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La senatrice Graham dice di non essere "così informata sulla sicurezza nazionale"
Darline Graham, X, 2026
Elezioni 4 min di lettura

La senatrice Graham dice di non essere "così informata sulla sicurezza nazionale"

Darline Graham, scelta a luglio per il seggio del fratello Lindsey, non ha risposto a una domanda su Taiwan. Martedì il ballottaggio delle primarie repubblicane, con Trump che continua a sostenerla.

Durante un dibattito televisivo martedì sera la senatrice repubblicana della South Carolina Darline Graham ha risposto a una domanda sul valore strategico di Taiwan e del Mar Cinese Meridionale dicendo di non conoscere l'argomento. "Sarò onesta", ha detto. "Non sono così informata sulla sicurezza nazionale." Una parte del pubblico in sala ha fischiato.

Graham ha 62 anni e fino al mese scorso non aveva mai ricoperto una carica elettiva. Guidava la commissione della South Carolina per i ciechi, un ente statale con un bilancio da 90 milioni di dollari. Prima ancora si occupava di trovare lavoro alle persone con disabilità. È stata scelta a luglio per completare il mandato del fratello, il senatore Lindsey Graham, scomparso e conosciuto a Washington proprio come uno dei parlamentari più esperti di politica estera. Ora corre per un mandato pieno di sei anni con l'appoggio del presidente Donald Trump.

Il voto è fissato per martedì 25 agosto ed è il ballottaggio delle primarie repubblicane, il secondo turno tra i due candidati più votati che in South Carolina si tiene quando al primo nessuno supera la metà dei voti. Graham era arrivata prima. Il voto anticipato è già cominciato e gli elettori stanno depositando le schede mentre la campagna prova a rimediare.

Il suo avversario è Ralph Norman, deputato al quinto mandato, in carica dal 2009 e vicepresidente del Freedom Caucus, il gruppo ultraconservatore della Camera. Quest'anno si era già candidato alle primarie per governatore e ha avuto più di uno scontro con il presidente. Dopo il dibattito ha scritto sui social che "la South Carolina merita un senatore che capisca la politica estera".

Norman ha costruito la sua campagna sulla diffidenza verso l'establishment dei due partiti, rivendicando il fatto di avere meno sostegni ufficiali dell'avversaria. "La Washington che conta, io non sono il loro candidato, lo sei tu", ha detto a Graham sul palco del dibattito. In un'intervista all'Associated Press ha detto che a spingere la campagna della senatrice è "l'élite di Washington". I suoi sostenitori la descrivono come parte della "palude", il termine con cui Trump indica da un decennio l'apparato federale che promette di prosciugare.

Mercoledì Graham ha passato la giornata a limitare i danni: ha incontrato gli elettori in un ristorante di barbecue, ha sparato con dei fucili in una fabbrica di armi ed è andata su Fox News a difendere la sua prestazione. "Io non parlo da politico, sono stata solo onesta", ha detto in televisione. "Certo che Taiwan è nostra amica. Ma penso che in South Carolina le persone siano più preoccupate dei maschi negli sport femminili." Ai giornalisti, subito dopo il dibattito, aveva detto che gli elettori dello Stato "sono preoccupati per il portafoglio più di quanto lo siano per il Mar Cinese Meridionale".

Trump per ora non ritira il sostegno e venerdì terrà un comizio per lei a Myrtle Beach. Ha anche telefonato personalmente a un dirigente repubblicano della South Carolina per convincerlo a partecipare, ha riferito il New York Times. La corsa è diventata una prova per il presidente, che ha preferito Graham a un alleato di lunga data alla Camera proprio mentre il suo peso sulle primarie repubblicane viene messo in discussione: la stessa sera del dibattito due candidati da lui indicati sono stati battuti in Florida e un terzo ha perso le primarie per governatore in Wyoming.

Norman ha prenotato quasi 1,5 milioni di dollari di spot televisivi per l'ultima settimana di campagna. I comitati che sostengono Graham (i PAC, che raccolgono e spendono denaro a favore di un candidato senza coordinarsi formalmente con la sua campagna) ne hanno acquistati più del doppio.

La data del voto rende il risultato imprevedibile, ha detto al New York Times Chad Connelly, ex presidente del Partito repubblicano della South Carolina: "Questa è un'elezione speciale del 25 agosto, quando le persone stanno riportando i figli a scuola e non è sul radar di nessuno". Secondo lui una parte dell'elettorato apprezza le posizioni conservatrici di Norman ma preferisce che sia Graham a raccogliere la reputazione costruita dal fratello.

L'episodio mette in luce i rischi di candidare persone senza alcuna esperienza politica soprattutto perché imparentate con altri eletti, secondo un'analisi pubblicata sul Washington Post. La corsa al Senato in South Carolina è forse il caso più chiaro di elettori a cui si chiede di sostenere qualcuno quasi soltanto per il suo cognome, Nell'ultimo anno quasi ogni corsa elettorale ha avuto un candidato imparentato con un politico già eletto.

Graham rivendica di essere estranea alla politica e prova a trasformare la sua inesperienza in un vantaggio. A una cena di dirigenti e militanti repubblicani ad Anderson, lunedì sera, ha chiesto ai presenti: "Non sono una politica. Sapete chi altro non lo era?". Poi si è fermata un istante e ha risposto: "Donald Trump". Centinaia di persone hanno posato le posate e applaudito.

La deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di quest'anno, non ha dato una risposta chiara quando le hanno chiesto se avrebbe mandato soldati a difendere Taiwan. La storia politica americana è piena di dichiarazioni simili e ogni volta hanno danneggiato la campagna di chi le ha pronunciate. Nel 2016 il candidato libertario alla presidenza Gary Johnson rimase con lo sguardo vuoto in diretta su MSNBC quando gli chiesero cosa avrebbe fatto ad Aleppo, la città al centro della guerra civile siriana. Nel 2011 Herman Cain, dirigente di una catena di pizzerie diventato candidato repubblicano alla presidenza, rivendicò la propria ignoranza in politica estera dicendo che alle domande trabocchetto avrebbe risposto così: "Quando mi chiederanno chi è il presidente dell'Ubeki-beki-beki-beki-stan-stan, dirò: non lo so. Lei lo sa?". La battuta ebbe tale diffusione che Hamid Karzai, allora presidente dell'Afghanistan, la citò durante un incontro con Hillary Clinton, in quel momento segretaria di Stato.

Sempre nel 2011 l'allora governatore del Texas Rick Perry promise durante un dibattito di eliminare tre agenzie del governo federale. Ne elencò due, il ministero del Commercio e quello dell'Istruzione, poi si bloccò e per un tempo lunghissimo cercò di ricordare la terza, senza riuscirci. "Non ce la faccio. Scusate", disse alla fine. "Ops."

Per Graham il rischio è che quel silenzio sul Mar Cinese Meridionale confermi il sospetto che accompagna la sua candidatura da quando è stata nominata, cioè che non sia pronta per il Senato. Norman punta esattamente su quel dubbio e ai repubblicani della South Carolina ha detto in privato di essere fiducioso.

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