Nove primarie da seguire tra South Carolina, Maine e Nevada

Si vota in South Carolina, Maine e Nevada per governatore, Senato e Camera. Un test per l'influenza di Trump, la nomination di Platner tra le polemiche e la sfida a Lombardo in Nevada.

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Nove primarie da seguire tra South Carolina, Maine e Nevada
Hannah Yoest / Bulwark

Oggi, martedì 9 giugno, si vota in South Carolina, Maine e Nevada per le primarie che decideranno i candidati di novembre per governatore, Senato e Camera dei deputati. I seggi chiudono alle 19:00 ora della costa orientale (l'una di notte in Italia) in South Carolina, alle 20:00 (le due) in Maine e alle 22:00 (le quattro) in Nevada.

In South Carolina la corsa repubblicana per governatore è la più affollata del ciclo. Cinque candidati sono tutti racchiusi in un intervallo tra il 13 e il 19 per cento nei sondaggi, rendendo quasi certo un ballottaggio il 23 giugno. La vicegovernatrice Pamela Evette ha ricevuto l'endorsement del presidente il 29 maggio, ma la sua efficacia è tutta da verificare: secondo un sondaggio Trafalgar condotto subito dopo l'annuncio, Evette sarebbe salita al 26 per cento, mentre gli altri quattro contendenti restano tra il 15 e il 17. Un altro sondaggio del Tyson Group dà invece Evette e il procuratore generale Alan Wilson appaiati poco sotto il 20 per cento.

La deputata Nancy Mace, che nel 2024 aveva ottenuto l'appoggio di Trump per la rielezione alla Camera nonostante avesse criticato l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, ha reagito all'endorsement a Evette dicendo che la scelta del presidente non sarebbe stata "presa bene" dagli elettori repubblicani della base. Il deputato Ralph Norman, uno dei conservatori più radicali alla Camera, nel 2024 aveva invece sostenuto Nikki Haley contro Trump nelle primarie presidenziali. L'outsider è Rom Reddy, un imprenditore milionario che si finanzia da solo la campagna e che è passato da circa il 5 per cento iniziale a contendere le prime posizioni puntando sul messaggio dell'estraneo alla politica.

Anche la primaria repubblicana per il Senato in South Carolina merita attenzione. Lindsey Graham, senatore da quattro mandati e fedelissimo del presidente, deve vedersela con l'imprenditore Mark Lynch, che ha definito Graham "un traditore" per le sue posizioni in politica estera e sull'immigrazione. Lynch ha raccolto 5,9 milioni di dollari, in gran parte autofinanziati, contro i 20,9 milioni di Graham, che gode anche di altri 10 milioni di spesa da gruppi esterni. Un sondaggio del Citadel di fine maggio dà Graham al 46 per cento e Lynch al 36, mentre altre rilevazioni precedenti di InsiderAdvantage e Trafalgar lo vedevano sopra il 50. Se nessuno supera la maggioranza assoluta, si andrà al ballottaggio anche qui.

Nel primo distretto congressuale della South Carolina, lasciato libero da Mace, undici repubblicani si contendono la nomination in un seggio che Trump ha vinto con 13 punti di scarto nel 2024. Il medico Sam McCown ha il maggior sostegno finanziario, con 1,6 milioni raccolti e altri 690mila dollari di spesa esterna da gruppi vicini al Club for Growth, ma deve fare i conti con l'ex tenente colonnello dell'Aeronautica Alex Pelbath, il deputato statale Mark Smith e tre consiglieri di contea. Un sondaggio commissionato dalla campagna della consigliera Jenny Costa Honeycutt la dà in testa al 20 per cento contro il 16 di Smith. Tra i democratici, la favorita è Nancy Lacore, ex capo della Riserva della Marina rimossa dal segretario alla Difesa Pete Hegseth.

La notizia più importante della serata arriva però dal Maine, dove il democratico Graham Platner è il candidato designato per sfidare la senatrice repubblicana Susan Collins in quella che è la migliore opportunità per i democratici di strappare un seggio: Collins è l'unica senatrice repubblicana di uno stato perso da Trump nel 2024. Platner però arriva al voto sommerso dalle polemiche: prima una serie di commenti controversi pubblicati su Reddit tra il 2009 e il 2021, poi la rivelazione di messaggi sessualmente espliciti a donne che non erano sua moglie e, nei giorni scorsi, la ricostruzione di comportamenti problematici in alcune relazioni passate.

Platner vincerà quasi certamente la nomination, perché la governatrice Janet Mills, che pure resta sulla scheda, ha sospeso la campagna ad aprile e non l'ha più riattivata. L'altro candidato, David Costello, non ha risorse per impensierirlo. La domanda è con quale margine: una vittoria risicata sarebbe un segnale di debolezza nella base democratica. Mills ha ricordato agli elettori di essere ancora in corsa, ma senza spendere un dollaro né fare comizi.

La primaria democratica per governatore del Maine sarà quasi certamente decisa dal voto a scelta classificata, il sistema in cui gli elettori ordinano i candidati per preferenza e i meno votati vengono eliminati progressivamente ridistribuendo i loro voti fino a quando qualcuno raggiunge la maggioranza. I principali contendenti sono l'ex speaker della Camera statale Hanna Pingree, l'ex presidente del Senato statale Troy Jackson e l'ex direttore del Centro per il controllo delle malattie del Maine Nirav Shah. Shah è in testa nella maggior parte dei sondaggi, ma Pingree, Jackson e la segretaria di Stato Shenna Bellows hanno stretto un'alleanza invitando i rispettivi elettori a piazzare gli altri due al secondo e terzo posto. Un sondaggio SurveyUSA che ha simulato l'intero processo di voto a scelta classificata ha trovato che Pingree batterebbe Shah al turno finale, in una corsa molto stretta. Negli ultimi giorni Shah e Jackson si sono attaccati a vicenda con spot negativi su aborto e donatori, e a beneficiare dell'usura tra i due potrebbe essere proprio Pingree.

Tra i repubblicani del Maine il favorito per la nomination a governatore è l'avvocato Bobby Charles, allineato alla linea del presidente. Charles vuole abolire l'imposta statale sul reddito e ha preso di mira una deputata statale di origine somala, distinguendosi così dagli altri candidati più moderati come l'ex leader della maggioranza al Senato statale Garrett Mason e l'imprenditore sanitario Jonathan Bush, esponente dell'omonima famiglia. Sia Mason sia Bush non si sono impegnati a sostenere Charles in caso di vittoria alle primarie.

Nel secondo distretto del Maine, un seggio che Trump ha vinto di 9 punti e che il democratico moderato Jared Golden lascia libero, quattro democratici si contendono il diritto di sfidare l'ex governatore repubblicano Paul LePage. Il favorito è il senatore statale Joe Baldacci, che ha l'appoggio del comitato nazionale per le elezioni alla Camera e ha attirato circa 900mila dollari di spesa esterna a suo favore da un super PAC democratico. Un altro super PAC di matrice repubblicana ha speso circa 500mila dollari per sconfiggerlo, segno che anche gli avversari lo considerano il candidato più forte. In un sondaggio che ha simulato il voto a scelta classificata, Baldacci ha battuto l'ex dirigente di End Citizens United Jordan Wood con il 56 per cento dei voti al turno finale.

In Nevada la corsa per governatore opporrà a novembre il repubblicano in carica Joe Lombardo, che non ha opposizione interna, al vincitore della primaria democratica tra il procuratore generale Aaron Ford e la commissaria della contea di Washoe Alexis Hill. Ford, appoggiato dall'intera delegazione democratica del Nevada al Congresso e dall'ex vicepresidente Kamala Harris, ha raccolto molto più denaro di Hill e ha concentrato i suoi attacchi direttamente su Lombardo, accusando lui e il presidente di essere responsabili delle difficoltà economiche dei cittadini del Nevada.

La corsa repubblicana più interessante del Nevada è nel secondo distretto congressuale, un seggio che Trump ha vinto di 14 punti e che il deputato Mark Amodei lascia dopo quattro mandati. Tredici repubblicani sono in lizza, ma due sono emersi dal gruppo: l'ex tenente colonnello dell'Aeronautica David Flippo, che ha l'endorsement di Trump, e l'ex senatore statale James Settelmeyer, appoggiato da Amodei e da Lombardo. Flippo non vive nemmeno nel distretto e aveva iniziato la campagna nel quarto distretto prima di spostarsi quando si è liberato il seggio di Amodei. Ha raccolto 1,8 milioni di dollari, di cui 1,3 autofinanziati, più altri 685mila di spesa esterna soprattutto dal braccio elettorale del Club for Growth. Settelmeyer ha raccolto 363mila dollari e ha ricevuto circa 500mila di spesa esterna da un super PAC che ha preso di mira i candidati vicini al Freedom Caucus.

Nel terzo distretto del Nevada, il seggio più competitivo dello stato, la deputata democratica Susie Lee ha vinto di meno di tre punti nel 2024 mentre Trump prevaleva di un punto sullo stesso territorio. Lee deve superare una primaria contro il medico James Lally, che ha investito un milione di dollari del suo patrimonio ma non ha appoggi nel partito. Tra i repubblicani, il favorito è il compositore di videogiochi Marty O'Donnell, anche lui con l'endorsement di Trump e 3 milioni di dollari autofinanziati. Deve battere l'ex ambasciatore in Islanda Jeffrey Gunter, che nel 2024 arrivò secondo alle primarie repubblicane per il Senato con il 15 per cento, e il neurochirurgo Aury Nagy.

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