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Cuba accelera le riforme economiche sotto la pressione di Trump
Foto di Alexander Kunze / Unsplash
Politica estera 2 min di lettura

Cuba accelera le riforme economiche sotto la pressione di Trump

Le imprese private potranno importare ed esportare senza più passare dallo Stato, mentre gli investitori stranieri assumere direttamente.

Cuba si prepara ad allentare alcuni dei controlli più rigidi sulla sua economia comunista. Le imprese private potranno così commerciare direttamente con le aziende straniere, mentre gli investitori esteri potranno assumere lavoratori senza passare attraverso un'agenzia statale e avranno maggiori possibilità di sviluppare progetti immobiliari sull'isola. Le misure, che potrebbero entrare in vigore già questa settimana, traducono in legge le riforme approvate a giugno e arrivano mentre l'Amministrazione Trump sta aumentando sempre di più la pressione sul Paese, con un blocco petrolifero in vigore da gennaio e nuove sanzioni.

Carlos Luis Jorge Méndez, vice Ministro del Commercio Estero e degli Investimenti Esteri, ha spiegato in un'intervista esclusiva a USA Today all'Avana che si tratta di alcune delle più importanti tra le 176 riforme economiche approvate all'unanimità dall'Assemblea Nazionale il 18 giugno. Secondo Méndez, segnano un cambiamento destinato a durare, non un nuovo esperimento temporaneo con l'impresa privata. "Questo rafforza l'idea che Cuba si stia aprendo", ha detto. "È un processo reale, è per davvero. Non è una manovra retorica".

Le imprese private potranno così gestire direttamente importazioni ed esportazioni e, salvo alcune eccezioni, importare liberamente i beni di cui hanno bisogno. Sarà, inoltre, eliminato l'obbligo per gli investitori stranieri di assumere lavoratori attraverso lo Stato cubano e verranno ampliati i diritti degli stranieri nello sviluppo di progetti immobiliari. Tutte le riforme dovrebbero essere tradotte in legge entro la fine dell'anno.

Le cautele sulla reversibilità delle riforme

Quando furono annunciate a giugno, le misure furono accolte favorevolmente da alcuni analisti e imprenditori statunitensi e cubani, mentre il governo americano le liquidò come un’operazione di facciata. John Kavulich, presidente dello U.S.-Cuba Trade and Economic Council, associazione commerciale che si occupa dei rapporti con Cuba dal 1994, ha detto a USA Today che la direzione intrapresa rappresenta “una buona traiettoria”. Ha però avvertito che, senza una modifica della Costituzione, le riforme restano reversibili, come dimostrato da alcune aperture introdotte durante il disgelo con l’Amministrazione Obama e successivamente ritirate.

“La Costituzione cubana dovrà essere adeguata e non c’è molto tempo per farlo”, ha aggiunto Kavulich. Méndez sostiene invece che le trasformazioni in corso stiano modificando il funzionamento dell’economia cubana “in modo così profondo che sarà molto difficile tornare indietro”. La svolta arriva in una fase di forte tensione con Washington. I colloqui diretti tra i due Paesi si sono interrotti, ha confermato Méndez, e potranno riprendere soltanto se verrà individuato un terreno comune. “Manteniamo la nostra posizione, ma siamo disposti a continuare il dialogo”, ha detto.

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