La guerra di Trump all'Iran è un disastro che ha rafforzato il regime
In un'analisi su Telos News il giornalista sostiene che l'accordo con l'Iran ha rafforzato il regime e legge come una vendetta politica l'ordine di Trump contro i modelli di Anthropic.
La guerra tra Stati Uniti e Iran si è chiusa con un accordo che il presidente Donald Trump presenta come una vittoria, ma per il giornalista Ryan Lizza è un disastro che ha rafforzato il regime di Teheran e indebolito la posizione americana. In un'analisi pubblicata su Telos News, Lizza sostiene che Trump "è sempre l'eroe del disastro che lui stesso provoca": prima colpisce, poi si propone come chi rimette le cose a posto.
Secondo Lizza, il presidente avrebbe già colpito l'economia con i dazi per poi salvare gli agricoltori che aveva mandato in difficoltà; nelle città americane avrebbe alimentato le tensioni con gli agenti dell'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione, per poi presentarsi come chi ripristina l'ordine con la Guardia Nazionale. L'attacco all'Iran rientrerebbe nello stesso schema, con danni che Lizza considera incalcolabili.
Lizza definisce illegale l'attacco, non autorizzato né dal Congresso né dal diritto internazionale. Per lui crea un precedente pericoloso: il prossimo presidente che vorrà colpire un altro paese senza preavviso potrà farlo, mentre gli Stati Uniti perderanno l'autorità morale per condannare le invasioni di Cina o Russia.
Trump avrebbe inoltre tradito il popolo iraniano. All'inizio dell'anno il regime aveva ucciso decine di migliaia di cittadini che si erano ribellati; l'accordo raggiunto con Teheran lo ha rafforzato, perché ha mostrato di poter sopravvivere alla piena potenza di Stati Uniti e Israele e di uscirne più forte. L'Iran ne esce anche con una posizione regionale più solida. "Molti paesi della regione ora corteggiano l'Iran e cercano di abbassare la tensione e ricostruire i rapporti", ha scritto su X Dan Shapiro, ex ambasciatore americano in Israele.
L'aumento del prezzo del petrolio provocato dalla guerra ha colpito soprattutto gli americani già penalizzati dall'inflazione e avrà effetti duraturi. Il Wall Street Journal nota che, anche se l'accordo regge, ci vorranno mesi prima che il mercato torni alla normalità, con prezzi destinati a restare alti fino all'autunno.
Sui punti principali, scrive Lizza, l'accordo peggiora la situazione rispetto a prima della guerra o, nella migliore delle ipotesi, riporta tutto al punto di partenza. Lo stretto di Hormuz, il passaggio strategico per gran parte del petrolio mondiale, non era un problema prima del conflitto; ora gli Stati Uniti pagheranno l'Iran, attraverso l'allentamento delle sanzioni, per tenerlo aperto.
Sul programma nucleare, Trump aveva detto in precedenza di averlo già distrutto. L'esito migliore, secondo Lizza, sarebbe tornare a una versione dell'accordo negoziato da Barack Obama nel 2015, quello da cui lo stesso Trump si era ritirato nel 2018. Ma il presidente dichiara vittoria prima ancora che si concluda la difficile trattativa necessaria per arrivare a un trattato.
Sul piano militare, Trump non ha ottenuto nulla per fermare il programma missilistico iraniano né per limitare l'uso delle milizie alleate dell'Iran nella regione. La guerra si chiude inoltre con le scorte di munizioni americane esaurite e con Stati Uniti e Israele divisi.
I leader iraniani, scrive Lizza, sanno di avere di fronte un interlocutore facile da influenzare e sanno che, con i sondaggi in calo e le elezioni di metà mandato del Congresso in arrivo, Trump è ancora più desideroso del solito di qualcosa da presentare come una vittoria ai suoi sostenitori. Per questo Teheran si dice pronta a presentarsi venerdì in Svizzera per firmare quello che minimizza come un semplice "memorandum d'intesa". Lizza definisce l'intera operazione "catastroficamente stupida" e attribuisce parte della responsabilità al Congresso e ai media di destra che, secondo lui, hanno difeso ogni passaggio.
Venerdì l'amministrazione Trump ha ordinato ad Anthropic, una delle principali aziende americane di intelligenza artificiale valutata quasi mille miliardi di dollari, di negare ai cittadini stranieri l'accesso ai suoi nuovi e potenti modelli, Fable 5 e Mythos 5. In un'amministrazione normale, scrive Lizza, l'ordine potrebbe essere letto come un uso responsabile del potere statale di fronte a una tecnologia che gli stessi creatori paragonano all'avvento delle armi nucleari.
Lizza ricorda però che il Pentagono, il ministero della Difesa, aveva già inserito Anthropic in una lista nera per ragioni politiche, con le etichette di "minaccia alla sicurezza nazionale" e "rischio per la catena di approvvigionamento", riservate agli avversari stranieri. Trump aveva definito l'azienda "di sinistra radicale" e "woke". Il sospetto di una motivazione politica è stato rafforzato da un messaggio del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha scritto: "Tre mesi fa abbiamo cacciato Anthropic dal nostro edificio, per sempre. Ogni giorno che passa dimostra che era la mossa giusta".
L'intelligenza artificiale è ormai integrata in gran parte delle attività online e un numero crescente di applicazioni permette di scegliere quale modello usare. Per Lizza l'ordine ha quindi limitato una delle scelte più importanti per chi usa internet, con poche spiegazioni e senza dibattito. Lo collega anche ai rapporti tra i consiglieri tecnologici di Trump e i vertici di OpenAI, l'azienda rivale: il suo amministratore delegato Sam Altman ha pessimi rapporti con Dario Amodei, a capo di Anthropic, e per Lizza la decisione somiglia a un tentativo di favorire Altman dopo i progressi dell'azienda con Mythos. Per rendere l'idea, paragona la mossa a uno scenario in cui Barack Obama avesse vietato Google per favorire gli amici del motore di ricerca rivale Bing.
Secondo quanto riportato da Politico, un funzionario dell'amministrazione si è lamentato perché Amodei non aveva richiamato subito la Casa Bianca, trovandosi in un centro benessere, una circostanza che Anthropic smentisce. Un funzionario dell'azienda ha detto a Politico che la Casa Bianca aveva concesso 90 minuti per rendere inaccessibili i modelli, senza fornire dettagli sulla minaccia reale.
Lizza riconosce che sospendere temporaneamente quei modelli, fino a quando un'eventuale minaccia non sia stata neutralizzata, potrebbe essere una scelta difendibile. Mythos 5 è descritto come il modello più potente mai rilasciato, con un uso riservato a poche aziende, mentre Fable 5 è la versione aperta a tutti ma con restrizioni di sicurezza che impediscono, per esempio, di violare i sistemi della NSA, l'agenzia per la sicurezza nazionale, o di costruire un'arma biologica.
L'amministrazione, con poche prove secondo Lizza, sostiene che Fable 5 possa essere "sbloccato" e liberato dalle sue restrizioni. Anthropic respinge l'accusa e si dice presa di mira ingiustamente. In un comunicato sulla sospensione dell'accesso ai due modelli, l'azienda ha scritto di aver "esaminato un rapporto che riteniamo sia alla base della direttiva del governo" e di aver verificato che lo stesso livello di capacità "è ampiamente disponibile in altri modelli", compreso GPT-5.5 di OpenAI. Qualunque sia il giudizio sulle proposte per regolare l'intelligenza artificiale, conclude Lizza, questo non è il modo di farlo.