La ex fidanzata di Platner si rivolta contro il New York Times: "Era una trappola"
Lyndsey Fifield, la principale accusatrice del candidato democratico in Maine, dice di essere stata manipolata dal quotidiano che ha trasformato la sua storia in "un regalo alla campagna di Platner"
Lyndsey Fifield, la donna la cui testimonianza era il cuore dell'inchiesta del New York Times su Graham Platner, accusa ora il quotidiano di averla manipolata e di aver trasformato la sua storia in "un regalo alla campagna" del candidato democratico al Senato per il Maine.
Fifield, 40 anni, attivista conservatrice della Virginia, aveva raccontato al New York Times di aver subito intimidazioni fisiche durante la relazione con Platner tra il 2013 e il 2015. La sua era la testimonianza più dettagliata tra quelle raccolte dal quotidiano, che giovedì 4 giugno ha pubblicato un'inchiesta basata su interviste con oltre venticinque persone, tra cui sei ex fidanzate del candidato. Altre tre ex fidanzate contattate dal giornale avevano invece descritto Platner come un compagno gentile e premuroso.
A poche ore dalla pubblicazione Fifield ha rotto il silenzio con una serie di post sui social, ripresi da The Hill, in cui accusa i giornalisti del Times di aver tradito la sua fiducia. "Ho ignorato i consigli di tutti i miei amici, messo da parte i miei pregiudizi da conservatrice, e ho deciso di fidarmi completamente dei giornalisti del Times", ha scritto. "Quando hanno lasciato casa mia mi hanno chiesto di non parlare con altre testate e io ho insistito più volte nelle settimane successive che avrei mantenuto la parola data".
Dopo aver letto l'articolo, intitolato "Diverse donne che hanno frequentato Graham Platner ricordano comportamenti inquietanti", Fifield ha raccontato di aver chiesto spiegazioni ai giornalisti: "Dove sono le storie delle altre donne? Dove sono le loro accuse di violenza sessuale? Perché sono io al centro dell'articolo? Perché ci sono undici paragrafi dedicati alla mia carriera, più di quanti ne siano mai stati pubblicati su quella di Graham?". Secondo il suo racconto i redattori le avrebbero risposto che il materiale era "troppo". Fifield sostiene inoltre che il Times ha omesso di scrivere che lei aveva confidato ad amici, anni prima che Platner si candidasse, di aver subito abusi nella relazione: quegli amici, dice, lo hanno confermato ai giornalisti.
"Ho capito che era davvero una trappola fin dall'inizio", ha scritto Fifield. "I giornalisti di cui mi fidavo, che mi avevano convinto a condividere una storia che non avrei mai voluto raccontare, hanno ritardato e distorto tutto in modo metodico per trasformarlo in un regalo alla campagna di Platner. Hanno violato la fiducia delle sue vittime. Hanno distrutto la fiducia che avevo riposto in loro con la storia più vulnerabile della mia vita".
L'inchiesta del New York Times è l'ultima di una serie di rivelazioni che hanno colpito Platner, 41 anni, ostricoltore ed ex marine in corsa per il seggio al Senato del Maine della repubblicana Susan Collins. I democratici considerano quel seggio decisivo per riconquistare la maggioranza al Senato. A fine maggio il Wall Street Journal e il New York Times avevano rivelato che Platner aveva scambiato messaggi a sfondo sessuale con altre donne dopo il matrimonio del 2023. In autunno era emerso anche un tatuaggio che riproduceva un simbolo delle SS naziste, che il candidato dice di aver fatto senza conoscerne il significato e che ha poi coperto.
La campagna di Platner descrive Fifield come "un'operativa repubblicana di lungo corso che ha dedicato la sua carriera a far eleggere repubblicani". In passato ha lavorato per la Heritage Foundation e per la campagna presidenziale di Nikki Haley nel 2024. Lei nega di aver agito per ragioni politiche e, secondo il New York Times, non risultano legami con la campagna di Collins.
Il New York Times non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Platner, che respinge la descrizione che il quotidiano fa dei suoi comportamenti, ha dichiarato giovedì sera durante un'apparizione su MS Now di non aver mai pensato di ritirarsi dalla corsa. "Tutto ciò che sostiene contatto fisico, tutto ciò che sostiene che sapessi cosa fosse il mio tatuaggio, sono dichiarazioni di qualcuno politicamente motivato", ha detto.
Lo scontro sul metodo giornalistico del Times arriva a tre giorni dalle primarie democratiche del Maine, fissate per il 9 giugno. Per i democratici ogni giornata spesa a discutere della credibilità delle accuse e delle controaccuse è una giornata sottratta alla campagna contro la senatrice Collins, in carica da quasi trent'anni e data in svantaggio nei sondaggi ma ancora competitiva.