L'89% degli adulti americani ritiene che la corruzione sia diffusa nel governo degli Stati Uniti. È il valore più alto registrato da Gallup in vent'anni di rilevazioni, in aumento di 10 punti rispetto allo scorso anno e ben al di sopra della fascia compresa tra il 72% e il 79% in cui il dato si era mantenuto dal 2010 al 2025. L'indagine è stata condotta telefonicamente tra il 1° maggio e il 10 giugno su un campione di 1.000 adulti americani, con un margine di errore di 4,1 punti percentuali.
A trainare l'aumento sono soprattutto i democratici. Nell'ultimo anno della presidenza di Joe Biden, il 57% dei democratici riteneva che la corruzione fosse diffusa nel governo. La quota è salita al 76% nel 2025, primo anno del secondo mandato di Donald Trump, e ha raggiunto il tasso record del 91% quest'anno. Gli indipendenti si attestano al 90%, 12 punti in più rispetto al 2024, e risultano quindi più vicini ai democratici che ai repubblicani, fermi all'83%.
Tra questi ultimi il quadro è cambiato poco: negli ultimi due anni circa otto repubblicani su dieci hanno descritto la corruzione come ampiamente diffusa, un livello sostanzialmente in linea con l'87% registrato nel 2024.
Secondo Gallup, queste ampie maggioranze riflettono probabilmente motivazioni diverse. Tra i democratici la percezione della corruzione sembra risentire maggiormente di chi controlla l'Amministrazione, mentre tra i repubblicani la stabilità del dato nonostante la vittoria del partito alle elezioni del 2024 e il controllo della Casa Bianca e del Congresso suggerisce una sfiducia più radicata nei confronti del governo, meno dipendente da chi è al potere.
Nove americani su dieci vedono un governo corrotto: mai così tanti in vent'anni di sondaggi
Nel 2026 l'89% degli americani ritiene che la corruzione sia diffusa nel governo: dieci punti in più rispetto al 2025, il salto più grande mai registrato da Gallup. La sfiducia, un tempo più forte tra i repubblicani, oggi attraversa l'intero spettro politico.
Record dal 2006, primo anno della serie. Dieci punti in più rispetto al 2025.
Il divario con le altre economie avanzate
Gli Stati Uniti avevano cominciato ad allontanarsi dalle altre economie avanzate già prima dell'ultimo aumento. Nei 38 Paesi dell'OCSE, la quota mediana di persone che percepiscono una corruzione diffusa nel governo è scesa dal 69% del 2009 a meno del 60% dal 2022 in poi. Poiché la raccolta dei dati per il 2026 non è ancora stata completata in tutti i Paesi, il confronto più recente disponibile è quello del 2025, quando la mediana dell'OCSE era pari al 59%.
Nei primi anni della serie, Paesi come Grecia, Ungheria e Repubblica Ceca superavano il 90%, ma con il passare del tempo, i valori più elevati dell'area sono diminuiti, fino a un minimo del 79% nel 2025. Proprio nel 2025 gli Stati Uniti sono saliti per la prima volta al livello più alto tra i Paesi dell'OCSE, con un aumento di 9 punti che ha portato il dato della corruzione percepita al 79%. Il divario rispetto alla mediana dell'organizzazione, già pari a 15 punti nel 2024, è così salito a 20 punti e nel 2026 potrebbe ampliarsi ulteriormente.
Dal 2023, tra i 132 Paesi nei quali Gallup pone ogni anno la stessa domanda, soltanto quattro hanno registrato un valore nominalmente superiore all'attuale 89% degli Stati Uniti: il Libano nel 2024 e il Perù nel 2025, entrambi al 92%, e Ghana e Nigeria nel 2024, entrambi al 90%.
Il divario tra governo e imprese
Gallup misura ogni anno la percezione della corruzione in due ambiti, il governo e le imprese, e di norma i due indicatori tendono a muoversi nella stessa direzione: chi ritiene che la corruzione sia diffusa nel proprio governo tende a considerarla diffusa anche nelle aziende del proprio Paese.
Gli Stati Uniti rappresentano anche in questo caso sempre più un'eccezione. La percezione della corruzione nelle imprese è aumentata anch'essa, di 8 punti, raggiungendo il 71%, ma resta lo stesso ben 18 punti sotto quella relativa al governo: è il divario più ampio mai registrato nella serie storica americana. Tra il 2006 e il 2025, la percezione della corruzione nel governo era stata in media superiore di 11 punti a quella nelle imprese. In vent'anni di rilevazioni, pochi Paesi hanno mostrato uno scarto più ampio di quello oggi registrato negli Stati Uniti.
In un Paese sempre più polarizzato su quasi ogni tema, la corruzione nel governo è così diventata così uno dei rari giudizi sui quali gli elettori dei due principali schieramenti politici tendono paradossalmente a convergere.
