Maine, tre donne accusano il candidato Dem di comportamenti inappropriati
Un'inchiesta del New York Times raccoglie le testimonianze di tre donne che descrivono relazioni "tossiche", episodi di intimidazione fisica e bugie sul tatuaggio di stampo nazista. Il candidato respinge le accuse.
Tre donne che in passato hanno avuto relazioni sentimentali con Graham Platner, candidato democratico al Senato per il Maine, lo descrivono come un uomo affascinante, ma allo stesso tempo capace di umiliare le donne e, almeno in un caso, di intimidirle fisicamente. Le loro testimonianze sono al centro di un'inchiesta esclusiva del New York Times, che si basa su interviste con oltre venticinque persone, tra cui sei ex fidanzate del candidato.
Platner, 41 anni, veterano di guerra e ostricoltore, ha raccontato già in campagna elettorale il proprio passato segnato dal disturbo da stress post-traumatico, dalla depressione e dall'alcol, presentando la sua vita come una storia di guarigione e riscatto. Le nuove rivelazioni complicano però questa narrazione e preoccupano i democratici, che considerano il seggio del Maine decisivo per riconquistare il Senato. La sua probabile avversaria è la senatrice repubblicana uscente Susan Collins.
Il candidato e le sue ex: l'inchiesta che fa paura ai democratici nel Maine
Tre ex fidanzate di Graham Platner lo descrivono come un uomo capace di umiliare le donne e, almeno in un caso, di intimidirle fisicamente. La campagna del candidato contesta le accuse più gravi, ma su un punto non arriva la smentita.
Tre donne, tre relazioni, un ritratto che si ripete
Tocca ogni nome per leggere il suo racconto. Le tre donne hanno frequentato Platner in periodi diversi della sua vita.
È la testimonianza più dettagliata. Racconta che Platner, soprattutto quando beveva, la afferrava per le spalle fino a lasciarle segni, la trascinò fuori da un taxi per il polso e, durante un litigio, le torse un braccio dietro la schiena chiudendola in una camera da letto.
Fifield ha lavorato per la Heritage Foundation e per la campagna di Nikki Haley nel 2024. Nega motivazioni politiche; secondo il New York Times non risultano legami con la campagna di Susan Collins.
Sostiene che il candidato «non rispetta le donne». Nel 2021, racconta, Platner si presentò ubriaco a casa sua dopo che lei gli aveva chiesto esplicitamente di non farlo.
Altre tre ex fidanzate, contattate dal New York Times attraverso lo staff della campagna elettorale, difendono Platner e lo descrivono invece come un compagno gentile e premuroso.
Cosa la campagna nega, cosa non smentisce, cosa il candidato ammette
La mappa delle contestazioni a confronto con le risposte ufficiali raccolte dal New York Times.
Accusa: prese per le spalle una sua ex fidanzata fino a lasciare segni, trascinamento fuori da un taxi, braccio torto dietro la schiena e porta bloccata dall'esterno.
Il New York Times non è stato in grado di verificare in modo indipendente nessuno di questi episodi.
Secondo Fifield, Platner ripeteva che lo stupro era una questione di potere e che avrebbe «stuprato» un intruso in casa per dimostrare la propria dominanza.
Interpellato dal giornale, lo staff del candidato non ha smentito.
Fifield sostiene che Platner conoscesse il significato del teschio tatuato sul petto: lo chiamava «il mio Totenkopf». In autunno il candidato aveva dichiarato di averlo scoperto solo dai giornalisti.
Platner riconosce di aver abusato «troppo spesso con l'alcol» e di essere stato «un fidanzato tutt'altro che perfetto» in «un periodo molto buio» della propria vita. Ogni caratterizzazione ulteriore, aggiunge, è «falsa e politicamente motivata».
Dalle relazioni alle rivelazioni: dieci anni in sei tappe
Tocca un evento per i dettagli.
Un seggio che può decidere il controllo del Senato
Platner ha costruito la sua candidatura su una storia di guarigione e riscatto. Le nuove rivelazioni complicano quella narrazione.
I democratici considerano il seggio del Maine come decisivo per riconquistare il Senato. Per questo le rivelazioni sul loro candidato preoccupano il Partito ben oltre i confini dello Stato del Maine.
Le accuse di Lyndsey Fifield
La testimonianza più dettagliata è quella di Lyndsey Fifield, 40 anni, attivista conservatrice della Virginia, che ha frequentato Platner tra il 2013 e il 2015, quando lui studiava alla George Washington University. Fifield racconta che Platner, soprattutto quando beveva, la afferrava per le spalle fino a lasciarle segni e che una volta la trascinò fuori da un taxi prendendola per il polso.
In un'altra occasione, durante un litigio, le avrebbe torto un braccio dietro la schiena e l'avrebbe chiusa in una camera da letto, bloccando la porta dall'esterno. La donna precisa però: "Non mi ha mai colpita, mai presa a pugni". La campagna di Platner "contesta con forza" le accuse di violenza fisica e il New York Times afferma di non essere stato in grado di verificare in modo indipendente questi episodi.
Fifield riferisce però anche frasi che il candidato avrebbe ripetuto spesso: lo stupro, per lui, era una questione di potere, e avrebbe "stuprato" un eventuale intruso in casa "per dimostrare la propria dominanza". Su questo punto lo staff del candidato, interpellato dal giornale, non ha smentito.
Secondo Fifield, inoltre, Platner sapeva perfettamente che il tatuaggio sul suo petto, un teschio con le ossa incrociate, era un simbolo nazista: lo chiamava "il mio Totenkopf" e scherzava sulla sua origine. Il candidato aveva invece dichiarato lo scorso autunno di averlo scoperto soltanto dai giornalisti. Anche su questo aspetto la campagna di Platner respinge la ricostruzione della sua ex fidanzata.
Il New York Times sottolinea comunque il profilo politico di Fifield, che ha lavorato in passato per la Heritage Foundation e collaborato con la campagna presidenziale di Nikki Haley nel 2024. Per la campagna di Platner si tratta di "un'operativa repubblicana di lungo corso". Lei nega di aver agito per ragioni politiche e, secondo il New York Times, non risultano legami con la campagna di Collins.
Le altre testimonianze
Le altre due testimonianze arrivano da Jenny Racicot, esponente democratica del Maine che ha frequentato Platner tra il 2019 e il 2021, e da una terza donna che ha chiesto l'anonimato. Racicot sostiene che il candidato "non rispetta le donne" e racconta che nel 2021 si presentò ubriaco a casa sua dopo che lei gli aveva chiesto di non presentarsi.
La terza donna dice di essersi sentita "un danno collaterale del mondo che gli ruota attorno". Altre tre ex fidanzate, contattate dal New York Times tramite lo staff elettorale del candidato, hanno invece difeso Platner, descrivendolo come un compagno gentile e premuroso.
La difesa del candidato
In una dichiarazione rilasciata al New York Times, Platner ha ammesso di aver abusato "troppo spesso con l'alcol" e di essere stato "un fidanzato tutt'altro che perfetto" in "un periodo molto buio" della sua vita. "Mi assumo la responsabilità di tutto questo", ha aggiunto, "ma ogni caratterizzazione che vada oltre è falsa e, credo, politicamente motivata".
Le nuove rivelazioni si sommano però a quelle della scorsa settimana, quando il Wall Street Journal e di nuovo il New York Times hanno riportato che Platner, sposato dal 2023 con Amy Gertner, avrebbe scambiato messaggi a sfondo sessuale con altre donne ancora nel 2025.