Luglio è stato il mese più caldo mai registrato negli Stati Uniti. Nei 132 anni di rilevazioni federali, iniziate nel 1895, nessun altro mese aveva mai raggiunto una temperatura media così elevata: 76,89 gradi Fahrenheit, circa 24,9 °C, oltre il precedente record di 76,77 gradi stabilito nel luglio 1936. La temperatura media ha superato di 3,3 gradi Fahrenheit, poco più di 1,8 °C, la media del periodo 1901-2000. "Temperature sopra la media hanno interessato l'intero territorio continentale, con tutti gli Stati collocati nel terzo più caldo dei rispettivi record di luglio e nessuno vicino o sotto la media", ha scritto nel rapporto mensile il National Centers for Environmental Information, il centro dati climatici della NOAA, l'agenzia federale che si occupa di oceani e atmosfera.
A spiccare è stato soprattutto il dato delle temperature notturne: le minime hanno superato il precedente record di 0,7 gradi Fahrenheit. È proprio durante la notte che persone e colture hanno normalmente la possibilità di recuperare dal caldo accumulato durante il giorno. Il mese è stato inoltre caratterizzato da una serie di cupole di calore, aree di alta pressione che intrappolano l'aria calda e favoriscono episodi di caldo estremo. Gli studi indicano che il cambiamento climatico rende questi fenomeni più frequenti e intensi, anche se il loro andamento è influenzato anche da fenomeni naturali come El Niño.
Luglio 2026 è stato il mese più caldo mai registrato negli Stati Uniti
In 132 anni di rilevazioni federali nessun mese aveva mai toccato una media così alta. Il primato del 1936 cade per sette centesimi di grado, mentre cresce la quota di americani che pagano il caldo in bolletta.
Il primato precedente, 24,87 gradi (76,77 °F), resisteva dal luglio 1936, in piena Dust Bowl. Le rilevazioni federali cominciano nel 1895.
Il sorpasso sul 1936 vale sette centesimi di grado, ma il distacco dal Novecento è enorme
Le tre temperature a confronto su una scala che va da 22,8 a 25,2 gradi Celsius.
Luglio 2026 supera la media del Novecento di 1,8 gradi Celsius, pari a 3,3 gradi Fahrenheit. Il margine sul 1936 è invece di appena 0,07 gradi, un ottavo di grado nella scala Fahrenheit.
In due anni sono cresciuti tutti gli effetti del caldo sulla vita quotidiana
Ogni barra rappresenta l’intera popolazione adulta: in grigio la quota che già nel 2024 dichiarava almeno un impatto del caldo estremo, in rosso la crescita fino al luglio 2026.
Impatto complessivo sulla vita: dall’83% al 90%. Bollette elettriche: dal 69% all’80%. Attività all’aperto: dal 57% al 68%. Viaggi e vacanze: dal 26% al 42%.
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Gli americani colpiti dal caldo aumentano, quelli convinti che il clima stia cambiando diminuiscono
La quota di chi subisce il caldo sale, quella di chi riconosce il cambiamento climatico scende. Le due serie vengono dallo stesso istituto, ma partono da rilevazioni diverse.
Colpiti dal caldo estremo: 83% nel luglio 2024, 90% nel luglio 2026. Convinti che il cambiamento climatico sia in corso: 73% nel settembre 2025, 66% nel luglio 2026.
Il tratteggio indica che tra le due rilevazioni sul caldo non esiste un dato intermedio.
Mentre il condizionatore pesa sulla bolletta di quattro americani su cinque, la quota di chi considera il cambiamento climatico una realtà in corso perde sette punti in un anno.
Il caldo potrebbe proseguire anche ad agosto
Il centro previsionale climatico della NOAA indica un'elevata probabilità di temperature superiori alla media su gran parte degli Stati Uniti anche ad agosto. Il 2026 si avvia quindi a stabilire un nuovo record globale come anno più caldo mai registrato. Intanto il caldo estremo incide sempre di più sulla vita quotidiana degli americani: il 90% afferma di averne subito almeno un impatto, contro l'83% di due anni fa, secondo un sondaggio dell'AP-NORC Center for Public Affairs Research.
Nello stesso sondaggio l'80% parla di conseguenze del caldo estremo sulle bollette energetiche, rispetto al 69% del 2024; il 68% sulle attività all'aperto, contro il 57%; e il 42% sui viaggi e sui programmi per le vacanze, una quota quasi raddoppiata rispetto al 26% di due anni fa. L'aumento è stato particolarmente marcato tra chi vive nell'Ovest e nel Midwest, entrambe le regioni colpite maggiormente di recente da ondate di calore pericolose e letali. Emerge però anche un divario politico: i democratici riferiscono più spesso dei repubblicani un impatto significativo del caldo sui diversi aspetti della vita quotidiana presi in esame.
Nonostante gli effetti sempre più evidenti del caldo estremo, la quota di americani convinta che il cambiamento climatico sia in corso è però scesa al 66%, dal 73% dell'anno precedente. Il dato è particolarmente significativo perché arriva proprio mentre l'aria condizionata pesa sempre di più sui bilanci familiari: quattro americani su cinque dichiarano di averne avvertito l'aumento dei costi. Eppure, nello stesso periodo, la percentuale di chi considera il cambiamento climatico una realtà è diminuita di sette punti. Il sondaggio è stato condotto tra il 23 e il 27 luglio 2026 su 1.165 adulti e ha un margine di errore di 3,7 punti percentuali.
