La missione diplomatica di John Ratcliffe in Russia era talmente riservata che nemmeno alcuni alti funzionari della Casa Bianca ne erano al corrente. Secondo il Wall Street Journal, Donald Trump ha inviato personalmente a Mosca il direttore della CIA, tenendo all'oscuro della missione e del messaggio da consegnare al Cremlino anche collaboratori fidati e vertici militari che normalmente sarebbero stati informati. Ratcliffe è arrivato martedì dalla Lettonia a bordo di un C-17 militare senza insegne e ha incontrato Sergei Naryshkin, direttore dell'intelligence estera russa. Il Cremlino ha precisato che non ha invece visto Vladimir Putin. La notizia del viaggio ha spinto i funzionari europei a cercare rapidamente informazioni sui colloqui.
Due funzionari europei, una volta informati, hanno riferito che Ratcliffe ha ribadito ai suoi interlocutori dell'intelligence russa l'impegno degli Stati Uniti nei confronti dell'Articolo 5 della NATO, in base al quale un attacco contro un Paese membro è considerato un attacco contro tutti. Il Wall Street Journal aveva già riportato che il direttore della CIA aveva avvertito Mosca di non attaccare Paesi dell'Alleanza.
La visita arriva dopo recenti valutazioni dell'intelligence secondo cui la Russia potrebbe mettere alla prova la NATO entro pochi anni. Funzionari europei hanno inoltre avvertito che Mosca avrebbe accumulato droni ucraini in vista di una possibile operazione sotto falsa bandiera contro gli Stati del fianco orientale. Trump, però, ha detto giovedì ai giornalisti di non essere preoccupato: Putin "non attaccherà territorio NATO".
Trump ha mandato il capo della CIA a Mosca con un messaggio riservato sull’Articolo 5
John Ratcliffe è arrivato a Mosca su un aereo militare senza insegne. Della missione non erano al corrente né alcuni alti funzionari della Casa Bianca né i vertici militari che di solito vengono informati.
Un viaggio costruito per non lasciare tracce
Trump ha tenuto la missione dentro un cerchio ristretto: ne sono rimasti fuori anche i vertici militari che di solito vengono avvisati.
Che cosa Ratcliffe ha detto ai russi
Quattro punti, consegnati di persona al capo dell’intelligence estera russa.
Trump ha già provato con quattro emissari
Prima di Ratcliffe, ogni canale aperto dalla Casa Bianca si è fermato senza risultati.
Quanto tempo separa l’Europa dal prossimo test russo
Le rassicurazioni pubbliche e le valutazioni dell’intelligence raccontano due tempi diversi.
Tra Ucraina e Iran, Trump cambia inviato e strategia?
Ratcliffe ha discusso con il suo omologo russo anche della possibile ripresa dei negoziati per porre fine all'invasione russa dell'Ucraina. Poco dopo Kyrylo Budanov, capo dell'ufficio presidenziale ucraino, ha detto che i colloqui diretti tra i due Paesi potrebbero ripartire a settembre. Ma il direttore della CIA avrebbe inoltre chiesto ai russi di non mantenere più legami economici o di sicurezza con l'Iran, mentre l'Amministrazione Trump cerca di intensificare la campagna di sanzioni contro Teheran.
Il presidente sembra comunque aver cambiato il proprio inviato dopo che i precedenti round negoziali, affidati ad altri inviati, non sono riusciti a fermare la guerra. Negli ultimi mesi Mosca ha intensificato gli attacchi contro l'Ucraina, rafforzato il sostegno al regime iraniano e resistito ai tentativi americani di migliorare i rapporti economici. Trump aveva inviato più volte a Mosca l'inviato speciale Steve Witkoff, poi affiancato dal genero Jared Kushner. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio e l'ex inviato per l'Ucraina Keith Kellogg avevano incontrato rappresentanti delle due parti.
Il vertice in Alaska dell'agosto 2025, risultato di questi sforzi negoziali, però non aveva prodotto alcun accordo, anche se per mesi l'Amministrazione Trump aveva spinto Kyiv ad accettare la cessione unilaterale di territori orientali della regione di Donetsk nel Donbass che la Russia non aveva conquistato.
Ratcliffe ha già ottenuto in passato risultati nei rapporti con il Cremlino, tra cui la liberazione di ostaggi americani, e combina i tradizionali canali di comunicazione tra la CIA e i servizi russi con la sua vicinanza personale a Trump. Ha costruito il messaggio e lo ha consegnato personalmente perché Mosca comprendesse che gli sforzi per arrivare alla pace non distolgono Trump dagli impegni di sicurezza verso l'Europa, ha spiegato al Journal J.C. Lintzenich, ex alto funzionario dell'intelligence oggi al German Marshall Fund. "Putin ha una straordinaria tolleranza al rischio ed è persino disposto ad alzare il livello dello scontro per costringere l'altra parte a ridurlo, ma difficilmente scommetterà su azioni che potrebbero mettere in pericolo lo Stato russo".
I Paesi baltici rassicurano, ma l'Europa guarda al 2030
I leader del fianco orientale della NATO hanno cercato di ridimensionare i timori di una imminente aggressione russa. "Al momento non c'è motivo di preoccuparsi", ha detto in un video sui social il primo ministro lettone Andris Kulbergs. "Il livello di minaccia militare per la Lettonia non è cambiato. Il rischio di un'invasione diretta è attualmente basso". I funzionari europei osservano però che la Russia continua a condurre una guerra ibrida sempre più intensa contro gli alleati dell'Ucraina, attraverso droni, attacchi informatici e persino pacchi esplosivi: azioni che potrebbero innescare una crisi più ampia.
Secondo valutazioni americane ed europee, il Cremlino sta rivedendo i propri piani per un eventuale attacco militare contro la NATO dopo le enormi perdite subite in Ucraina, la carenza di armamenti e le difficoltà economiche. In Europa molti temono però che entro il 2030 la Russia possa tornare a rappresentare una minaccia convenzionale più seria, una volta ricostituite le proprie forze, mentre i Paesi europei saranno ancora impegnati a rafforzare le rispettive capacità militari, nonostante l'aumento delle spese militari.
