Negli Stati Uniti chi si astiene ha opinioni diverse da chi vota
Un sondaggio della Marquette mostra che l'approvazione di Trump passa dal 38% tra tutti gli adulti al 44% tra gli elettori probabili. Tra chi non voterà scende intorno al 20%.
Negli Stati Uniti la stessa domanda posta in un sondaggio può dare risultati molto diversi a seconda di chi viene intervistato. Il presidente Donald Trump ha un'approvazione del 44% tra gli elettori probabili, del 41% tra gli elettori registrati e del 38% tra tutti gli adulti maggiorenni, secondo l'ultimo sondaggio nazionale della Marquette Law School, condotto tra il 20 e il 26 maggio 2026. Tra chi probabilmente non andrà a votare, invece, l'approvazione del presidente scende intorno al 20%.
Negli Stati Uniti gli istituti demoscopici distinguono tre universi: tutti gli adulti, gli elettori registrati e gli elettori probabili. Per votare alle elezioni un cittadino americano deve infatti iscriversi preventivamente alle liste elettorali, una procedura che da sola esclude milioni di persone. Tra gli iscritti, poi, i sondaggisti stimano quanti voteranno effettivamente in base alla storia di voto, all'interesse dichiarato e ad altri indicatori. Nella rilevazione della Marquette gli adulti corrispondono al 100% del campione, gli elettori registrati al 78% e gli elettori probabili al 67%.
I numeri di Trump cambiano a seconda dell'universo, ma il dato più sorprendente riguarda la valutazione complessiva del paese. Alla domanda se gli Stati Uniti stiano andando nella direzione giusta o sbagliata, il 38% degli elettori probabili risponde direzione giusta, contro il 31% di tutti gli adulti. Tra gli elettori improbabili e i non-elettori la quota di chi indica la direzione giusta crolli sotto il 20%, mentre quella di chi pensa che il paese sia sulla strada sbagliata salga all'83%. È la divergenza più ampia in tutto il sondaggio.
Sulle valutazioni dei partiti, invece, le differenze sono più contenute. L'approvazione dei democratici al Congresso è ferma al 30% nei tre universi. L'approvazione dei repubblicani al Congresso oscilla tra il 37% degli adulti e il 40% degli elettori probabili. Anche il giudizio favorevole sui due partiti varia poco: per il Partito Repubblicano va dal 38% degli adulti al 41% degli elettori probabili, per il Partito Democratico dal 36% al 38%.
Un sentimento di scontento generico verso il paese non si traduce automaticamente in un voto contro chi governa. Gli elettori improbabili sono per definizione meno partigiani: per loro indossare la maglietta rossa repubblicana o quella blu democratica è uno scoglio più alto rispetto al semplice giudizio negativo sull'andamento del paese. L'approvazione di Trump si colloca a metà strada, in parte sentimento partigiano e in parte misura del malcontento generale.
Cambia anche la classifica dei problemi prioritari. L'inflazione e il costo della vita restano la prima preoccupazione per il 37% degli intervistati nei tre universi. Sulla guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti, però, gli elettori probabili sono più sensibili (19%) rispetto al totale degli adulti (16%). Sull'economia in generale è il contrario: tra gli adulti è la seconda preoccupazione per il 19%, tra gli elettori probabili scende al 15%.
La chiave per capire questi scarti è la differenza tra repubblicani MAGA e repubblicani non-MAGA, cioè tra quanti aderiscono al movimento "Make America Great Again" del presidente e quanti restano nel partito senza sposarne la linea. I primi sono il 72% dell'elettorato repubblicano, i secondi il 28%. I repubblicani MAGA approvano l'operato di Trump al 93%, contro il 36% dei non-MAGA. Ritengono che il paese stia andando nella direzione giusta al 78%, contro il 29% dei non-MAGA. Soprattutto dichiarano di essere certi di andare a votare al 67%, contro il 43% dei non-MAGA.
Sono questi numeri a spiegare due fenomeni. Da un lato il successo dei candidati appoggiati da Trump nelle primarie repubblicane, che selezionano un elettorato molto più MAGA della media del partito. Dall'altro la sovrarappresentazione dei MAGA nei sondaggi degli elettori probabili, che fa apparire Trump più popolare di quanto sia tra tutti gli adulti americani. Nella rilevazione della Marquette i repubblicani MAGA passano infatti dal 30% del campione di tutti gli adulti al 39% degli elettori probabili.
Il quadro che ne emerge è un'inversione rispetto al 2024. Allora Trump aveva tratto vantaggio dalla mobilitazione di elettori a bassa partecipazione, che si erano spostati a destra rispetto agli elettori abituali. Oggi gli elettori improbabili sono nettamente più ostili al presidente e ai repubblicani al Congresso, e una parte di loro entrerà nell'elettorato delle elezioni di metà mandato del novembre 2026. Tra chi tornerà a votare dopo aver saltato qualche elezione gli indipendenti e gli elettori in bilico saranno sovrarappresentati.