla vigilia. Un sondaggio dell'Università del New Hampshire di agosto dà Sununu avanti 45 a 43 per cento. Il presidente ha perso lo stato per 2,8 punti nel 2024 e per 0,4 nel 2016. Dieci anni fa la democratica Maggie Hassan conquistò il suo seggio al Senato con circa mille voti di scarto su Kelly Ayotte, oggi governatrice. I repubblicani hanno 53 seggi su 100 e i democratici devono strapparne quattro per conquistare la maggioranza, difendendo al tempo stesso seggi come questo.

I candidati e i loro alleati hanno già prenotato spazi pubblicitari per 42 milioni di dollari, secondo AdImpact, la società che monitora le pubblicità elettorali. Il Senate Leadership Fund, il principale super PAC repubblicano per il Senato (i super PAC sono i comitati che possono raccogliere fondi senza limiti), ha promesso di spendere 17 milioni nello stato. Il corrispettivo democratico, il Senate Majority PAC, ha annunciato un primo piano da 10,2 milioni in spot televisivi. Finora i gruppi repubblicani hanno speso più dei democratici in televisione. A metà agosto Pappas, pur avendo raccolto molto più di Sununu, aveva in cassa solo circa un milione di dollari in più.

Gli spot negativi sono già in onda: Sununu e il comitato elettorale dei senatori repubblicani sostengono che Pappas alzerà le tasse, mentre Pappas attacca il lavoro di Sununu per una società di lobbying dopo l'uscita dal Senato. Uno spot di Pappas insiste su una citazione di Sununu nei documenti del caso Epstein, anche se secondo il New York Times non è chiaro se il riferimento riguardi lui o il padre. Pappas cerca inoltre di legare Sununu ai dazi del presidente, che hanno contribuito all'aumento dei prezzi in uno stato al confine con il Canada.

Nel discorso della vittoria Pappas ha definito Sununu il candidato "scelto personalmente" dal presidente. "Mentre le famiglie del New Hampshire faticano ad arrivare a fine mese, John Sununu si è schierato con Donald Trump", ha detto ai sostenitori. Sununu ha risposto descrivendo Pappas come un "politico di professione": "Non è una voce indipendente per il New Hampshire. Chris Pappas ha tre qualità principali: inefficace, di parte e lontano dal New Hampshire".

In una dichiarazione diffusa poco dopo la chiusura dei seggi Sununu ha detto che da senatore avrà "un solo compito: difendere ogni giorno gli abitanti del New Hampshire". Ha promesso limiti ai mandati parlamentari, il pagamento integrale dell'assicurazione sanitaria da parte dei membri del Congresso e il taglio dei loro stipendi se votano per uno shutdown (il blocco delle attività del governo federale per mancanza di fondi).

Sununu, 61 anni, ha accettato l'appoggio del presidente, arrivato a febbraio, senza esibirlo. In passato lo aveva definito "un perdente" e dopo l'endorsement ha preso le distanze dalla guerra commerciale con il Canada. Ha servito tre mandati alla Camera e uno al Senato, prima di perdere il seggio proprio contro Shaheen nel 2008. Il padre John H. Sununu è stato governatore negli anni Ottanta e capo di gabinetto del presidente George H.W. Bush. Il fratello Chris è stato governatore fino all'anno scorso ed è ancora molto popolare nello stato. Brown, che rappresentò il Massachusetts al Senato dal 2010 al 2013 e perse contro Shaheen nel 2014 dopo essersi trasferito in New Hampshire, si è lamentato del fatto che alcuni elettori sembravano confondere John E. Sununu con il fratello o con il padre.

Pappas, 46 anni, è alla Camera dal 2019, fa parte del gruppo bipartisan Problem Solvers Caucus e in campagna si è presentato come una voce indipendente per lo stato. Ha battuto una candidata progressista in un anno in cui i candidati della sinistra hanno vinto diverse primarie democratiche altrove. Il seggio del New Hampshire ha attirato meno attenzione di altre occasioni repubblicane. In Georgia il senatore democratico Jon Ossoff cerca la rielezione e in Michigan la vittoria del progressista Abdul El-Sayed nella primaria democratica di agosto ha riacceso le speranze dei repubblicani.

Jim Demers, stratega democratico del New Hampshire che sostiene Pappas senza lavorare per la sua campagna, ha detto a Politico che i grandi donatori fuori dallo stato hanno considerato il seggio sicuro e hanno investito in altre corse: "Non date questa corsa per scontata. Qui servono risorse". Demers ha raccontato di aver chiesto in privato a diversi possibili candidati alla presidenza del 2028 di continuare a fare campagna nello stato per attirare attenzione e risorse nazionali. Uno di loro, il deputato californiano Ro Khanna, ha scritto a Politico che "Sununu è un nome popolare" e che i democratici "non possono permettersi di adagiarsi".

Kathy Sullivan, ex presidente del partito democratico dello stato, ha detto che i democratici nazionali "dovevano svegliarsi" e che il sondaggio sfavorevole è servito a questo. Pappas stesso ha avvertito che i democratici devono tenere il seggio "perché il resto dei conti torni".

Nel primo distretto, lasciato libero da Pappas, Stefany Shaheen ha battuto di misura Maura Sullivan nella primaria democratica. Shaheen, 52 anni, imprenditrice nel settore biotecnologico ed ex consigliera comunale di Portsmouth, è la figlia della senatrice uscente.

Sullivan, 46 anni, veterana della guerra in Iraq e funzionaria dell'amministrazione Obama, aveva trasformato la primaria in un referendum sul nepotismo. Ha accusato Shaheen di credere di avere "diritto" a un seggio al Congresso e ha detto che gli elettori meritano "una combattente, non un cognome altisonante". Shaheen ha risposto in un'intervista al New York Times che sapeva che "avrebbe dovuto guadagnarsi ogni voto". In campagna ha preso le distanze dalla madre e ha criticato l'accordo che la senatrice aveva contribuito a negoziare per chiudere lo shutdown dell'autunno scorso, puntando soprattutto sulla sanità.

Il cognome l'ha aiutata comunque a costruire un vantaggio iniziale nei sondaggi e nella raccolta fondi. Secondo un'analisi di Politico, circa 740.000 dollari raccolti dalla sua campagna, il 39 per cento dei fondi con donatore dichiarato, vengono da persone che avevano già finanziato la madre. Nelle ultime settimane Shaheen ha incassato l'appoggio dell'ex deputata Carol Shea-Porter, che ha rappresentato il distretto per anni prima di Pappas. All'ultimo è arrivato anche quello della senatrice Maggie Hassan. Il progressista Christian Urrutia si è ritirato a suo favore.

Sullivan aveva il sostegno delle governatrici democratiche Mikie Sherrill del New Jersey e Abigail Spanberger della Virginia. Sui programmi le due candidate erano vicine: entrambe vogliono proteggere l'accesso all'aborto, fermare la stretta del presidente sull'immigrazione e avviare la procedura di impeachment contro di lui. I candidati progressisti, tra cui Carleigh Beriont, non sono andati oltre.

A novembre Shaheen affronterà Anthony DiLorenzo, concessionario di automobili che ha vinto la primaria repubblicana con l'appoggio del presidente. Il distretto è storicamente in bilico e Kamala Harris lo vinse di 2 punti nel 2024, ma il Cook Political Report, che classifica le sfide elettorali, quest'anno lo considera "Likely Democratic" (probabilmente democratico).

I candidati delle dinastie politiche hanno avuto risultati alterni quest'anno. La senatrice Darline Graham ha conquistato in South Carolina il seggio che era stato del fratello Lindsey Graham con un forte sostegno del presidente. Jack Schlossberg, erede dei Kennedy, ha perso la corsa per la Camera a New York e in Maine hanno perso le primarie per governatore sia il repubblicano Jonathan Bush, discendente della famiglia presidenziale, sia il democratico Angus King III, figlio del senatore Angus King.

Per la carica di governatore la repubblicana Kelly Ayotte ha superato senza difficoltà due sfidanti. A novembre affronterà la democratica Cinde Warmington, ex membro del Consiglio esecutivo dello stato, che era l'unica candidata del suo partito. Ayotte, una moderata eletta nel 2024, è uno dei soli due governatori repubblicani in uno stato vinto da Harris, insieme a Phil Scott del Vermont. I repubblicani governano il New Hampshire dal 2017 e un sondaggio dell'Università del New Hampshire di agosto dà Ayotte avanti 49 a 39 per cento su Warmington.

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Lorenzo Ruffino
Autore

Lorenzo Ruffino

Scrive regolarmente da anni di politica, elezioni, società e economia con un approccio data-driven. È parte di Focus America dal 2018, ha una newsletter su Substack.

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