Meta taglia 8.000 posti di lavoro mentre Microsoft offre prepensionamenti

Il colosso di Menlo Park licenzia il 10% dei dipendenti per finanziare investimenti fino a 135 miliardi di dollari nel 2026, mentre Microsoft propone uscite volontarie al 7% della forza lavoro statunitense.

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Meta taglia 8.000 posti di lavoro mentre Microsoft offre prepensionamenti
Screenshot da video

Meta taglierà circa 8.000 posti di lavoro, pari al 10% della sua forza lavoro globale, nell'ambito di un piano per liberare risorse da destinare all'intelligenza artificiale. L'azienda guidata da Mark Zuckerberg ha comunicato la decisione ai dipendenti giovedì 23 aprile attraverso un memo interno, come riportato dal New York Times e confermato all'Agenzia France-Presse da una fonte vicina al dossier. Lo stesso giorno, poche ore prima, Microsoft ha annunciato un piano di prepensionamento volontario rivolto a circa 8.750 dipendenti statunitensi, una mossa senza precedenti nella storia dell'azienda di Redmond.

I licenziamenti di Meta inizieranno il 20 maggio, quando i dipendenti coinvolti riceveranno una mail di notifica. A questi si aggiungono 6.000 posizioni attualmente aperte che saranno cancellate. In un memo interno, la responsabile delle risorse umane Janelle Gale ha spiegato che la decisione rientra negli sforzi per gestire l'azienda in modo più efficiente e compensare gli altri investimenti in corso. A fine dicembre 2025 Meta contava 78.865 dipendenti, secondo i documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission, il regolatore dei mercati statunitense. Fonti citate da Reuters hanno riferito che questa sarebbe solo la prima ondata di tagli, con una seconda tornata prevista nella seconda metà dell'anno e un obiettivo complessivo di ridurre la forza lavoro del 20%.

La scelta si inserisce in una strategia che vede Meta investire cifre colossali nell'intelligenza artificiale. L'azienda prevede spese tra 115 e 135 miliardi di dollari per il solo 2026, circa il doppio rispetto al 2025, in gran parte destinati a chip e centri dati. A fine febbraio Meta ha siglato un accordo con la statunitense AMD per l'acquisto di milioni di chip, per un valore di almeno 60 miliardi di dollari. Ad aprile il gruppo ha presentato il nuovo modello di intelligenza artificiale, denominato Muse Spark, dopo aver deluso con i tentativi precedenti e accumulato ritardo rispetto ai concorrenti come Google, autrice di Gemini 3.1, e OpenAI, che ha sviluppato GPT 5.4. Gli investitori hanno reagito negativamente all'annuncio: il titolo Meta ha ceduto il 2,3% in una sola giornata.

Sebbene il memo di Gale non citi esplicitamente l'intelligenza artificiale come causa dei tagli, Zuckerberg aveva già stabilito a fine gennaio un legame diretto tra questa tecnologia e la riduzione dei costi, affermando che progetti un tempo affidati a grandi squadre vengono ora portati a termine da una sola persona di talento. Andrew Bosworth, responsabile della tecnologia in Meta, in un memo interno rivelato dal Wall Street Journal ha dichiarato che in futuro gli agenti di intelligenza artificiale svolgeranno gran parte del lavoro e che il ruolo dei dipendenti sarà dirigerli, controllarli e aiutarli a migliorare. L'analista Dan Ives di Wedbush Securities ha scritto in un rapporto pubblicato giovedì che ulteriori licenziamenti potrebbero arrivare nel corso dell'anno, nell'ambito di una strategia che punta a sfruttare l'intelligenza artificiale per automatizzare compiti un tempo svolti da grandi squadre.

Non si tratta del primo piano di tagli per Meta. A fine 2022 il gruppo aveva annunciato un primo piano sociale da 11.000 posti, seguito nel marzo 2023 da un secondo piano da 10.000 persone. Tra fine 2023 e fine 2025 gli effettivi erano cresciuti di oltre 11.000 unità nette. A gennaio l'azienda aveva già licenziato 1.500 dipendenti della divisione Reality Labs, che lavorava su realtà aumentata e metaverso, progetto a lungo promosso da Zuckerberg e ora accantonato in favore dei nuovi Meta Superintelligence Labs.

Sul fronte Microsoft, l'offerta di prepensionamento è riservata ai lavoratori statunitensi fino al livello di senior director la cui età sommata agli anni di servizio raggiunga almeno 70: un dipendente di 58 anni con 12 anni di anzianità, per esempio, rientra nei requisiti. Sono esclusi alcuni profili di alto livello e chi è pagato tramite piani di incentivi alle vendite. La misura riguarda circa il 7% dei 125.000 dipendenti statunitensi del gruppo. In una mail ottenuta da Business Insider, la chief people officer di Microsoft Amy Coleman ha spiegato che molti di questi lavoratori hanno contribuito per anni, in alcuni casi decenni, a costruire l'azienda, e che l'obiettivo del programma è offrire loro la possibilità di compiere il passo successivo alle proprie condizioni, con un sostegno generoso da parte dell'azienda. I dipendenti interessati riceveranno informazioni dettagliate il 7 maggio e il piano entrerà in vigore nel quarto trimestre dell'anno fiscale 2026, che si chiude il 30 giugno.

Microsoft sta investendo massicciamente nell'intelligenza artificiale per competere con Google e altri giganti del settore, con una spesa in conto capitale prevista vicina ai 100 miliardi di dollari per l'anno in corso, secondo un'analisi di Business Insider. Il titolo è tra i peggiori del Big Tech nel 2026, con un calo del 17% a febbraio che ha sollevato dubbi sulla sostenibilità delle spese in intelligenza artificiale. L'azienda sta inoltre modificando il sistema di retribuzione e premi per riconoscere meglio i dipendenti con le migliori performance, svincolando i premi azionari dai bonus in contanti e dando ai manager maggiore flessibilità. Interpellata, Microsoft ha rifiutato di commentare.

I tagli di Meta e Microsoft si inseriscono in un'ondata più ampia che sta attraversando la Silicon Valley. A febbraio Block, la società di pagamenti online fondata da Jack Dorsey, ha licenziato 4.000 dei 10.000 dipendenti, pari al 40% della forza lavoro, indicando l'intelligenza artificiale come causa diretta. Amazon ha tagliato circa 30.000 posizioni corporate in due tornate tra fine 2025 e inizio 2026. Anche Oracle, Intel, Accenture, Salesforce, Pinterest e il produttore chimico Dow hanno annunciato riduzioni di organico legate all'intelligenza artificiale. Karen Weise, giornalista del New York Times che segue Amazon e Microsoft, ha osservato che la costruzione di centri dati richiede enormi investimenti e che il deprezzamento delle tecnologie al loro interno esercita pressione sui margini di profitto, spingendo le aziende a tagliare il personale per compensare i costi. I quattro colossi, Microsoft, Amazon, Google e Meta, hanno speso oltre 400 miliardi di dollari in investimenti di capitale nell'ultimo anno e prevedono ulteriori aumenti, con i risultati trimestrali attesi nella prossima settimana.

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