Un imprenditore ispanico del Texas su cinque ha visto almeno un proprio dipendente espulso dagli Stati Uniti nell'ultimo anno. Il dato emerge da un sondaggio commissionato dallo U.S. Hispanic Business Council (USHBC), riportato da Politico, e fotografa il crescente allontanamento della comunità imprenditoriale latina texana dal Partito repubblicano.
Tra il 2 e il 15 giugno l'associazione ha intervistato 1.012 suoi membri in Texas, tra cui titolari di imprese edili, ristoranti, negozi e aziende manifatturiere. Sette su dieci affermano inoltre che i dazi introdotti dall'Amministrazione Trump abbiano danneggiato la loro attività.
Le espulsioni entrano nelle aziende: un imprenditore ispanico su cinque in Texas ha perso un dipendente
Il sondaggio dello U.S. Hispanic Business Council fotografa la rottura tra la comunità imprenditoriale latina e il Partito repubblicano: i dazi pesano sui bilanci, i blitz dividono e Talarico sorpassa Paxton.
1.012 titolari di imprese edili, ristoranti, negozi e aziende manifatturiere intervistati dallo USHBC tra il 2 e il 15 giugno
Non è l’unico colpo: sette su dieci dicono che i dazi dell’Amministrazione Trump hanno colpito la loro attività.
Espulsioni, dazi e blitz: il conto presentato alle imprese
Percentuali sul totale degli intervistati, per ciascun effetto o giudizio.
Una delle politiche chiave della Casa Bianca, respinta anche da molti intervistati che si dichiarano repubblicani.
«La paura, la disgregazione e il clima che si sono creati sono debilitanti»
Javier Palomarez, presidente e amministratore delegato dello USHBC, a Politico. In un’impresa di dieci dipendenti, aggiunge, basta una sola espulsione per intimorire tutti gli altri.
Tra gli imprenditori ispanici Talarico è avanti su Paxton
Intenzioni di voto per le elezioni di novembre tra gli intervistati dallo USHBC, dove la maggioranza relativa si dichiara repubblicana.
Il malcontento cresce proprio dove Trump aveva sfondato
Alle presidenziali del 2024 Trump ha battuto Harris di circa 10 punti tra gli elettori ispanici del Texas e ha dominato la fascia di confine con il Messico.
Le contee al confine con il Messico vinte da Trump nel 2024, molte delle quali storiche roccaforti democratiche.
Ispanica al 97%, la contea più latina degli Stati Uniti: nessun repubblicano vi vinceva dalla fine dell’Ottocento. Quota di voti alle presidenziali.
Gli episodi che hanno acceso la tensione
Tre fermi finiti sulle cronache locali hanno alimentato il malumore, fino a dividere gli stessi repubblicani. Tocca ogni caso per i dettagli.
L’uccisione durante un’operazione dell’Immigration and Customs Enforcement ha provocato proteste di piazza nella città più grande del Texas.
Il fermo di una figura popolare della cultura texano-messicana è diventato per molti la prova di quanto denuncia il costruttore Mario Guerrero, tre volte elettore di Trump: per essere fermati basta il colore della pelle.
La religiosa nigeriana Leticia Ugboaja, 56 anni, è stata rilasciata dopo poche ore grazie all’intervento di politici di entrambi gli schieramenti. La deputata repubblicana Monica De La Cruz: i controlli si concentrino sui criminali violenti, una suora diretta in chiesa non è una minaccia.
Fonte: sondaggio U.S. Hispanic Business Council, 1.012 imprenditori ispanici intervistati in Texas dal 2 al 15 giugno 2026 (riportato da Politico) · Risultati elettorali: Texas Secretary of State
Talarico avanti nonostante il vantaggio repubblicano
Le conseguenze politiche sono già visibili. Nella corsa al Senato in Texas, il deputato statale democratico James Talarico è avanti di +7 punti in questo gruppo demografico sul procuratore generale Ken Paxton, suo rivale repubblicano alle elezioni di novembre. Un risultato ancora più significativo perché la maggioranza relativa degli intervistati si dichiara di fede repubblicana. Ciò comporta anche il fatto che circa un quarto di coloro che alle primarie del GOP avevano sostenuto il senatore John Cornyn afferma ora che voterà per Talarico, mentre poco più della metà resterà fedele a Paxton.
Javier Palomarez, presidente e amministratore delegato dello USHBC, ha spiegato a Politico che in gioco non ci sono soltanto i bilanci delle aziende: "La paura, la disgregazione e il clima che si sono creati sono debilitanti". In un'impresa con dieci dipendenti, ha aggiunto, basta una sola espulsione per intimorire tutti gli altri, titolare compreso.
Mario Guerrero, alla guida della South Texas Builders Association, che riunisce più di 160 imprese edili, contesta l'idea secondo cui le espulsioni libererebbero posti di lavoro per i cittadini americani: nessuno, ha detto a Politico, vuole gettare calcestruzzo con 40 gradi all'ombra nella valle del Rio Grande. Guerrero ha votato per Trump tre volte. Oggi però sostiene che, per essere fermati dagli agenti dell'immigrazione, basti il colore della pelle.
Il cambio di orientamento è particolarmente rilevante perché nel 2024 Trump aveva conquistato proprio quelle aree, vincendo in 14 delle 18 contee al confine con il Messico. Tra queste c'era Starr County, ispanica al 97% e considerata la contea più latina degli Stati Uniti: nel 2016 Hillary Clinton vi aveva ottenuto il 79% dei voti e nessun repubblicano vi vinceva dal 1892. Nel complesso, alle presidenziali del 2024 Trump ha prevalso di circa 10 punti su Kamala Harris tra gli elettori ispanici texani.
I blitz anti immigrazione dividono anche i repubblicani
Il 70% degli intervistati dallo USHBC boccia sonoramente una delle politiche chiave anti immigrazione della Casa Bianca: i blitz nei luoghi di lavoro. Ad alimentare la tensione sono stati anche alcuni casi simbolo finiti sulle cronache locali: un immigrato irregolare ucciso a Houston da un agente dell'Immigration and Customs Enforcement, un musicista mariachi fermato a San Antonio e una suora cattolica arrestata a McAllen mentre si recava a messa.
Quest'ultimo episodio, in particolare, ha indotto anche alcuni esponenti repubblicani a prendere le distanze. La religiosa nigeriana Leticia Ugboaja, 56 anni, è stata rilasciata poche ore dopo il fermo del 28 giugno, in seguito all'intervento di politici di entrambi gli schieramenti. Tra loro anche la deputata repubblicana Monica De La Cruz, eletta in un distretto in bilico della valle del Rio Grande, che su Facebook ha scritto che i controlli dovrebbero concentrarsi sui criminali violenti e che una suora diretta in chiesa non rappresenta una minaccia.
Paxton, da sempre sostenitore di una linea dura sull'immigrazione, finora non ha cambiato rotta. Ha anzi ribadito il proprio appoggio a una controversa legge texana sull'immigrazione e promosso una causa per impedire che fondi pubblici finanzino l'assistenza legale agli immigrati irregolari. La sua portavoce, Madison Cercy, ha dichiarato a Politico che gli elettori ispanici chiedono "tasse più basse, meno regolamentazione, energia a prezzi accessibili e un'economia forte", attaccando poi Talarico per quelle che ha definito posizioni radicali in materia di religione e identità di genere.
Il rivale democratico si rivolge invece direttamente alla comunità ispanica: "Dovremmo sostenere le piccole imprese ispaniche, non schiacciarle sotto il peso dei costi elevati e di politiche migratorie fallimentari". Chiunque si senta ingannato o abbandonato da entrambi i partiti, ha aggiunto, troverà spazio nella sua campagna.
