Il presidente Donald Trump ha usato il Labor Day, la festa che negli Stati Uniti celebra i lavoratori il primo lunedì di settembre, per attaccare i democratici e promettere una vittoria repubblicana alle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
"Buon Labor Day a tutti, compresi i lunatici della sinistra radicale, i comunisti e i Dumocrats che faranno qualunque cosa per distruggere il nostro Paese", ha scritto il presidente su Truth Social, il social network di sua proprietà, storpiando il nome del Partito Democratico con un gioco di parole che richiama la parola "stupido". "Queste persone deliranti, dopo dieci anni passati a combattere, dovrebbero finalmente riconoscere che il vostro presidente preferito (io!) sa come si vince."
Nello stesso messaggio Trump ha aggiunto che gli avversari "dovrebbero essere esausti ormai ma, purtroppo, non lo sono. Faranno un ultimo tentativo di rovinare l'America, ma non lo permetteremo. Vinceremo le elezioni di metà mandato, alla grande, e salveremo l'America".
Le previsioni ottimistiche del presidente si scontrano con i numeri. Secondo la media dei sondaggi di Decision Desk HQ, lunedì pomeriggio il gradimento di Trump si attestava al 39,4 per cento, contro un 57,1 per cento di giudizi negativi. I democratici sono in vantaggio sui repubblicani nei sondaggi sulla corsa per il Congresso, la guerra con l'Iran ha appena superato i sei mesi senza mai essere diventata popolare e gli americani continuano a esprimere preoccupazione per l'andamento dell'economia e per i prezzi. Il calo di consenso riguarda anche una parte dell'elettorato repubblicano.
La settimana scorsa Trump ha chiesto ai candidati repubblicani nei collegi in bilico di fare campagna sui risultati della sua amministrazione e ha promesso di andare a sostenerli di persona. A una cena alla Casa Bianca ha detto ai parlamentari del suo partito che hanno storie di successo da raccontare agli elettori nei mesi che restano e che così facendo "vincerete, e vincerete alla grande". "Andrò in ognuno di quei 35 posti e vedremo se riusciamo a far eleggere tutti", ha aggiunto, riferendosi alle 35 sfide che decideranno se i repubblicani manterranno il controllo della Camera e del Senato.
Questa settimana il Republican National Committee, l'organo che dirige il Partito Repubblicano, terrà a Dallas una convention di metà mandato, un appuntamento raro perché di norma le convention si tengono solo negli anni delle presidenziali. L'iniziativa è nata su impulso di Trump e serve a celebrare quelle che il presidente chiama "le nostre straordinarie vittorie e i nostri successi". Sabato lo ha rilanciato su Truth Social: "Il più grande raduno di tutti. Parlerò la prima sera e mi fermerò anche la seconda, per una chiusura anticipata e tanta musica. Ci vediamo a Dallas".
La scelta di parlare in entrambe le serate trasforma il voto di novembre in un giudizio sulla sua seconda presidenza, esattamente l'opposto di quello che vorrebbero molti candidati repubblicani, che preferirebbero non legarsi all'amministrazione a due mesi dalle urne. Diversi tra loro hanno già fatto sapere che salteranno l'appuntamento di Dallas, come Focus America ha raccontato. Un dirigente repubblicano impegnato nella campagna elettorale ha spiegato ad Axios che il partito non ha alternative: "Siamo sulla stessa barca con lui, che ci piaccia o no".
L'elenco dei relatori diffuso sabato dal Republican National Committee è dominato dalla famiglia del presidente e dai membri del governo: il vicepresidente JD Vance, Donald Trump Jr., il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., lo speaker della Camera Mike Johnson, il senatore del Texas Ted Cruz e il governatore dello stesso Stato Greg Abbott. Nel comunicato il partito ha indicato anche il messaggio con cui intende presentarsi agli elettori: "I repubblicani rappresentano i valori concreti e mainstream degli americani comuni, mentre il moderno partito democratico ha abbracciato un'agenda ideologica marginale ed estremamente liberal che danneggia gli americani". Tra le assenze di rilievo c'è quella di Melania Trump, che non è attesa a Dallas.
Anche chi ha accettato di salire sul palco prende le distanze. Mike Lawler, deputato repubblicano di New York che affronta una rielezione difficile, ha risposto alla CNN che la sua partecipazione non è "una questione di allineamento" con il presidente, ma "una questione di fare il proprio lavoro". Per ottenere qualcosa, ha detto, "bisogna essere capaci di dialogare con l'altro schieramento e anche di lavorare dentro il proprio partito".
Non è la prima volta che Trump usa una festa nazionale per attaccare gli avversari. Il 4 luglio aveva tenuto sul National Mall un discorso pieno di avvertimenti sul comunismo e di battute su un terzo mandato, che la Costituzione non consente. Nel giorno del Memorial Day, la ricorrenza dedicata ai caduti americani, aveva accusato i democratici di mancare di rispetto ai militari, un riferimento alle critiche dell'opposizione al conflitto con l'Iran. Il messaggio del Labor Day è arrivato in mezzo a una lunga serie di post pubblicati dal presidente nel fine settimana, tra cui la proposta di ribattezzare il New Mexico "New America", accompagnata da alcune mappe apparentemente generate con l'intelligenza artificiale.
