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La Cina riunisce il fronte che sfida l'Occidente
Il premier indiano Narendra Modi incontra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a margine del vertice della SCO a Bishkek, in Kirghizistan, il 31 agosto 2026. Credito: Prime Minister's Office, Government of India / Press Information Bureau.
Politica estera 25 min di lettura

La Cina riunisce il fronte che sfida l'Occidente

Al vertice della Shanghai Cooperation Organization il leader cinese riceve Putin e Pezeshkian proprio mentre ad Asheville si riunisce il G20. Il meeting della SCO mette in scena il peso crescente della Cina e la crescente dipendenza di Russia e Iran da Pechino.

Mentre i Ministri delle Finanze del G20 si riunivano ad Asheville, dall'altra parte del mondo il presidente cinese Xi Jinping ha mostrato di muoversi in un'orbita tutta sua. Il leader cinese è arrivato lunedì a Bishkek, capitale del Kirghizistan, per il ventiseiesimo vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO), l'organizzazione formata da dieci Paesi, tra cui Cina, Russia, India e Iran, che quest'anno compie 25 anni. Insieme a Xi Jinping sono arrivati, tra gli altri, il premier indiano Narendra Modi, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Gli ultimi due guidano i Paesi che più dipendono da Pechino per resistere alle pressioni economiche occidentali.

Nessun Paese è stato più importante della Cina nel sostenere le economie e, indirettamente, gli sforzi bellici di Russia e Iran. Pechino ha ridotto l'efficacia dei tentativi americani ed europei di piegarli attraverso la pressione economica, sfruttando il proprio peso di primo importatore mondiale di greggio e di principale esportatore di beni. Il mese scorso Xi Jinping ha potuto ignorare la minaccia di Donald Trump di infliggere un "D-Day economico" ai Paesi che offrono un'ancora di salvezza a Teheran; minacce analoghe contro gli acquirenti di petrolio russo non erano mai state seguite da misure contro la Cina.

"Dopo l'ultimo anno, Trump ha un problema di credibilità di fondo con Xi", spiega al New York Times Julian Gewirtz, che nell'Amministrazione Biden è stato direttore per la Cina e Taiwan al Consiglio per la Sicurezza Nazionale. "Sia le sue minacce sia le sue rassicurazioni sembrano a Pechino, come ha detto un altro leader mondiale, scritte a matita".

Vertice SCO · Bishkek, 31 agosto - 1 settembre 2026

L'orbita di Xi: come la Cina mantiene in piedi le economie di Mosca e Teheran

Mentre i ministri delle Finanze del G20 si riuniscono ad Asheville, a Bishkek si vede l'altro sistema: Pechino compra il greggio che nessun altro compra, apre corridoi che aggirano le sanzioni e allarga il commercio. Su una cosa sola non si espone: la difesa militare dei suoi partner.

La mappa

Quattro flussi, un solo centro di gravità

In blu i dieci Paesi membri della Shanghai Cooperation Organization, in tinta più chiara la Cina. Si vede un flusso alla volta: scegli una voce della legenda o tocca una linea sulla mappa.

Bishkek
Mosca
Cina
Hormuz
Teheran
New Delhi

Greggio verso la Cina. Il petrolio russo vale circa un quinto delle importazioni cinesi e arriva via oleodotto e dai porti del Pacifico; dal Kazakistan una seconda conduttura entra direttamente nello Xinjiang.

Rotta iraniana interrotta. Dopo il blocco navale americano e la chiusura di Hormuz, gli sbarchi di greggio iraniano in Cina sono scesi da 1.140.000 a 340.000 barili al giorno.

Rifornimenti alla Russia. India, Kazakistan e Bielorussia hanno spedito benzina a Mosca dopo i raid ucraini sulle raffinerie; dall'Iran arrivano i droni Shahed e gli impianti per produrli in territorio russo.

Nuova rotta artica. A metà agosto la prima portacontainer cinese ha percorso la rotta del Mare del Nord, presentata da Mosca come l'inizio di una cooperazione più ampia nell'Artico.

Le linee indicano la direzione dei flussi, non il tracciato esatto delle rotte.

La rete che Pechino ha costruito in venticinque anni

Nata a Shanghai nel 2001 da un forum sui confini fra Cina, Russia e Asia centrale, la SCO oggi riunisce dieci Paesi e copre un'area che va dalla Bielorussia al Mar Cinese Orientale.

25

Anni dalla fondazione, avvenuta a Shanghai nel 2001

10

Paesi membri a pieno titolo, dopo l'ingresso della Bielorussia

26

Vertici dei capi di Stato dal 2001: l'ultimo è quello di Bishkek

106mld $

Interscambio record fra Cina e Asia centrale nel 2025

2001

Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan fondano l'organizzazione a Shanghai.

2017

Entrano India e Pakistan: due rivali nucleari attorno allo stesso tavolo.

2023

Entra l'Iran, che trova nella SCO una sponda politica contro le sanzioni americane.

2024

Entra la Bielorussia, primo membro europeo e canale di rifornimento per Mosca.

L'ancora di salvezza: Pechino è il compratore di ultima istanza

Pechino acquista oltre il 90 per cento del greggio che l'Iran riesce ancora a esportare. Dopo gli attacchi del 28 febbraio e la chiusura dello Stretto di Hormuz, però, anche questo canale si è quasi prosciugato.

Marzo 2026

1.140.000
−70%

Agosto 2026

340.000

Barili al giorno di greggio iraniano sbarcati nei porti cinesi prima della guerra

Barili al giorno dopo il blocco navale americano e la chiusura di Hormuz

Iran → Cina

Greggio iraniano arrivato in Cina, barili al giornoStime Kpler sugli sbarchi mensili, 2026

Marzo1.140.000
Giugno361.000
Luglio329.000
Agosto340.000

Russia → Cina

2.370.000
barili al giorno

Il greggio russo importato dalla Cina a marzo, il 14 per cento in più rispetto a un anno prima. La Russia è il primo fornitore di Pechino.

Russia → India

1.820.000
barili al giorno

Il greggio russo arrivato in India ad agosto, quasi il 30 per cento in meno in un mese: i barili che Delhi lascia finiscono in Cina.

Scorte in Cina

1.240.000.000
barili di scorte

Le riserve cinesi accumulate ad aprile, un record: sono il cuscinetto che permette a Pechino di reggere l'urto della guerra.

Il limite: Pechino apre il portafoglio, non l'arsenale

La SCO ha anche una dimensione militare, ma la Cina non impegna le proprie Forze Armate per difendere Iran e Russia. Continua a chiedere il dialogo, mentre allarga gli scambi e fornisce tecnologie utilizzabili anche sul campo di battaglia.

Che cosa offre

  • Il mercato di sbocco: assorbe oltre il 90 per cento del greggio esportato dall'Iran, mentre il petrolio russo vale circa un quinto delle sue importazioni.
  • I corridoi dell'Asia centrale, diventati canali decisivi per le importazioni e i pagamenti della Russia.
  • Le tecnologie a duplice uso e un interscambio commerciale che continua a crescere.
  • Una sponda politica nelle sedi internazionali contro le sanzioni occidentali.

Che cosa nega

  • Qualsiasi impegno militare a difesa dell'Iran, entrato nella SCO nel 2023, o della Russia.
  • Garanzie di sicurezza vincolanti: la SCO non è un'alleanza difensiva come la NATO.
  • Un'esposizione diretta sul dossier iraniano: Xi non vuole bruciare l'incontro con Trump.
  • La rottura della fragile tregua commerciale con gli Stati Uniti.

L'agenda di Xi JinpingDal vertice di Bishkek alla Casa Bianca

31 agosto

Bishkek

Vertice di due giorni e visita di Stato in Kirghizistan.

Settembre

Egitto

Visita di Stato: una tappa che rafforza il profilo di statista globale.

Settembre

India

Visita di Stato a Delhi, che intanto ha ripreso a comprare greggio russo.

Entro un mese

Washington

Il negoziato per prolungare la tregua economica con Trump.

«Trump si è chiuso da solo in un angolo»: l'Amministrazione fatica a conciliare la pressione sull'Iran e la tregua commerciale con la Cina.

Julian Gewirtz, già direttore per la Cina al Consiglio per la Sicurezza Nazionale

Il punto. Il potere cinese in questa partita è commerciale, non militare: finché Pechino compra il greggio che nessun altro può comprare, la pressione economica occidentale su Mosca e Teheran resta a metà strada.

Fonti: Kpler e Vortexa (flussi e scorte petrolifere), dogane cinesi, Segretariato della Shanghai Cooperation Organization, Reuters, New York Times. Dati aggiornati al 1° settembre 2026.

Un vertice in vista della visita alla Casa Bianca

A Bishkek Xi Jinping intende consolidare la propria immagine di leader delle nazioni non occidentali e contrapporsi a quella che definisce l'egemonia americana, ma difficilmente si esporrà troppo sul dossier iraniano. Tra meno di un mese è infatti atteso a Washington, dove proverà a prolungare la fragile tregua economica con gli Stati Uniti. Prima farà tappa in Egitto e in India per visite di Stato: una sequenza di incontri che, secondo gli analisti, punta a rafforzarne il profilo di statista globale proprio mentre Trump sta logorando sempre di più i rapporti degli Stati Uniti con molti Paesi alleati. "Xi sembra vedere l'opportunità di mostrare che la Cina ha amici e opzioni in tutto il mondo esattamente nel momento in cui Washington si sta alienando molti dei suoi alleati", osserva Gewirtz.

Il vertice dello SCO mette inoltre in evidenza i limiti della guerra economica guidata dagli Stati Uniti. I Paesi dell'Asia centrale sono diventati, infatti, canali cruciali per le importazioni e i pagamenti della Russia, aiutandola ad aggirare le restrizioni occidentali, e rappresentano anche una rotta alternativa per l'Iran sottoposto alle sanzioni americane. India, Kazakistan e Bielorussia sono tra i Paesi che nelle ultime settimane hanno spedito benzina alla Russia, dopo che gli attacchi ucraini a lungo raggio hanno colpito duramente le raffinerie russe. L'India, che aveva ridotto gli acquisti di greggio russo sotto la pressione di Trump e delle nuove sanzioni contro i grandi gruppi petroliferi di Mosca, ha ripreso ad aumentarli quando la guerra americana contro l'Iran ha sconvolto i mercati.

La Cina resta il principale importatore del greggio di entrambi i Paesi. Le sanzioni occidentali le hanno consentito di acquistare petrolio russo a prezzi scontati, attenuando al tempo stesso gli effetti del blocco dello Stretto di Hormuz. L'Iran, dal canto suo, ha fornito alla Russia i droni Shahed dopo l'invasione dell'Ucraina del 2022 e l'ha aiutata a costruire impianti per produrli direttamente sul territorio russo.

Il potere di Xi Jinping ha però un limite preciso. La SCO ha anche una dimensione militare, ma Pechino non intende impegnare le proprie Forze Armate per difendere altri Paesi membri come l'Iran, entrato nell'organizzazione nel 2023, o la Russia. La Cina continua invece a invocare il dialogo e la fine dei conflitti, mentre amplia gli scambi commerciali e fornisce tecnologie che possono essere impiegate anche sul campo di battaglia. Secondo diversi analisti, Xi considera il coinvolgimento degli Stati Uniti nelle guerre altrui una delle cause principali del declino sempre più forte della potenza americana.

L'intesa con Putin, dai visti alle rotte artiche

Nell'incontro bilaterale di lunedì Xi Jinping ha elogiato le prospettive "sempre più luminose" dei rapporti con la Russia. Putin ha rilanciato proponendo di voler rendere permanente il regime di esenzione dal visto tra i due Paesi, che nel primo semestre dell'anno ha contribuito a far crescere i flussi turistici del 43%. Il presidente russo ha inoltre ricordato il primo viaggio di linea di una nave portacontainer cinese lungo la rotta artica del Mare del Nord, avvenuto a metà agosto e presentato come il preludio a una cooperazione più ampia nell'Artico.

Anche la sede del vertice riflette i nuovi equilibri regionali. Il Kirghizistan, ex repubblica sovietica un tempo saldamente inserita nella sfera d'influenza di Mosca, è sempre più legato economicamente a Pechino. In serata i leader hanno assistito alla cerimonia inaugurale dei Giochi mondiali nomadi, ospitata in uno stadio costruito per l'occasione.

Quando Xi arriverà a Washington, Trump cercherà probabilmente la sua collaborazione sull'Iran e sulla Corea del Nord, ma non è affatto certo che la otterrà. "Trump si è chiuso da solo in un angolo", conclude Gewirtz. "L'Amministrazione fatica a conciliare due obiettivi apparentemente inconciliabili: aumentare la pressione sull'Iran e mantenere in piedi la tregua commerciale con la Cina".

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