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Mississippi, il Dem vince nella contea intitolata al primo capo del Ku Klux Klan
Foto di Justin Wilkens / Unsplash
Elezioni 53 min di lettura

Mississippi, il Dem vince nella contea intitolata al primo capo del Ku Klux Klan

La contea di Forrest si è spostata di 29 punti verso i democratici rispetto al 2024. Nell’intero Stato Colom ha raggiunto il 49%, superando persino il 48% che gli aveva attribuito un sondaggio inventato.

LScott Colom, il candidato democratico al Senato in Mississippi, ha conquistato la contea di Forrest, che prende il nome da Nathan Bedford Forrest, generale confederato, mercante di schiavi e primo capo del Ku Klux Klan. Giovedì, con il 97% dei voti scrutinati, in questa contea Colom era in vantaggio sulla senatrice repubblicana uscente Cindy Hyde-Smith per il 54% contro il 44%. Nel 2024 Donald Trump aveva vinto nella contea con il 58% contro il 40%: sulla base di queste percentuali arrotondate, il margine tra i due partiti si è spostato di circa 28 punti a favore dei democratici.

A livello statale, però, la sfida resta ancora aperta. Il Mississippi potrebbe aggiungersi agli Stati del Sud in cui i democratici hanno conquistato cariche e seggi controllati dai repubblicani. Secondo l'Associated Press, venerdì pomeriggio Colom aveva circa 2.500 voti di vantaggio, contro i 1.813 di giovedì sera di cui avevamo già scritto. Il numero delle schede ancora da contare rimane però ancora incerto: venerdì pomeriggio AP ne stimava circa 30.000, tra voto postale e schede provvisorie, utilizzate quando al seggio emergono problemi con il documento o con l'iscrizione dell'elettore nelle liste. Se dovesse vincere, comunque, Colom sarebbe il primo senatore afroamericano del Mississippi dal 1881, quando terminò il mandato di Blanche Bruce, eletto durante la Ricostruzione successiva alla guerra civile.

Gli avvocati di Hyde-Smith hanno chiesto ai responsabili elettorali di tutte le 82 contee di tenere separate le schede provvisorie e conservare tutto il materiale relativo, una richiesta che lascia intravedere un possibile ricorso giudiziale. La campagna di Colom, che sarebbe assistita dallo studio dell'avvocato democratico Marc Elias, l'ha definita un "attacco illegale alla privacy degli elettori". Ricordiamo che in Mississippi non sono previsti riconteggi automatici: un riconteggio può avvenire soltanto su ordine di un tribunale. I candidati hanno comunque il diritto di esaminare il contenuto delle urne e possono contestare il risultato per vie giudiziarie; l'esame, da solo, non avvia automaticamente un ricorso.

Senato, Mississippi
Colom è avanti di 2.574 voti in uno Stato che Trump aveva vinto di 23 punti
Lo spoglio non è finito e l’Associated Press non ha ancora assegnato il seggio. Ma il democratico ha già conquistato la contea che porta il nome del primo capo del Ku Klux Klan.
Il fotofinish
ingrandimento ×1
Democratico Scott ColomColom –
Repubblicana Cindy Hyde-SmithHyde-Smith –
Scott Colom
Cindy Hyde-Smith
2.574voti di vantaggio
Lo spoglio
Il vantaggio di Colom è cresciuto a ogni nuovo conteggio
Distacco tra Colom e Hyde-Smith negli aggiornamenti successivi al voto del 3 novembre, mentre le contee contavano le schede postali e quelle provvisorie.
Tocca un punto del grafico per leggere il dato.
Lo spostamento
Nella contea di Forrest i democratici guadagnano 28 punti rispetto al 2024
Distacco tra i due partiti nel 2024 (Trump contro Harris) e oggi (Colom contro Hyde-Smith). Forrest comprende gran parte di Hattiesburg, sede della University of Southern Mississippi.
2024, presidenziali2026, Senato
La storia
Il Mississippi non manda un senatore afroamericano a Washington dal 1881
Se vincesse, Colom chiuderebbe un vuoto lungo 145 anni. Nella contea di Forrest, intanto, la lotta per il diritto di voto si è combattuta per decenni attorno al tribunale di Hattiesburg.
Il paradosso
Il sondaggio inventato era quello più vicino al risultato
Percentuali di Colom e Hyde-Smith nei sondaggi pubblici e nel conteggio provvisorio. Wedgewood ha ammesso il 20 ottobre di aver falsificato quasi tutte le sue rilevazioni.
ColomHyde-Smithdato inventatoColom nel conteggio

La contea della lotta per il diritto di voto

La contea di Forrest comprende gran parte di Hattiesburg, città a maggioranza afroamericana e sede della University of Southern Mississippi, dove il rapporto con il passato confederato continua a dividere la popolazione. Nel 2020 un referendum consultivo sul trasferimento del grande monumento confederato accanto al tribunale della contea si concluse con il 51% di contrari e il 49% di favorevoli. In città, invece, circa l'85% degli elettori aveva votato per rimuoverlo. Il monumento era stato eretto nel 1910 dalle United Daughters of the Confederacy, l'associazione che contribuì a diffondere il mito della "causa perduta": una lettura della guerra civile che celebrava la Confederazione, presentandone la battaglia come una difesa dei diritti degli Stati e oscurando il ruolo centrale della schiavitù.

Di fronte al monumento confederato, dal 2020, sorge una statua di Vernon Dahmer, l'attivista per i diritti civili che nel 1966 rispose al fuoco degli uomini del Ku Klux Klan mentre la sua casa bruciava, consentendo alla moglie e ai figli di mettersi in salvo. Morì poco dopo per le ferite riportate. Sul monumento è incisa una sua frase: "Se non voti, non conti". Sua moglie, Ellie Dahmer, è diventata in seguito commissaria elettorale della contea. Da alcuni anni una parte dei residenti chiede anche di cambiare il nome della contea: tra le proposte c'è quella di eliminare una delle due "r", trasformando Forrest in Forest.

Negli anni Sessanta Hattiesburg è stato uno dei centri della lotta per il diritto di voto. Il funzionario della contea responsabile delle iscrizioni elettorali, un convinto segregazionista, sottoponeva i cittadini afroamericani a domande assurde, come "Quante bolle ci sono in una saponetta?", per impedirne l'iscrizione. Durante la Freedom Summer del 1964, la campagna per promuovere il diritto di voto degli afroamericani in Mississippi, la "Freedom House" di Mobile Street divenne un centro di coordinamento delle attività degli attivisti. A Hattiesburg operarono sette Freedom Schools, scuole che insegnarono a migliaia di studenti afroamericani anche argomenti esclusi dai programmi delle scuole segregate, come il diritto di presentare petizioni al governo.

Il paradosso del sondaggio inventato

A metà ottobre un sondaggio attribuito a Wedgewood Polls dava Hyde-Smith al 52% e Colom al 48%, in uno Stato che Trump aveva vinto con oltre 20 punti di vantaggio. Il 20 ottobre emerse però che Wedgewood aveva inventato quasi tutti i sondaggi pubblicati. I ricercatori del sito di analisi elettorale FiftyPlusOne avevano individuato nei dati codici identificativi incompatibili con quelli della piattaforma che il presunto istituto dichiarava di utilizzare. Dopo essere stata contattata per chiarimenti, Wedgewood ammise la falsificazione, presentandola come un esperimento per verificare "quanto sia facile per un istituto completamente fittizio ottenere visibilità ed essere preso sul serio". La campagna di Colom aveva rilanciato quel sondaggio come prova della rimonta.

Tanner Nau, che sulla National Review aveva citato il sondaggio proprio il giorno in cui ne era stata svelata la falsità, ha sottolineato il paradosso: la percentuale inventata per Colom si è avvicinata al risultato provvisorio più delle stime dei sondaggi autentici. Il falso sondaggio di Wedgewood attribuiva al democratico il 48%: al momento Colom è al 49%, mentre la repubblicana Hyde-Smith è al 48%, 4 punti sotto la percentuale assegnatale dalla rilevazione fittizia. Due sondaggi commissionati dalla campagna democratica ad agosto, ricorda Nau, davano invece Colom al 40% e al 41%. Un’altra rilevazione, condotta a fine ottobre, lo indicava al 40%, contro il 43% di Hyde-Smith. Nessun sondaggio pubblico autentico lo aveva dunque collocato vicino al 48%.

Secondo Nau, la distanza tra quelle stime e i risultati provvisori dà la misura dell’avanzata democratica, in un’elezione in cui quasi tutti gli istituti di sondaggio hanno sottostimato i consensi del partito.

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