Mamdani ottiene una tassa sulle seconde case di lusso per tappare il buco di bilancio
La governatrice Hochul vuole colpire gli immobili da 5 milioni di dollari in su di chi non risiede in città, raccogliendo 500 milioni l'anno. Il sindaco Mamdani ha subito sostenuto il piano.
La governatrice dello stato di New York Kathy Hochul ha proposto una tassa sulle seconde case di lusso in città, offrendo al sindaco Zohran Mamdani una via d'uscita politica sul suo piano di aumentare le imposte ai più ricchi. Lo scrive il Wall Street Journal.
Il progetto, presentato questa settimana, prevede un prelievo aggiuntivo sulle abitazioni secondarie nella città di New York con un valore di almeno 5 milioni di dollari. La misura si applicherebbe solo ai proprietari che hanno la residenza principale al di fuori della città. Secondo le stime dell'ufficio bilancio della governatrice, la nuova imposta potrebbe generare 500 milioni di dollari l'anno, risorse destinate a coprire parte del disavanzo cittadino.
Mamdani, socialista democratico, durante la campagna elettorale aveva promesso di aumentare le tasse ai milionari e alle grandi aziende della città. Solo la governatrice e il parlamento statale hanno però il potere di modificare l'imposizione fiscale. Hochul, che quest'anno si gioca la rielezione, aveva respinto il piano del sindaco ma ha probabilmente ritenuto politicamente più sostenibile colpire i super ricchi che non vivono stabilmente a New York. Mamdani ha subito aderito alla proposta con un messaggio sui social in cui ha scritto che saranno tassati gli ultraricchi e le élite globali.
I dettagli sono ancora in fase di definizione. Secondo una fonte vicina al dossier citata dal Wall Street Journal, il meccanismo prevederà aliquote differenziate in base al valore dell'immobile. La misura dovrebbe essere inserita nel bilancio statale in discussione fra la governatrice, il Senato e l'Assemblea, entrambi a guida democratica. La leader della maggioranza al Senato Andrea Stewart-Cousins, in una conferenza stampa, ha ricordato che la sua camera è sempre stata favorevole a un'imposta di questo tipo. Un portavoce del presidente dell'Assemblea Carl Heastie ha detto mercoledì che l'Assemblea è soddisfatta che la governatrice stia cercando nuove entrate per la città.
Il mondo immobiliare è stato colto di sorpresa. Il Real Estate Board of New York, la principale associazione di categoria cittadina, ha ricevuto solo poche ore di preavviso dall'ufficio della governatrice prima che la proposta venisse diffusa dai media. Il broker Jason Haber, che guida l'associazione American Real Estate Association, ha dichiarato al Wall Street Journal che la misura non era fra gli scenari previsti. Da allora il settore si sta mobilitando contro il progetto. REBNY ha avviato colloqui con il team di Hochul e con vari parlamentari ad Albany per fare pressione.
La lobby immobiliare appare però isolata. Gran parte della comunità d'affari tira un sospiro di sollievo perché la discussione si è spostata dalle imposte che l'avrebbero colpita direttamente. Il venture capitalist Bradley Tusk ha detto al quotidiano che non si impegnerà in alcuno sforzo per contrastare la misura, aggiungendo che i leader del settore immobiliare possono provare a bloccarla ma non crede che ci riusciranno.
In passato la lobby era riuscita a fermare tentativi simili, nel 2014 e nel 2019. L'industria sostiene che una tassa di questo tipo sia costosa da attuare e finisca per rendere meno del previsto. Il presidente di REBNY Jim Whelan ha detto che non raccoglierà le entrate attese. Gli agenti immobiliari avvertono inoltre che la misura farà crollare i valori residenziali e ridurrà la base imponibile cittadina. Alcuni prevedono che i clienti in cerca di una seconda casa cominceranno a cercare immobili appena sotto la soglia dei 5 milioni, vanificando in parte l'obiettivo di gettito.
Il peso politico del settore immobiliare è però diminuito rispetto all'era precedente Mamdani, mentre il disavanzo cittadino è più grave che in passato. Kathy Wylde, ex guida della Partnership for New York City, coinvolta nelle trattative sulle precedenti proposte, ha osservato che all'epoca non c'era lo stesso bisogno di risorse.
Il sindaco ha intensificato le richieste di un aumento delle tasse sui ricchi da quando si è insediato, sostenendo che servono nuove entrate per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari previsto per il prossimo anno fiscale. La sua proposta iniziale, che puntava ad almeno 5,4 miliardi di nuove entrate fiscali, ha incontrato forti resistenze ad Albany. La governatrice, che ha il peso maggiore nelle trattative di bilancio, l'aveva respinta sostenendo che avrebbe spaventato i contribuenti ad alto reddito e le imprese. Senato e Assemblea hanno di recente proposto aumenti per alcuni redditi alti e per alcune aziende, ma di entità inferiore a quella chiesta dal sindaco.