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L'ICE sospende quasi tutti i fermi dei veicoli dopo due sparatorie letali
Agenti della divisione Enforcement and Removal Operations dell’ICE durante il fermo di un veicolo a Manassas, in Virginia, nell’aprile 2022. Credits: Erica Knight/ICE.
Immigrazione 3 min di lettura

L'ICE sospende quasi tutti i fermi dei veicoli dopo due sparatorie letali

La direttiva è stata impartita dal Segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin dopo un colloquio con la senatrice repubblicana Susan Collins. La sospensione sarà però solo temporanea: prima di riprendere le operazioni, gli agenti dovranno ricevere un nuovo addestramento.

L'Immigration and Customs Enforcement ha sospeso la maggior parte dei fermi di veicoli su tutto il territorio nazionale, dopo che due operazioni condotte in Texas e nel Maine si sono concluse, nell'arco di una settimana, con l'uccisione di due persone che non erano obiettivo dei raid anti immigrazione. La decisione, riferita ad ABC News da fonti a conoscenza della direttiva, è stata presa dal Segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin dopo un colloquio con Susan Collins, senatrice repubblicana del Maine. Collins ha confermato di aver chiesto al Segretario di "interrompere tutti i fermi di veicoli non urgenti".

La sospensione non riguarda però l'intera agenzia. Secondo altre fonti, si applica nel dettaglio solo alla Enforcement and Removal Operations, vale a dire la divisione incaricata degli arresti e dei rimpatri per violazioni civili delle leggi sull'immigrazione, ma non alla divisione Homeland Security Investigations, che conduce invece le indagini penali per conto dell'ICE. Restano esclusi dal blocco anche i sospettati con precedenti per reati gravi o violenti, nei confronti dei quali sarà ancora possibile ricorrere al fermo del veicolo.

Nella maggior parte dei casi, gli agenti dovranno ora attendere che la persona ricercata lasci l'abitazione o il luogo di lavoro e fermarla a piedi. Il cambiamento è comunque rilevante: intercettare un veicolo consentiva infatti di seguire e arrestare una persona lontano dalla sua abitazione, nella quale gli agenti non possono entrare senza un mandato giudiziario. La sospensione resterà in vigore finché Mullin non avrà approvato il nuovo protocollo e gli agenti sul campo non avranno completato l'addestramento previsto.

L'uccisione di Joan Sebastian Guerrero nel Maine

La decisione arriva dopo la sparatoria avvenuta lunedì mattina, intorno alle 7 del mattino ora locale, a Biddeford, nel Maine. Un agente dell'ICE ha ucciso Joan Sebastian Guerrero, cittadino colombiano di 26 anni, mentre la squadra tentava di fermare il veicolo che il giovane stava guidando.

Guerrero non era però la persona ricercata dagli agenti dell'ICE. A chiarirlo è stato il senatore indipendente del Maine Angus King, che ha riferito di averlo appreso direttamente da Mullin durante una telefonata. Gli agenti cercavano invece un altro uomo, destinatario di un ordine definitivo di espulsione dagli Stati Uniti. Il Dipartimento della Sicurezza interna ha poi confermato che nessuna delle due persone uccise nel Maine e in Texas era l'obiettivo dell'operazione in cui ha perso la vita.

Secondo un portavoce dell'ICE, gli agenti stavano "sorvegliando in modo mirato l'ultimo indirizzo conosciuto di uno straniero irregolare destinatario di un ordine definitivo di espulsione". Quando l'uomo ricercato ha lasciato l'abitazione a bordo di un veicolo, gli agenti hanno tentato di fermarlo. "Il veicolo ha cercato di fuggire e, temendo per la sicurezza pubblica, un agente ha esploso un colpo con la propria arma", ha dichiarato l'agenzia.

L'ufficio del procuratore generale del Maine ha fornito una ricostruzione più netta, sostenendo che "il sospetto ha tentato di fuggire dirigendo il veicolo verso l'agente ed è stato colpito a morte". L'ICE, tuttavia, non ha affermato esplicitamente che Guerrero avesse cercato di investire gli agenti, come invece aveva fatto in altri episodi analoghi.

Il precedente di Houston

Sei giorni prima, il 7 luglio, un agente dell'ICE aveva ucciso a Houston Lorenzo Salgado Araujo, cittadino messicano. Anche in quel caso la persona colpita non era l'obiettivo dell'operazione degli agenti anti immigrazione. In quel caso, secondo l'ICE, Salgado Araujo avrebbe cercato di speronare un agente con l'auto.

La famiglia però contesta veementemente questa versione e chiede la diffusione di eventuali immagini che mostrino quanto è successo. Alla domanda sulla presenza di registrazioni effettuate con le body camera, il Dipartimento della Sicurezza interna ha risposto che gli agenti coinvolti non ne erano dotati, attribuendo la mancata fornitura alle interruzioni delle forniture provocate dagli shutdown del governo federale voluti dai democratici per bloccare i finanziamenti all'ICE.

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