L'amministrazione Trump blocca una causa ambientale contro Musk
Il Dipartimento di Giustizia cita la guerra in Iran per fermare la causa della NAACP contro il data center di Musk e rivendica il potere di bloccare le azioni legali ambientali dei cittadini.
Il Dipartimento di Giustizia ha chiesto a un tribunale federale del Mississippi di archiviare la causa per inquinamento che la NAACP, la più antica organizzazione per i diritti civili degli afroamericani, ha intentato contro xAI, la società di intelligenza artificiale di Elon Musk. La richiesta, depositata nella tarda serata di lunedì, cita la sicurezza nazionale: secondo il governo, l'azienda ha avuto un ruolo essenziale nella guerra con l'Iran e le sue turbine a gas non possono essere fermate.
Nel documento, firmato da Stanley Woodward Jr., procuratore generale associato e numero tre del dipartimento, il governo sostiene che la causa minaccia la sicurezza nazionale perché "cerca di interrompere la fornitura di energia per l'innovazione nell'intelligenza artificiale che supporta le operazioni militari". Il Dipartimento di Giustizia ha anche argomentato di avere l'autorità di fermare le cause ambientali intentate da privati cittadini o gruppi, un potere che finora non aveva mai rivendicato.
La NAACP ha fatto causa a xAI in aprile per contestare l'uso di turbine a gas senza permessi per alimentare i data center vicino al confine tra Tennessee e Mississippi. Secondo l'organizzazione, xAI gestisce attualmente 57 turbine a gas nel Mississippi per il suo data center Colossus 2, senza i controlli sull'inquinamento richiesti dal Clean Air Act, la principale legge americana sull'inquinamento atmosferico. Questo fa dell'impianto una delle maggiori fonti industriali singole di ossido di azoto, che contribuisce allo smog, oltre che di altre sostanze inquinanti come il particolato e la formaldeide, che colpiscono in modo sproporzionato i quartieri afroamericani vicini e i gruppi vulnerabili come bambini, anziani e famiglie a basso reddito.
"È straordinario che gli Stati Uniti intervengano a favore di un inquinator e in un caso come questo", ha dichiarato al New York Times Laura Thoms, direttrice dell'ufficio legale di Earthjustice, un'organizzazione ambientalista senza scopo di lucro che rappresenta la NAACP insieme al Southern Environmental Law Center. La Thoms, che fino all'anno scorso era a capo dell'ufficio per l'applicazione delle norme ambientali proprio al Dipartimento di Giustizia, ha aggiunto che a sua conoscenza il dipartimento non aveva mai sostenuto di avere il potere di respingere le cause dei cittadini con la propria sola autorità. "Di solito il dipartimento interviene per far rispettare la legge", ha detto, riferendosi al Clean Air Act, che richiede a impianti come le centrali elettriche di ottenere permessi e installare tecnologie di controllo dell'inquinamento.
Martedì Woodward ha dichiarato in una nota che "la responsabilità ultima di far rispettare la legge federale spetta al potere esecutivo, non a gruppi di interesse privati", aggiungendo che il dipartimento è "impegnato a mantenere quell'ordine costituzionale proteggendo al contempo la sicurezza nazionale e promuovendo l'energia e l'innovazione americana".
La richiesta del Dipartimento di Giustizia mette in discussione un pilastro del diritto ambientale americano: le cosiddette "citizen suits", le cause dei cittadini. Il Clean Air Act prevede che singoli individui e gruppi possano citare in giudizio aziende o agenzie governative per costringerle a rispettare le leggi ambientali, e per decenni queste cause sono state uno strumento fondamentale per il movimento ambientalista. Thomas Jorling, che nel 1970 contribuì a scrivere la legge quando era consigliere legale di senatori repubblicani, ha ricordato al New York Times che la norma sulle cause dei cittadini fu pensata proprio per prevenire quelle che ha chiamato "negligenze dolose" delle agenzie governative. "Tra le motivazioni per non far rispettare la legge ci sono favoritismi, ricompense politiche, risorse insufficienti e simili", ha detto Jorling. "Non ci sono altre spiegazioni per la mancata applicazione della legge da parte del governo. Le cause dei cittadini sono la linea di difesa".
L'intervento del Dipartimento di Giustizia a favore di xAI mette l'amministrazione Trump in contrasto con un'altra agenzia federale, l'EPA, l'agenzia per la protezione ambientale, che all'inizio dell'anno aveva chiarito che anche le turbine temporanee sono soggette a permessi e controlli sull'inquinamento. Andrew Mergen, professore alla Harvard Law School, ha definito "molto aggressivo" il documento del dipartimento e lo ha collegato a una campagna di lunga data del movimento giuridico conservatore per limitare le cause dei cittadini su basi costituzionali. Mergen, che ha lavorato per tre decenni nella divisione ambiente del Dipartimento di Giustizia fino al 2022, ha notato che la richiesta è stata firmata quasi interamente da nomine politiche, incluso un funzionario di alto rango come Woodward, piuttosto che da avvocati di carriera del dipartimento. "In trentatré anni al Dipartimento di Giustizia, non credo di aver mai presentato un atto con la firma del procuratore generale associato", ha detto, vedendo in questo un segnale di politicizzazione dell'istituzione.
La causa chiede sanzioni di circa 124 mila dollari al giorno per ogni violazione e un'ingiunzione che ordini all'azienda di fermare le turbine. xAI, che ora fa parte di SpaceX, l'azienda aerospaziale di Musk recentemente quotata in borsa e che ha reso Musk il primo uomo con un patrimonio superiore ai mille miliardi di dollari, ha sostenuto che le turbine sono temporanee e quindi esenti da requisiti di autorizzazione più severi. Abre' Conner, direttrice della giustizia ambientale e climatica della NAACP, ha dichiarato che "in un momento in cui i super-ricchi sembrano essere protetti e sostenuti da alcune delle nostre istituzioni governative, è importante che le industrie inquinanti non traggano vantaggio a spese della salute delle comunità nere". Ha aggiunto che "le cause dei cittadini sono una polizza assicurativa fondamentale per le comunità per ritenere gli inquinatori responsabili delle decisioni che causano loro danni".
Il caso è nel Quinto Circuito, la corte d'appello federale considerata la più conservatrice del paese, e Mergen ha osservato che il dipartimento "si sente molto sicuro di avere un certo vantaggio del campo di casa". Emily Tucker, vicepresidente della società di ricerca Capstone, ha detto al New York Times che secondo una "lettura convenzionale" del Clean Air Act il tribunale dovrebbe dare ragione alla NAACP, ma l'argomento della sicurezza nazionale potrebbe creare difficoltà e rendere probabile un ricorso fino alla Corte Suprema.
La richiesta del Dipartimento di Giustizia rappresenta un'espansione senza precedenti del potere esecutivo sulla legislazione ambientale e un attacco diretto allo strumento delle cause dei cittadini, che da oltre cinquant'anni permettono a singoli e associazioni di portare gli inquinatori davanti a un giudice.