L'Iran incassa i primi pedaggi sullo Stretto di Hormuz: "Controlliamo noi il passaggio, non negoziamo"

Depositate presso la Banca Centrale le prime somme riscosse dalle navi in transito. Il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia: "È la più grave crisi energetica della storia". Persi 13 milioni di barili al giorno.

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L'Iran incassa i primi pedaggi sullo Stretto di Hormuz: "Controlliamo noi il passaggio, non negoziamo"
Immagine generata con l'intelligenza artificiale

Teheran ha incassato i primi proventi dei pedaggi imposti alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Le somme sono state depositate presso la Banca Centrale iraniana. A confermarlo è stato Alireza Salimi, deputato conservatore del Parlamento, in un’intervista all’agenzia semiufficiale Tasnim. "L’importo riscosso da ciascuna nave dipende dal carico e dal livello di rischio che comporta", ha dichiarato Salimi. "È l’Iran a stabilire quanto si paga e in che modo si paga: siamo noi a dettare le regole", ha rivendicato.

Ancora più duro è stato il vicepresidente del parlamento, Hamidreza Hajibabaei, durante un intervento pubblico nella città di Kuhdasht che è stato riportato da ABC News. "Lo Stretto è sotto il nostro controllo", ha detto. "Se gli Stati Uniti continueranno su questa strada, nessuna nave passerà più da Hormuz. Non siamo impegnati in trattative: stiamo dettando condizioni".

Lo Stretto di Hormuz è una delle arterie più importanti del commercio energetico mondiale. Prima della guerra vi transitavano ogni giorno 20 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi, pari a circa il 20% della fornitura globale di greggio. Oggi questa via d’acqua si trova in una condizione inedita, definita di "doppio blocco": né l’Iran né gli Stati Uniti consentono il transito alle navi per diversi motivi. Washington ha chiuso i porti iraniani, mentre Teheran ha risposto bloccando il passaggio nello Stretto in reazione all’operazione militare statunitense e israeliana Epic Fury e, più di recente, al fallimento della tregua tra Israele e Libano. Così il prezzo del barile ha già superato i 100 dollari in più occasioni.

Hormuz, il doppio blocco che soffoca l'energia mondiale
Crisi energetica
Hormuz, il doppio blocco che soffoca l'energia mondiale
Pedaggi iraniani, navi sequestrate e il collasso del jet fuel in Europa · Aprile 2026
Uno Stretto, due blocchi
Né Washington né Teheran lasciano passare le navi.
Lo Stretto è paralizzato.
13 MILIONI BARILI PERSI AL GIORNO La più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia. Fatih Birol, direttore Agenzia Intl. Energia 14 12 AKTI A IMO 9876543
20%
del greggio mondiale passava da qui
100$+
prezzo del barile superato più volte
0%
jet fuel Europa da raffinerie mediorientali
La più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia. — Fatih Birol, direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia
13 mln
Barili al giorno persi dall'inizio della crisi
20%
Quota mondiale di greggio che transitava da Hormuz
Jet fuel europeo: il collasso
Quota di jet fuel europeo proveniente dalle raffinerie mediorientali
Prima della crisi ~75%
Oggi ~0%
Le contromisure
400 mln
Barili rilasciati dalle scorte strategiche a marzo
100$+
Prezzo del barile superato più volte
Riduzione del traffico aereo
Scenario allo studio in Europa se le importazioni alternative da USA e Nigeria non aumenteranno
Il sistema dei pedaggi iraniani
1 $
Al barile trasportato, pagabile in criptovaluta (secondo media occidentali)
8 ore
Durata massima delle "finestre" di transito che Teheran apre e chiude a piacimento
È l'Iran a stabilire quanto si paga e in che modo si paga: siamo noi a dettare le regole.
— Alireza Salimi, deputato conservatore iraniano, all'agenzia Tasnim
Lo Stretto è sotto il nostro controllo. Se gli Stati Uniti continueranno su questa strada, nessuna nave passerà più da Hormuz.
— Hamidreza Hajibabaei, vicepresidente del Parlamento iraniano (citato da ABC News)
Chi passa e chi no
Paesi amici
Pakistan, Cina e Oman: trattamento più morbido
Legami con Israele
MSC tenta il passaggio clandestino a transponder spento
Le navi sotto i riflettori
Akti A · Maersk (Danimarca)
Prima nave a passare. 300 mila barili di diesel per il trader Vitol
Passata
Flotta CMA CGM (Francia)
Tornata indietro dopo che una nave è stata colpita da un ordigno
Respinta
Dhalkut · Trafigura (Oman)
Unica su 10 navi bloccate. Partita il 2 aprile in convoglio lungo le coste omanite
Passata
3 navi Mercuria
Riportate in salvo. L'a.d. Dunand non ha spiegato in che modo
Passata
MSC Francesca · MSC Epaminondas
Sequestrate il 22 aprile dai Guardiani della Rivoluzione per transito "non autorizzato"
Sequestrate
Tocca un evento per i dettagli
28 feb
Inizio della guerra. L'Iran chiude lo Stretto
USA e Israele lanciano le operazioni Epic Fury e Ruggito del Leone. Teheran risponde con l'operazione Vera Promessa 4, attaccando le installazioni dei Paesi del Golfo e chiudendo Hormuz. Entro il 2 marzo il traffico navale cessa totalmente.
9 mar
Trump punta al controllo militare dello Stretto
Il presidente dichiara l'intenzione di porre Hormuz sotto controllo dell'esercito statunitense. Nel frattempo l'AIE autorizza il rilascio di 400 milioni di barili dalle scorte strategiche.
8 apr
Cessate il fuoco bilaterale di 14 giorni
Trump annuncia su Truth un cessate il fuoco tra USA e Iran, subordinato alla riapertura dello Stretto. L'accordo prevede un sistema di pedaggi gestito congiuntamente da Oman e Iran.
10-12 apr
Primo round negoziale fallito a Islamabad
Il vicepresidente USA J.D. Vance incontra il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in Pakistan. Il feldmaresciallo Asim Munir media con il premier Sharif. Trump parla di "vittoria", gli analisti restano scettici.
13 apr
Blocco navale USA contro i porti iraniani
Dopo lo stallo dei primi colloqui, la Marina statunitense applica un blocco selettivo sullo Stretto e tenta operazioni di bonifica dalle mine. Nasce il "doppio blocco".
17 apr
Araghchi annuncia la riapertura di Hormuz
Il Ministro degli Esteri iraniano dichiara lo Stretto "completamente aperto" su X, legandolo al cessate il fuoco in Libano. Trump ringrazia, ma mantiene il blocco USA. La Celestyal Discovery è la prima nave da crociera a transitare dopo 47 giorni di stop.
18 apr
Navi colpite nello Stretto. Teheran minaccia
Almeno due mercantili riportano colpi d'arma da fuoco. Il presidente del Parlamento Ghalibaf: "Con il proseguimento del blocco, lo Stretto non rimarrà aperto". Il Consiglio Supremo iraniano rivendica il controllo del canale "fino alla fine della guerra".
19 apr
USA colpiscono nave iraniana nel Mar d'Oman
L'Ambasciata iraniana all'ONU accusa Washington di "condotta che presenta i tratti distintivi della pirateria". Cartelloni compaiono a Teheran con la scritta "Hormuz, per sempre nelle mani dell'Iran".
22 apr
Sequestrate le navi MSC Francesca ed Epaminondas
La Marina dei Pasdaran apre il fuoco su 3 navi MSC e ne sequestra 2, accusandole di transito non autorizzato. La Casa Bianca (Leavitt): "Non sono navi USA né israeliane, è pirateria".
Elaborazione FocusAmerica su fonti: Financial Times, CNBC (Converge Live, Singapore), ABC News, Tasnim · Aggiornato al 23 aprile 2026

"La più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia"

A descrivere il quadro energetico nei termini più duri è stato il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, intervenuto su CNBC durante il forum Converge Live di Singapore. "Stiamo affrontando la più grave minaccia alla sicurezza energetica della storia", ha detto senza mezzi termini. "A oggi abbiamo perso 13 milioni di barili di petrolio al giorno e si registrano gravi interruzioni nelle forniture di materie prime vitali".

L’allarme più immediato riguarda l’Europa, che rischia di restare senza carburante per aerei nel giro di poche settimane. "L’Europa riceveva circa il 75% del jet fuel dalle raffinerie mediorientali, ora siamo sostanzialmente a zero", ha spiegato Birol. Il continente sta cercando di rifornirsi da Stati Uniti e Nigeria, ma se le importazioni alternative non aumenteranno rapidamente potrebbe rendersi necessario ridurre il traffico aereo. L’Agenzia ha già autorizzato a marzo il rilascio di 400 milioni di barili dalle scorte strategiche e sta valutando una seconda tranche. Ma lo stesso Birol la considera solo un palliativo: "La cura è riaprire lo Stretto di Hormuz. Stiamo guadagnando tempo, niente di più".

La nuova stretta iraniana è arrivata all’indomani della decisione di Donald Trump di estendere il cessate il fuoco con Teheran, scaduto mercoledì 22 aprile. Il presidente statunitense ha motivato la proroga dopo una richiesta arrivata dal capo dell’esercito pakistano, il maresciallo Asim Munir, e dal primo ministro Shehbaz Sharif, sostenendo che "il governo iraniano è seriamente spaccato" e che Islamabad ha chiesto di sospendere l’attacco in attesa di una proposta unitaria da Teheran. Trump ha anche ordinato alle Forze Armate di mantenere il blocco navale.

Le poche navi che sono riuscite a passare

Mentre la diplomazia resta ferma, il Financial Times ha ricostruito in che modo alcune imbarcazioni siano riuscite comunque ad attraversare lo Stretto sfruttando brevi "finestre" che si aprono e si chiudono nell’arco di poche ore. Il transito dura fino a otto ore e, in quell’intervallo, la situazione politica può cambiare radicalmente. La sera del 17 aprile Teheran ha annunciato la riapertura del canale, chiuso da fine febbraio, dopo l’intesa tra Israele e Libano. Il mattino successivo lo Stretto era di nuovo bloccato, ma nel frattempo alcune navi erano riuscite a passare.

La prima è stata la Akti A della danese Maersk, con 300 mila barili di diesel per il trader Vitol. Altre imbarcazioni della compagnia francese CMA CGM hanno tentato il passaggio, ma sono tornate indietro dopo che una di loro è stata colpita da un ordigno. Il trader Trafigura è riuscito a far uscire una sola nave sulle dieci bloccate nel Golfo Persico: il tanker omanita Dhalkut, partito il 2 aprile in un convoglio lungo le coste dell’Oman. Mercuria ha riportato in salvo tre navi, ma il suo amministratore delegato Marco Dunand si è rifiutato di spiegare in che modo.

Secondo il Financial Times, l’Iran sta riservando un trattamento più morbido alle navi legate ai Paesi amici, tra cui Pakistan, Cina e Oman. Le compagnie considerate più esposte, come MSC Group per i suoi legami commerciali con Israele, tentano invece il passaggio clandestino spegnendo i transponder GPS. Nel fine settimana del 18 e 19 aprile sei navi MSC hanno attraversato lo Stretto con i sistemi di localizzazione disattivati. Il 22 aprile la marina dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha sequestrato le navi MSC Francesca ed Epaminondas, riconducibili al gruppo, accusandole di aver transitato "senza la dovuta autorizzazione e manipolando i sistemi di navigazione". MSC ha rifiutato di commentare.

I media occidentali hanno riferito più volte che Teheran chiederebbe un dollaro per ogni barile di petrolio trasportato, pagabile in criptovaluta. I trader Trafigura, Mercuria e Vitol negano però di aver versato pedaggi, perché un pagamento di questo tipo violerebbe le sanzioni statunitensi.

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