Bruxelles sblocca l'equivalente di 105 miliardi di dollari per coprire i bisogni di Kyiv fino al 2027, dopo il via libera dell'Ungheria. Ma i fondi rischiano di non bastare, mentre l'Amministrazione Trump guarda all'Ucraina con sempre meno convinzione, concentrando la sua attenzione altrove.
L’Unione Europea ha approvato questa settimana un prestito da 90 miliardi di euro, pari a circa 105 miliardi di dollari, per finanziare l’Ucraina fino alla fine del prossimo anno. La decisione segna un passaggio politico decisivo: la guerra contro la Russia è ormai diventata, a tutti gli effetti, anche una guerra europea.
Il via libera è arrivato alla vigilia del vertice di giovedì a Cipro, dopo mesi di blocco imposto dal premier ungherese Viktor Orbán, sconfitto nettamente alle ultime elezioni e ormai uscito di scena. Il negoziato si è sbloccato pochi giorni dopo l’annuncio della riparazione del tratto ucraino dell’oleodotto Druzhba, che porta petrolio russo a basso costo in Ungheria e Slovacchia. L’interruzione delle forniture era uno dei nodi politici dietro il veto di Budapest.
Il via libera dopo la sconfitta di Orbán
"Per la prima volta dopo anni non ci sono più russi nella stanza", ha scritto ironicamente sui social il premier polacco Donald Tusk, riferendosi all’assenza di Orbán dal vertice. "E' un enorme sollievo". Per Kyiv, stretta tra l’avanzata russa nell’est del Paese e il disimpegno americano, l’aiuto europeo arriva in un momento critico. L’Amministrazione Trump ha infatti interrotto la fornitura diretta di aiuti militari all’Ucraina e sta cercando con sempre meno interesse di mediare la fine del conflitto, mentre concentra la sua attenzione politica e militare sul Medio Oriente. Il vicepresidente JD Vance, durante un recente comizio, ha definito lo stop ai finanziamenti per Kyiv "una delle cose di cui sono più orgoglioso".
Il nuovo prestito europeo coprirà circa due terzi del fabbisogno di bilancio e di difesa di Kiev per quest’anno e il prossimo. Giappone e altri Paesi occidentali, tra cui il Regno Unito, stanno trattando per coprire i restanti 45 miliardi di euro necessari fino alla fine del 2027, ma nessun accordo è stato ancora raggiunto. Secondo i diplomatici europei, il fabbisogno ucraino per il prossimo anno è già aumentato di 19 miliardi rispetto alle stime iniziali, e Bruxelles potrebbe dover varare un nuovo prestito da decine di miliardi entro 12 mesi.
L'Europa prende in mano la guerra: 90 miliardi per Kiev
Guerra in Ucraina
L'Europa prende in mano la guerra: 90 miliardi per Kyiv
Il prestito UE, il fabbisogno e il disimpegno americano
90mld €
Prestito UE approvato per finanziare l'Ucraina fino a fine 2027
≈ 2/3
Quota del fabbisogno di bilancio e difesa di Kyiv coperta da questo prestito
Come si copre il fabbisogno ucraino fino a fine 2027
Fabbisogno totale stimato
≈ 135 mld €(prestito UE + quota partner)
UE 90
Partner 45
90 mld € — Unione Europea. Prestito approvato dopo mesi di blocco da parte ungherese. Copre circa due terzi del fabbisogno ucraino.
45 mld € — partner internazionali. Giappone, Regno Unito e altri Paesi occidentali sono in trattativa. Ma nessun accordo è ancora stato chiuso.
+19 mld € — fabbisogno aggiuntivo. Stima cresciuta rispetto alle proiezioni iniziali per il 2027. Possibile nuovo prestito UE entro 12 mesi.
Numeri chiave
105 mld $
Controvalore in dollari del prestito UE
I 90 miliardi di euro approvati a Bruxelles equivalgono a circa 105 miliardi di dollari. Il prestito è pensato per finanziare Kyiv fino alla fine del prossimo anno.
+19 mld €
Aumento stimato del fabbisogno 2027
Il fabbisogno ucraino per il prossimo anno è già cresciuto di 19 miliardi di euro rispetto alle stime iniziali. Bruxelles potrebbe dover varare un nuovo prestito da decine di miliardi di euro entro 12 mesi.
4 mld $
Forniture militari tedesche aggiuntive
Solo dalla Germania sono arrivati impegni per 4 miliardi di dollari in nuove forniture di armi, concentrati su difesa aerea, droni e produzione congiunta, secondo il Ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov.
2027
Elezioni presidenziali in Francia
I partiti nazionalisti in Francia e Germania chiedono lo stop ai fondi per Kyiv. Il risultato del prossimo voto francese rischia di pesare sulle prossime decisioni di bilancio europee.
«Significa che non siamo stati abbandonati, e siamo forti. Ma durante la guerra abbiamo bisogno di tutto e di tutti. Abbiamo bisogno anche degli Stati Uniti.»
— Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina
Tocca per esplorare la posizione di ogni attore
Unione Europea
Ha approvato 90 miliardi di prestito a Kyiv alla vigilia del vertice di Cipro. Sostegno guidato da Germania, Paesi nordici, Paesi Bassi e Polonia. Restano però i nodi politici aperti per il dopo-2027.
Ucraina
Zelensky accoglie il prestito come segnale di forza che potrebbe spingere Mosca al tavolo negoziale. Ribadisce però che Kyiv non può fare a meno di Washington: solo gli Stati Uniti forniscono intercettori antimissile e intelligence chiave. Respinge l'ipotesi di un'adesione "simbolica" all'UE.
Stati Uniti
L'Amministrazione Trump ha interrotto la fornitura diretta di aiuti militari a Kyiv. Sta cercando, con sempre meno convinzione, di mediare la fine del conflitto, mentre concentra l'attenzione sul Medio Oriente. Vance definisce lo stop ai finanziamenti «una delle cose di cui sono più orgoglioso».
Ungheria
Orbán, sconfitto alle ultime elezioni, esce di scena. Per mesi ha bloccato il prestito a Kyiv. Il negoziato si è sbloccato dopo l'annuncio della riparazione del tratto ucraino dell'oleodotto Druzhba, che porta petrolio russo a basso costo a Budapest e Bratislava.
«Per la prima volta dopo anni non ci sono più russi nella stanza. Enorme sollievo.»
— Donald Tusk, premier polacco, sull'assenza di Orbán al vertice
Come cambia il modello di forniture militari
Era Biden
Stati Uniti → Ucraina
Trasferimento diretto di equipaggiamenti dagli stock americani a Kiev.
Era Trump
Stati Uniti → UE → Ucraina
I Paesi europei comprano le armi dagli Stati Uniti e le inoltrano all'Ucraina.
Capacità che l'Europa non può ancora sostituire
Intercettori
Antimissile contro i missili balistici russi
Gli Stati Uniti restano l'unico fornitore degli intercettori che proteggono i cieli ucraini dai missili balistici russi. Zelensky teme che l'uso di questi intercettori nella guerra in Iran stia svuotando le scorte americane.
Intelligence
Dati real-time sul campo di battaglia
Gli Stati Uniti forniscono ancora l'intelligence operativa fondamentale sul campo di battaglia. Una capacità che oggi nessun Paese europeo è in grado di sostituire a pieno.
Produzione congiunta in Europa
4 mld $
Impegni dalla sola Germania su difesa aerea, droni e produzione congiunta
GermaniaDanimarcaNorvegiaRegno Unito
Tocca un evento per i dettagli
Inizio 2026
Trump interrompe la fornitura diretta di aiuti militari
L'Amministrazione Trump cerca con sempre meno convinzione di mediare la fine del conflitto, mentre concentra la sua attenzione politica e militare sul Medio Oriente. Inizia un nuovo modello: gli europei comprano armi americane e le inoltrano a Kyiv.
Gen-Apr 2026
Orbán blocca il prestito europeo per Kyiv
Per mesi il premier ungherese ha imposto il veto al pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro. Tra i nodi politici c'era anche l'interruzione delle forniture dall'oleodotto Druzhba, che porta petrolio russo a basso costo a Ungheria e Slovacchia.
Settimana scorsa
Sconfitta di Orbán e riparazione del Druzhba
Il premier ungherese perde nettamente le elezioni ed esce di scena. Pochi giorni dopo arriva l'annuncio della riparazione del tratto ucraino dell'oleodotto: il negoziato si sblocca rapidamente.
Questa settimana
L'UE approva 90 miliardi di prestito per Kyiv
Il via libera arriva alla vigilia del vertice di Cipro. Il prestito coprirà circa due terzi del fabbisogno di bilancio e difesa ucraino fino alla fine del 2027.
Prossimi 12 mesi
Possibile nuovo prestito UE da decine di miliardi
Il fabbisogno ucraino per il 2027 è già cresciuto di 19 miliardi rispetto alle stime iniziali. Bruxelles potrebbe dover varare un secondo pacchetto entro un anno.
2027
Elezioni presidenziali in Francia
I partiti nazionalisti in Francia e Germania chiedono lo stop ai fondi per Kyiv. Il risultato del voto francese rischia di pesare sulle prossime decisioni di bilancio dell'Unione.
Elaborazione FocusAmerica
L'Ucraina continua ad aver bisogno degli Stati Uniti
Zelensky ha accolto la decisione come un segnale di forza, capace di spingere Mosca al tavolo negoziale. "Significa che non siamo stati abbandonati, e che siamo forti", ha detto. Ma ha ribadito anche che Kyiv non può fare a meno di Washington. "Durante la guerra abbiamo bisogno di tutto e di tutti. Abbiamo bisogno degli Stati Uniti", ha aggiunto giovedì, entrando alla riunione con i leader europei.
Gli Stati Uniti restano infatti ad oggi l’unico fornitore degli intercettori antimissile che proteggono i cieli ucraini dai missili balistici russi, oltre a essere in grado di garantire l’intelligence sul campo di battaglia. Sono capacità che l’Europa, almeno al momento, non è in grado di sostituire. Nel frattempo però è cambiato anche il modello con cui le armi americane arrivano a Kyiv. Se l’Amministrazione Biden trasferiva direttamente le armi, ora sono i Paesi europei a comprarli dagli Stati Uniti e a fornirle all’Ucraina. Zelensky teme però ora che l’impiego dei missili intercettori statunitensi nella guerra in Iran stia riducendo le scorte di cui Kyiv ha ancora disperatamente bisogno.
L'Ucraina cerca altri produttori di armi
Intanto, sul fronte industriale, l’Ucraina ha stretto accordi per produrre armi insieme ad alcuni alleati europei, tra cui Germania, Danimarca, Norvegia e Regno Unito. Solo da Berlino sono arrivati impegni per 4 miliardi di dollari in nuove forniture, concentrate su difesa aerea, droni e produzione congiunta, ha riferito il Ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov.
Il sostegno europeo a Kyiv continua a reggersi soprattutto sui Paesi più ricchi del blocco: in primo luogo proprio la Germania, ma anche i Paesi nordici, i Paesi Bassi e la Polonia. La tenuta politica di questo fronte, però, resta incerta. In Francia e Germania i partiti nazionalisti, in crescita nei sondaggi, chiedono di fermare i finanziamenti all’Ucraina. E le presidenziali francesi del 2027, dove l'estrema destra del Rassemblement National è favorita, potrebbero pesare sulle prossime decisioni europee.
Resta aperto anche il nodo dell’adesione di Kyiv all’Unione Europea, un percorso che procede a rilento. Bruxelles ha proposto di concedere all’Ucraina, nei prossimi anni, alcuni benefici simbolici dell’adesione, ma Zelensky ha respinto l’ipotesi. "L’Ucraina non ha bisogno di un’adesione simbolica all’Unione Europea. L’Ucraina si difende e sta difendendo l’Europa. E non sta difendendo l’Europa simbolicamente: le persone stanno morendo davvero", ha detto.
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