Omosessualità "senza posto in America": i repubblicani contro il Pride
All'inizio del Pride Month 2026, il deputato Andy Ogles attacca gli americani LGBTQ affermando che non c'è posto per loro in America oggi. Intanto tre governatori repubblicani sostituiscono la ricorrenza con osservanze alternative.
Il Mese del Pride 2026 si è aperto negli Stati Uniti con una serie di attacchi repubblicani alla comunità LGBTQ, tra attacchi espliciti e ricorrenze alternative proclamate al posto delle celebrazioni di giugno. Il caso più clamoroso riguarda sicuramente Andy Ogles, deputato repubblicano del Tennessee, che martedì ha pubblicato un messaggio anti Pride affermando senza mezzi termini:
"L'omosessualità non ha posto in America".
Subito dopo ha aggiunto: "Happy Nuclear Family Month", richiamando la decisione del Tennessee, il suo Stato di provenienza, di proclamare giugno mese della famiglia tradizionale, definita come l'unione tra un marito e una moglie. Il post di Ogles ha provocato critiche persino dentro il Partito Repubblicano ed in serata lo stesso deputato lo ha cancellato, attribuendolo a un collaboratore e definendolo "stupido".
Il deputato repubblicano Mike Lawler gli aveva risposto che l'omosessualità esiste in America e che gli americani gay e lesbiche non sono per questo meno degni degli altri. Anche l'ex deputato repubblicano George Santos, dichiaratamente gay, si è detto rattristato dal commento.
Un deputato già al centro di precedenti polemiche
Non è la prima uscita controversa di Ogles. All'inizio di marzo aveva scritto un messaggio simile contro i musulmani americani, sostenendo che non appartenessero alla società statunitense e che il pluralismo religioso fosse una menzogna. Già nel marzo 2025 deputati democratici e repubblicani si erano ìuniti per condannarlo dopo che aveva affisso davanti al suo ufficio a Capitol Hill manifesti con la scritta "Wanted" contro alcuni giudici federali che si erano opposti a Trump.
La sua nuova controversia ha avuto eco anche sui media. La corrispondente dal Congresso del New York Times Annie Karni lo ha definito una dichiarazione estrema persino per gli standard dei repubblicani degli Stati più conservatori. Dave Weigel di Semafor ha rilanciato il post accostandolo alla foto del Segretario al Tesoro Scott Bessent, dichiaratamente gay.
Le ricorrenze alternative dei governatori repubblicani
Intanto, la governatrice repubblicana dell'Arkansas Sarah Huckabee Sanders ha proclamato giugno 2026 come il "Fidelity Month", il mese della fedeltà, senza chiarire se la scelta volesse contrapporsi direttamente al Pride. In un'intervista al Daily Wire ha spiegato che in Arkansas giugno sarà un mese dedicato alla fedeltà alla famiglia, al Paese e a Dio. La proclamazione, tutta incentrata sui valori cristiani, ha incassato il plauso di Robert P. George, professore della Princeton University che ha ideato per la prima volta il "Fidelity Month" nel 2023.
Sanders non è stata l'unica governatrice repubblicana a evitare il riconoscimento del Mese del Pride. Anche la governatrice dell'Alabama Kay Ivey ha proclamato giugno come il "Strong Families Month", vale a dire il mese delle famiglie forti, a difesa delle famiglie guidate da un padre e una madre. Sulla stessa linea, anche il governatore dello Utah Spencer Cox ha aderito al "Fidelity Month", dedicando il mese di giugno ai valori della comunità senza mai nominare le persone LGBTQ.
Il Mese del Pride è stato riconosciuto a livello federale per la prima volta nel 1999 dall'allora presidente Bill Clinton, in precedenza governatore proprio dell'Arkansas. La scelta di giugno richiama i moti di Stonewall del 1969 nel Greenwich Village di New York, considerati l'evento che diede avvio al moderno movimento per i diritti LGBTQ negli Stati Uniti.