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Il direttore della CIA a Mosca, il mistero dei colloqui e dei tre decreti segreti di Putin
Il direttore della CIA John Ratcliffe con il capo di Stato Maggiore Dan Caine e Pete Hegseth durante una riunione a Mar-a-Lago, in Florida, il 3 gennaio 2026. Credito: Molly Riley / Casa Bianca — opera del governo degli Stati Uniti.
Politica estera 5 min di lettura

Il direttore della CIA a Mosca, il mistero dei colloqui e dei tre decreti segreti di Putin

Il direttore della CIA potrebbe aver portato a Putin un avvertimento sulla mobilitazione russa e sulla NATO, ma restano aperte anche le piste dei prigionieri e di una tregua sugli attacchi.

Un Boeing C-17 Globemaster III dell'aeronautica militare statunitense è atterrato all'aeroporto Vnukovo di Mosca la mattina del 25 agosto, proveniente da Riga. A bordo c'era John Ratcliffe, direttore della Central Intelligence Agency. Nessuno dei due governi aveva annunciato il viaggio, ricostruito attraverso i dati pubblici sui voli: il velivolo, identificato dal numero di coda 07-7181 e dal nominativo RCH4555, era decollato dalla Joint Base Andrews, alle porte di Washington, e aveva raggiunto la capitale lettone il 23 agosto. Verso le 18:50, ora di Mosca, è ripartito in direzione di Riga. Poche ore in tutto e nessuna spiegazione ufficiale sulla missione.

È il primo viaggio noto a Mosca di un direttore della CIA dal novembre 2021, quando il suo predecessore William Burns vi si recò per colloqui con i vertici russi mentre l'esercito di Mosca ammassava truppe ai confini dell'Ucraina in vista dell'invasione poi iniziata nel febbraio dell'anno successivo. Axios lo ha definito il contatto di più alto livello in Russia di un rappresentante dell'Amministrazione Trump da gennaio, quando gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner incontrarono Putin al Cremlino per discutere il piano americano sull'Ucraina.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato di non sapere nulla dell'aereo americano e che non erano previsti incontri con funzionari di Washington nel corso della settimana. Secondo Aleksandr Yunashev, membro del gruppo di giornalisti accreditati al seguito del presidente russo, nei giorni precedenti Putin aveva rinviato un evento di grandi dimensioni programmato per il 25 agosto e al quale avevano lavorato "centinaia di persone". La coincidenza ha alimentato l'ipotesi di un incontro tra Putin e Ratcliffe, ma né Mosca né Washington hanno confermato che sia avvenuto.

Washington teme una provocazione contro la NATO?

L'ipotesi più circostanziata arriva dal Wall Street Journal, secondo il quale Ratcliffe avrebbe portato a Mosca un avvertimento. L'intelligence statunitense avrebbe raccolto informazioni su esercitazioni militari russe in preparazione di una possibile mobilitazione, condotte a luglio nell'oblast di Kaliningrad e in altre regioni. Le manovre avrebbero verificato la capacità delle strutture del Ministero della Difesa di accogliere, equipaggiare e rifornire le persone eventualmente richiamate.

Le stesse informazioni indicherebbero che Putin potrebbe voler mettere alla prova la tenuta della NATO con una provocazione contro uno Stato membro. Tra gli scenari presi in esame ci sarebbe un'azione nel corridoio di Suwałki, la striscia di territorio tra Kaliningrad e la Bielorussia che costituisce l'unico collegamento terrestre tra i Paesi baltici e il resto dell'Alleanza Atlantica.

"L'obiettivo poteva essere dirgli: sappiamo che cosa stai preparando, faresti meglio a non farlo", ha spiegato al quotidiano statunitense Beth Sanner, che tra il 2019 e il 2021 ha coordinato l'integrazione delle attività di intelligence per l'ufficio del direttore dell'intelligence nazionale e, durante il primo mandato di Donald Trump, si occupava del briefing quotidiano al presidente.

Sanner non esclude neppure un collegamento con la guerra tra Stati Uniti e Iran e con il possibile coinvolgimento di Mosca nei negoziati. La Russia è alleata di Teheran e il giorno precedente Washington aveva annunciato una nuova campagna di pressione economica contro l'Iran. Anche il giornalista statunitense Michael Weiss ha collegato il viaggio alle informazioni condivise dagli Stati Uniti con Polonia, Paesi baltici e Stati scandinavi, mentre aumenterebbero "le presunte operazioni di sabotaggio del GRU e l'attività dei droni russi".

Le altre piste: prigionieri e moratoria sugli attacchi

Ksenia Sobchak ha scritto sul proprio canale Telegram, senza indicare la fonte, che il viaggio potrebbe invece riguardare la liberazione di Charles Zimmerman, veterano cinquantottenne della Marina statunitense condannato in Russia a 5 anni di carcere per trasporto illegale di armi. Un fucile e alcune munizioni erano stati trovati sul suo yacht dopo l'arrivo nel porto di Sochi. Zimmerman ha sostenuto di tenere l'arma a bordo per autodifesa e di non conoscere la normativa russa.

Se questa ipotesi fosse corretta, Zimmerman sarebbe il secondo cittadino americano graziato e rimpatriato nell'arco di un mese dopo Robert Gilman, ex marine detenuto dal 2022 e liberato l'11 agosto per motivi umanitari. Putin lo ha graziato senza ottenere la scarcerazione di un detenuto russo in cambio. Quel gesto era stato interpretato come un possibile passo preparatorio verso un nuovo ciclo di colloqui tra Mosca e Kyiv mediato dagli Stati Uniti.

Il media britannico iPaper ricorda che un aereo militare statunitense era arrivato in Russia anche nel febbraio 2025, quando Mosca liberò l'insegnante Marc Fogel, 63 anni, condannato per contrabbando di droga. In cambio, gli Stati Uniti rilasciarono Alexander Vinnik, cittadino russo accusato di aver gestito attraverso la piattaforma di criptovalute BTC-e una vasta operazione di riciclaggio.

Il precedente più importante risale invece all'Amministrazione Biden. Il giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich e l'ex marine Paul Whelan, entrambi condannati in Russia per spionaggio, tornarono negli Stati Uniti il 1º agosto 2024 nell'ambito di uno scambio che coinvolse 24 detenuti: 16 furono liberati da Russia e Bielorussia, mentre otto cittadini russi vennero rilasciati da Stati Uniti, Germania, Polonia, Slovenia e Norvegia.

Ukraine Context, canale Telegram vicino a Kyrylo Budanov — che a gennaio ha lasciato la guida dell'intelligence militare ucraina per dirigere l'ufficio del presidente Volodymyr Zelensky — riferisce invece di una "importante operazione" discussa a Mosca, preparata "da tempo in segreto" e i cui "risultati potrebbero incidere in modo significativo sugli sviluppi successivi". Non sono stati forniti altri elementi a sostegno di questa versione.

Secondo un'altra ipotesi avanzata da Weiss e ripresa da alcuni media ucraini, Ratcliffe avrebbe discusso una moratoria reciproca sugli attacchi russi e ucraini contro infrastrutture energetiche e porti, insieme a un possibile cessate il fuoco nelle regioni di Sumy e Kharkiv come primo passo verso una più ampia de-escalation. Anche questa ricostruzione non ha ricevuto conferme ufficiali.

Prima dell'arrivo di Ratcliffe, Washington aveva avvertito Kyiv dell'imminente arrivo nella capitale russa di una delegazione di alto livello e le aveva chiesto di sospendere gli attacchi, secondo una fonte citata da Axios. Il Financial Times ha riferito che agli ucraini era stato chiesto di non colpire Mosca, San Pietroburgo e le regioni settentrionali della Russia nelle giornate del 24, 25 e 26 agosto.

Tre decreti non pubblicati nella numerazione ufficiale

Intanto c'è un altro mistero: tra gli atti presidenziali pubblicati sul portale ufficiale russo mancano tre numeri. L'ultimo decreto pubblicato il 24 agosto è il 604, mentre quelli resi pubblici il giorno successivo sono il 608, il 609 e il 610. Due riguardano l'avvicendamento dell'ambasciatore russo in Iraq e uno modifica la composizione delle commissioni per le persone con disabilità e i veterani.

I decreti 605, 606 e 607 sono dunque stati emanati tra il 604 e il 608, ma non sono stati pubblicati. La numerazione permette di accertarne l'esistenza, non di stabilirne il contenuto né la data esatta. Non è quindi possibile collegarli al viaggio di Ratcliffe sulla base degli elementi disponibili. In Russia la mancata pubblicazione di decreti presidenziali non è rara e generalmente indica che gli atti sono riservati. Secondo i conteggi di Vyorstka, nel 2025 non sono stati pubblicati 449 dei 1.010 decreti firmati da Putin, pari al 44,5%.

Il decreto 604, datato 24 agosto, consente invece al governo di imporre la "gestione temporanea" sugli impianti classificati come infrastrutture critiche qualora i proprietari non adottino misure di sicurezza adeguate, comprese quelle necessarie a proteggerli dagli attacchi dei droni. La formulazione riguarda dunque le infrastrutture critiche e non, indistintamente, qualsiasi impianto o azienda.

Anche i mercati hanno reagito agli spostamenti dell'aereo. Alla notizia dell'arrivo di Ratcliffe, l'indice MOEX della Borsa di Mosca è salito di oltre il 3%, raggiungendo i 2.141,46 punti, per poi perdere parte dei guadagni quando si è saputo che il velivolo statunitense aveva lasciato Vnukovo. Ieri si trovava a Mosca anche Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali. La sua missione è cominciata il 24 agosto e si concluderà il 28.

L'incontro con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha segnato i primi colloqui in presenza a questo livello tra Vaticano e Russia da 5 anni. Gallagher ha dichiarato che la guerra in Ucraina "provoca nuove vittime e rende sempre più difficile la futura riconciliazione" e che è quindi "urgente e necessario" porvi fine. Ha inoltre annunciato un'intesa per collaborare sulle questioni umanitarie, a cominciare dai bambini colpiti dal conflitto.

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