L'arco di trionfo di Trump rischia di essere illegale

Multe e perfino il carcere per i funzionari: la denuncia su uno dei progetti celebrativi del presidente a Washington, tra il nome tolto dal Kennedy Center e la sala da ballo bloccata in Senato

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L'arco di trionfo di Trump rischia di essere illegale
Harrison Design / U.S. Commission of Fine Arts

Un gruppo di parlamentari ha avvertito l'amministrazione Trump che i suoi funzionari rischiano multe e perfino un procedimento penale se andranno avanti con la costruzione di un arco di trionfo alto 76 metri a Washington senza l'approvazione del Congresso. È l'ultimo ostacolo, e il più serio sul piano legale, in una serie di progetti celebrativi che il presidente vuole realizzare nella capitale e che stanno accumulando intoppi giudiziari e logistici.

In una lettera inviata lunedì al segretario degli Interni Doug Burgum e a due responsabili del National Park Service, l'agenzia federale che gestisce i parchi e i monumenti nazionali, alcuni parlamentari democratici e un indipendente del Senato hanno scritto che l'amministrazione violerebbe almeno tre leggi procedendo con l'opera, e che i funzionari coinvolti potrebbero essere puniti di persona. Chi usa fondi non autorizzati, ricorda la lettera, rischia "la sospensione senza stipendio, la rimozione dall'incarico e, per le violazioni consapevoli e intenzionali, multe penali e il carcere".

La lettera porta tra le altre la firma di Angus King, senatore indipendente del Maine che vota con i democratici, e di Jared Huffman, deputato della California e principale esponente democratico nella commissione Risorse naturali della Camera. Secondo il documento il progetto violerebbe il Commemorative Works Act, che regola i monumenti sul suolo federale a Washington, una legge del 1912 secondo cui nella capitale non si possono erigere edifici "senza l'esplicita autorizzazione del Congresso", e l'Height of Buildings Act, che di norma non consente nella capitale edifici più alti di circa 49 metri. King ha definito il progetto "completamente illegale", dicendo al New York Times che è "uno dei casi giuridici più chiari" che abbia visto in oltre cinquant'anni da avvocato.

Un gruppo di veterani della guerra del Vietnam ha già fatto causa per fermare l'opera, citando la mancanza dell'approvazione del Congresso e sostenendo che l'arco ostruirebbe la vista tra il Lincoln Memorial e il cimitero nazionale di Arlington. I funzionari dell'amministrazione ribattono che l'Height of Buildings Act non si applica all'arco e che alcune decisioni del Congresso degli anni Venti, legate alla progettazione del ponte commemorativo di Arlington vicino al quale sorgerebbe la struttura, darebbero già il diritto di costruirlo. Huffman ha definito quell'argomento "talmente speciso da non andare da nessuna parte in tribunale". Una portavoce del Dipartimento degli Interni, Katie Martin, ha sostenuto che l'amministrazione sta solo realizzando una volontà espressa dal Congresso da oltre un secolo, citando una commissione del Senato del 1902 e una del 1924 che chiedevano un'opera architettonica nei pressi del ponte.

L'arco è solo uno dei progetti con cui il presidente vuole rimodellare Washington e legare la capitale al proprio nome, in un periodo in cui il suo indice di gradimento resta intorno al 30 per cento e in cui, secondo la CNN, gran parte degli americani è più preoccupata del proprio portafoglio che di onorare il presidente. Diverse di queste iniziative stanno andando male.

Al Kennedy Center, il principale centro per le arti dello spettacolo della capitale, il consiglio direttivo, dopo che il presidente lo aveva riempito di persone a lui fedeli, aveva aggiunto il nome di Trump sull'edificio accanto a quello del defunto presidente John F. Kennedy, che vi compare per legge federale. Dopo che i tribunali hanno stabilito che l'operazione era illegale, l'amministrazione si è trovata a dover togliere il nome di Trump, e nel fine settimana l'ha fatto nel cuore della notte, montando impalcature e teli per nascondere l'operazione alla vista. Lunedì la facciata era ancora coperta.

Il costo del progetto per dipingere di blu scuro il fondo della vasca riflettente davanti al Lincoln Memorial è lievitato dalla stima iniziale di Trump di 1,8 milioni di dollari a oltre 14 milioni. Il contratto è stato affidato senza gara, una procedura di norma riservata a circostanze particolari, e secondo quanto riferito dal New York Times all'azienda è stato concesso un margine di profitto molto più alto del normale, in base a un'analisi dello stesso National Park Service. Meno di una settimana dopo che il presidente aveva annunciato la fine dei lavori, la vasca è stata invasa dalle alghe e l'acqua è diventata verde: i dipendenti del servizio parchi sono entrati nella vasca con gli stivaloni per spingere le alghe verso macchinari che le eliminano, ma il problema si è già rivelato ostinato in passato.

Sul progetto di una grande sala da ballo alla Casa Bianca, che Trump aveva detto più volte sarebbe stata finanziata interamente con fondi privati, i repubblicani del Senato hanno tolto da un disegno di legge sull'immigrazione una norma che avrebbe garantito i fondi per la sicurezza chiesti dalla Casa Bianca, e sette di loro hanno poi appoggiato una misura per bloccare del tutto quel finanziamento. L'amministrazione ha inoltre dovuto fare marcia indietro su un'ipotesi di stampare una banconota commemorativa da 250 dollari con il volto del presidente: un'operazione che appare illegale, dato che sulle banconote non possono comparire persone viventi, tanto che la stessa Casa Bianca ha riconosciuto che servirebbe un cambio di legge da parte del Congresso. Quando il Dipartimento del Tesoro aveva proposto di mettere sulle banconote la sola firma di Trump, un sondaggio di Washington Post e ABC News aveva mostrato che gli americani erano contrari per il 68 per cento contro il 12.

Anche le celebrazioni per il 250esimo anniversario degli Stati Uniti, affidate al presidente, stanno diventando un terreno politico. Diversi artisti musicali avevano cancellato la loro partecipazione per timore che gli eventi venissero politicizzati, mentre gli organizzatori li descrivevano come privi di intenti di parte. Lunedì lo stesso Trump ha definito la celebrazione prevista sul National Mall il 4 luglio "il più spettacolare comizio di Trump di tutti". Il giorno del suo ottantesimo compleanno, sul prato sud della Casa Bianca si era svolta una serata di incontri di arti marziali miste: uno dei combattenti aveva preso un microfono per ripetere la falsa teoria del complotto secondo cui l'ex first lady Michelle Obama sarebbe un uomo, un commento criticato dall'amministratore delegato della UFC Dana White ma non dalla Casa Bianca. Un sondaggio di Reuters e Ipsos aveva mostrato che solo il 16 per cento degli americani considerava appropriato ospitare un evento del genere nella residenza presidenziale, contro il 46 per cento che lo riteneva inappropriato.

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