La Nasa chiede più soldi per tornare sulla Luna entro il 2028
Dopo l'esplosione sulla rampa di Blue Origin, l'agenzia spaziale cerca nuovi fondi per ridisegnare il lander lunare. Ma al Congresso c'è scetticismo
La NASA, l'agenzia spaziale americana, ha iniziano a chiedere al Congresso, in modo ancora informale, un finanziamento straordinario di diversi miliardi di dollari per rispettare la scadenza fissata dal presidente Trump: riportare gli astronauti americani sulla Luna entro il 2028. Lo ha rivelato Politico, che cita due collaboratori del Congresso e un rappresentante dell'industria spaziale a conoscenza dei colloqui preliminari.
La cifra esatta non è ancora stata definita, ma uno dei collaboratori parlamentari, ha parlato di "qualche miliardo di dollari". I soldi servirebbero a pagare la riprogettazione del lander lunare, il veicolo che deve portare gli astronauti sulla superficie della Luna, dopo che un'esplosione sulla rampa di lancio di Blue Origin ha messo a rischio le missioni del programma Artemis.
La Nasa ha in programma di testare i nuovi lander nel 2027, con la missione Artemis III, per poi tentare uno sbarco con equipaggio nel 2028. Senza nuovi fondi, l'agenzia potrebbe dover tagliare risorse da altri programmi, ma al momento non è chiaro quali iniziative potrebbero essere sacrificate.
Blue Origin e SpaceX hanno entrambe contratti con la Nasa per sviluppare lander lunari. L'anno scorso l'agenzia ha chiesto a entrambe le aziende di semplificare i loro progetti per accelerare la consegna dei veicoli. In origine la Nasa aveva scelto il lander di SpaceX per il primo sbarco con equipaggio, ma i funzionari hanno cominciato a temere che il razzo Starship di Elon Musk non sarebbe stato pronto in tempo. Hanno quindi chiesto a Blue Origin se poteva offrire qualcosa di più rapido.
Blue Origin ha così iniziato a modificare il suo lander Mark 1, pensato inizialmente come veicolo cargo senza equipaggio, per trasformarlo in un lander in grado di trasportare astronauti. Il nuovo veicolo non richiederebbe il rifornimento nello spazio, una manovra ingegneristicamente complessa su cui sia Blue Origin sia SpaceX stanno lavorando, ma che nessuna delle due aziende è ancora riuscita a realizzare.
I piani sono stati sconvolti dall'esplosione del 28 maggio che ha distrutto l'unica rampa di lancio di Blue Origin a Cape Canaveral, in Florida. L'amministratore delegato Dave Limp ha detto che la compagnia tornerà a volare "prima della fine dell'anno", ma la maggior parte degli esperti stima che ci vorrà almeno un anno per ricostruire la struttura.
L'amministratore della Nasa Jared Isaacman ha confermato la scorsa settimana che l'agenzia sta cercando modi alternativi per lanciare il lander di Blue Origin, separando il destino del lander da quello del veicolo di lancio e della rampa. "Stiamo scollegando il lander dal veicolo di lancio e dalla rampa stessa", ha detto a Fox. "Riusciremo a mantenere quel lander in sviluppo, così sarà disponibile per la nostra missione di test nel 2027, Artemis III, e potenzialmente per raggiungere gli obiettivi di sbarco nel 2028".
Il denaro potrebbe essere inserito in un futuro disegno di legge di riconciliazione, lo strumento legislativo che permette di approvare leggi di bilancio a maggioranza semplice senza possibilità di ostruzionismo, oppure in una misura di spesa supplementare autonoma. I leader repubblicani hanno però già espresso dubbi sulla possibilità di far passare un terzo pacchetto di spesa di parte prima della pausa estiva di agosto.
Il Congresso ha storicamente sostenuto la Nasa con voti bipartisan. L'anno scorso il maxi-pacchetto di riconciliazione, il cosiddetto One Big Beautiful Bill Act, ha assegnato all'agenzia quasi 10 miliardi di dollari.
La richiesta preliminare della Nasa incontra però un certo scetticismo tra i parlamentari. "Ci saranno molte domande sul fatto che i contribuenti debbano pagare per la riprogettazione di Blue Origin, e molte domande sul fatto che una riprogettazione possa essere completata prima che Blue Origin torni a volare", ha detto a Politico uno dei collaboratori del Congresso. "Questo evento ha solo poche settimane. C'è ancora molta storia da scrivere prima che il Congresso firmi un assegno in bianco per la Nasa".