In Iran comandano i generali dei Pasdaran, il nuovo Khamenei è una figura marginale

Mojtaba Khamenei, scelto come guida suprema dopo l'uccisione del padre, sarebbe ferito e in clandestinità, secondo il New York Times. Su guerra, diplomazia e nucleare decidono sempre di più i comandanti della Guardia Rivoluzionaria.

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In Iran comandano i generali dei Pasdaran, il nuovo Khamenei è una figura marginale
Immagine generata con l'intelligenza artificiale

In Iran il potere reale non sembra essere più nelle mani della Guida Suprema, quanto piuttosto in quelle di un gruppo di generali dei Pasdaran. Mojtaba Khamenei, che a marzo ha preso ufficialmente il posto del padre Ali dopo la sua uccisione in un raid americano e israeliano, non eserciterebbe, infatti, un controllo assoluto. Anzi su guerra, negoziati con gli Stati Uniti e sicurezza nazionale decidono sempre più i comandanti del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, noto come Pasdaran. Lo riporta il New York Times, sulla base di interviste con sei alti funzionari iraniani, due ex funzionari, due membri dei Pasdaran, un religioso di alto rango e diverse persone vicine al nuovo leader.

Il presidente statunitense Donald Trump ha sostenuto più volte che la guerra abbia prodotto un "cambio di regime" e che i nuovi leader iraniani siano "molto più ragionevoli". Nei fatti, però, la Repubblica islamica non è caduta: il potere è invece passato a un apparato militare radicale, mentre l'influenza del clero si è ridotta. "Mojtaba gestisce il Paese come se fosse il presidente di un Consiglio di Amministrazione", ha dichiarato al New York Times Abdolreza Davari, ex consigliere dell'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. "Si affida molto ai consigli dei membri del Consiglio, e insieme prendono tutte le decisioni. In questo caso, però, sono i generali i membri del Consiglio."

Chi comanda davvero in Iran
Anatomia del potere
Chi comanda davvero in Iran
Dopo la morte di Khamenei, i generali dei Pasdaran hanno preso il controllo
La nuova geometria del comando
MOJTABA Guida formale VAHIDI Pasdaran ZOLGHADR Sicurezza SAFAVI Consigliere Pezeshkian Presidente Araghchi Esteri Ghalibaf Parlamento
Potere effettivo — Pasdaran
Vahidi
Pasdaran
Zolghadr
Sicurezza
Safavi
Consigliere
Centro indebolito
Mojtaba
Guida formale, in clandestinità
Ai margini — Governo civile
Pezeshk.
Presidente
Araghchi
Esteri
Ghalibaf
Parlamento
Centro indebolito — Mojtaba Khamenei, guida formale in clandestinità
Potere effettivo — I tre generali dei Pasdaran che decidono
Ai margini — Il governo civile, limitato agli affari interni
Il leader ferito
Mojtaba Khamenei
Nuovo Leader Supremo dell'Iran, succeduto al padre Ali a marzo
In clandestinità dal 28 febbraio
3
Operazioni a una gamba, attende una protesi
17
Anni d'età quando si arruolò nei Pasdaran
0
Messaggi pubblici dopo la successione
Il giudizio degli analisti
Mojtaba non è un vero Leader Supremo: può esserlo di nome, ma non lo è nel modo in cui lo era suo padre. È subordinato ai Pasdaran.
Ali Vaez, International Crisis Group · al New York Times
I tre uomini che decidono
Guerra, negoziati con Washington e sicurezza nazionale passano oggi per le mani di tre comandanti del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione. Hanno legami con Mojtaba che risalgono agli anni della guerra Iran-Iraq.
1
Ahmad Vahidi
Comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie
Generale di brigata, vertice operativo dei Pasdaran. Dopo il sequestro americano di due imbarcazioni iraniane, si è opposto alla prosecuzione dei colloqui con Washington.
2
Mohammad Bagher Zolghadr
Capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale
Ex comandante dei Pasdaran, da poco al vertice del Consiglio che coordina la sicurezza del Paese. Sotto la sua direzione si è deciso il cessate il fuoco temporaneo con gli Stati Uniti.
3
Yahya Rahim Safavi
Consigliere militare di Mojtaba, già del padre
Il ponte tra la vecchia e la nuova leadership: ha servito come consigliere militare di Ali Khamenei ed è stato confermato dal figlio Mojtaba dopo la successione di marzo.
Le decisioni che hanno firmato
Chiusura dello Stretto di Hormuz
Attacchi su Israele e Paesi del Golfo
Cessate il fuoco temporaneo con Washington
Scelta del negoziatore per l'incontro con Vance
Lo scontro sui negoziati
Continuare i colloqui con Washington?
Generali
Vahidi e i Pasdaran
Dopo il sequestro americano di due imbarcazioni iraniane, giudicano i colloqui inutili
VS
Governo civile
Pezeshkian e Araghchi
Avvertono dei costi economici della guerra e della necessità di alleggerire le sanzioni
Il prezzo del conflitto
$300 mld
Stima delle perdite
Il dato attribuito al governo iraniano misura l'impatto economico della guerra — l'argomento con cui il fronte civile ha provato, senza riuscirci, a rientrare nella stanza delle decisioni
L'inchiesta del New York Times
8
Alti funzionari iraniani, attuali ed ex
2
Membri dei Pasdaran
1
Religioso di alto rango
Fonti: New York Times · International Crisis Group · Dichiarazioni pubbliche

Un leader ferito ed in clandestinità

Il nuovo leader vive in clandestinità dal 28 febbraio, quando un raid aereo ha ucciso suo padre, la moglie e un altro figlio. Nell'attacco anche Mojtaba sarebbe rimasto gravemente ferito. Secondo il New York Times, avrebbe subito tre operazioni a una gamba e ora attenderebbe una protesi. Avrebbe inoltre riportato ustioni al volto, che gli rendono difficile parlare e per le quali dovrebbe sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica. Resta mentalmente lucido, secondo quattro alti funzionari iraniani citati dal quotidiano statunitense, ma non ha ancora registrato alcun messaggio video o audio perché non vuole apparire vulnerabile nella sua prima uscita pubblica.

L'accesso a Mojtaba è estremamente limitato. I comandanti dei Pasdaran e gli alti funzionari di governo non lo visitano, per timore che Israele possa rintracciare il suo nascondiglio, e i messaggi passano quindi attraverso una catena di corrieri fidati. Le ferite, insieme alle ragioni di sicurezza e alle difficoltà di comunicazione, lo avrebbero spinto a delegare le decisioni più importanti ai generali, con i quali ha legami che risalgono all'adolescenza. A 17 anni si arruolò volontario nella guerra Iran-Iraq e finì nel battaglione Habib dei Pasdaran, dove strinse amicizie che durano da decenni.

Chi comanda davvero in Iran?

Oggi i generali più influenti sarebbero tre. Il primo è Ahmad Vahidi, generale di brigata e comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie. Il secondo è Mohammad Bagher Zolghadr, nuovo capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale ed ex comandante dei Pasdaran. Il terzo è Yahya Rahim Safavi, consigliere militare prima del padre e ora di Khamenei figlio.

Sarebbero stati proprio loro a chiudere lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo, sconvolgendo l'economia globale. Sempre loro avrebbero pianificato gli attacchi contro Israele e gli Stati del Golfo Persico, accettato il cessate il fuoco temporaneo con gli Stati Uniti e aperto ai negoziati diretti. In tutto questo, il presidente Masoud Pezeshkian e il suo governo civile sarebbero stati messi ai margini e invitati a occuparsi soltanto degli affari interni, come la fornitura di cibo e carburante. Anche il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che aveva guidato i colloqui con Washington prima della guerra, sarebbe stato accantonato. Al suo posto, i generali avrebbero scelto Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento ed ex generale dei Pasdaran, per trattare con il vicepresidente statunitense JD Vance a Islamabad.

Lo scontro interno al regime

Nei giorni precedenti sono emerse divergenze sull'opportunità di proseguire i negoziati, mentre Trump continua a mantenere attivo un blocco navale sull'Iran e 27 navi iraniane sarebbero già state respinte. Dopo il sequestro americano di due imbarcazioni iraniane, il comandante in capo Vahidi e altri generali hanno sostenuto che continuare i colloqui fosse inutile. Pezeshkian e Araghchi l'hanno pensata diversamente, mettendo in guardia dalle perdite economiche causate dalla guerra, stimate dal governo in circa 300 miliardi di dollari, e dalla necessità di alleggerire le sanzioni per ricostruire il Paese. Alla fine, però, hanno prevalso i generali e i colloqui sono saltati.

Sabato sera, in un discorso alla nazione, Ghalibaf ha provato a tenere insieme le due linee. "A volte vedo il nostro popolo dire che li abbiamo distrutti", ha detto il presidente del Parlamento in televisione. "No, non li abbiamo distrutti, dovete capirlo. Le nostre conquiste militari non significano che siamo più potenti degli Stati Uniti". È proprio in questo equilibrio precario, tra leadership formale e potere militare effettivo, che si starebbe ridefinendo il nuovo assetto dell'Iran. "Mojtaba non è un vero Leader Supremo: può esserlo di nome, ma non lo è nel modo in cui lo era suo padre", commenta al New York Times Ali Vaez, direttore per l'Iran dell'International Crisis Group. "È subordinato ai Pasdaran perché deve totalmente a loro la sua posizione e la sopravvivenza del sistema."

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