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In Massachusetts l'ottantenne Markey è il favorito alle primarie Dem
Miki Jourdan, 2026, Flickr, CC BY-NC-ND 4.0
Elezioni 15 min di lettura

In Massachusetts l'ottantenne Markey è il favorito alle primarie Dem

Si vota oggi per il Senato: Markey è avanti a doppia cifra in tutti i sondaggi. In palio anche tre seggi alla Camera, dove due deputati di lungo corso sono sfidati da sinistra.

Gli elettori democratici del Massachusetts scelgono oggi, martedì 1° settembre, il candidato al Senato per le elezioni di metà mandato di novembre. Il senatore Ed Markey, 80 anni, difende il seggio dal deputato Seth Moulton, 47, in una sfida che rovescia il copione visto per tutto il 2026. Questa volta è il candidato più anziano a correre da progressista, mentre lo sfidante più giovane si presenta come l'alternativa moderata. In uno degli Stati più democratici del Paese la primaria decide di fatto chi sarà il prossimo senatore. Le urne chiudono alle 20 locali (le 2 di notte in Italia).

Markey arriva al voto da favorito. Nella nostra media, il senatore è avanti di circa 30 punti, 64,3% a 35,7%. Un sondaggio della Suffolk University di Boston lo dà al 52% contro il 38% di Moulton, mentre una rilevazione di Public Policy Polling arriva a 53% contro 22%. L'età, considerata la sua maggiore vulnerabilità, non sembra pesare. Per il 49% degli intervistati da Suffolk non fa alcuna differenza e solo l'11% dice che non voterebbe il senatore per questo motivo.

"I sondaggi sono completamente sbagliati, non ci si può fidare. Quello che conta in queste elezioni è chi va a votare", ha detto Moulton ai giornalisti negli ultimi giorni di campagna. Il deputato spera in una sorpresa simile a quelle già viste quest'anno. Le primarie del 2026 hanno tolto il seggio a 13 parlamentari in carica, compresi due senatori repubblicani, Bill Cassidy in Louisiana e John Cornyn in Texas.

Secondo Decision Desk HQ, nel ciclo elettorale in corso ci sono state finora 21 primarie democratiche in cui un parlamentare anziano, sfidato da un candidato molto più giovane, è rimasto sotto l'80% dei voti, quasi sempre con lo sfidante ad attaccare da sinistra. Moulton è invece il primo a correre alla destra dell'eletto raccogliendo una quota significativa di consensi, una posizione che in uno degli Stati più a sinistra del Paese lo rende sfavorito.

Sondaggi · Massachusetts

Markey arriva al voto con quasi 30 punti di vantaggio su Moulton

Quota di Markey e Moulton nella media giornaliera dei sondaggi della primaria democratica per il Senato in Massachusetts, calcolata sui soli voti ai due candidati. L’uscente Markey, in Senato dal 2013, non è mai sceso sotto il 58 per cento: il deputato Moulton ha ridotto il distacco da 24,3 a 16,7 punti fra la fine di ottobre e i primi di maggio, poi in quattro mesi se l’è visto tornare a 28,7 (64,3 contro 35,7). I pallini chiari sono le singole rilevazioni, le righe tratteggiate la convention democratica e il primo dei tre dibattiti.

30% 40% 50% 60% 70% 9 mesi 6 mesi 3 mesi voto 30 maggio: la convention 8 luglio: primo dibattito Markey 64,3 Moulton 35,7

La media si ferma al 28 agosto 2026, giorno dell’ultimo sondaggio. Si vota oggi, 1 settembre.

Le quote pubblicate dagli istituti raccontano un’altra corsa, perché gli indecisi passano dal 35 per cento del novembre 2025 al 7 di fine agosto: lì Markey sale dal 34 al 65 per cento e sembra raddoppiare i consensi. Sui soli voti ai due candidati la sua quota si muove di sei punti: quel raddoppio è in gran parte un terzo dell’elettorato che nel frattempo ha scelto.

Fonte Elaborazione di Focus America su 14 sondaggi della primaria democratica raccolti dal New York Times, aggiornati al 1 settembre 2026. Le quote sono ricalcolate sui soli voti ai due candidati rimasti in corsa, perché la quota di indecisi cambia troppo da istituto a istituto: non sono confrontabili con le percentuali pubblicate. Le medie giornaliere sono stimate con un filtro di Kalman a livello locale: ogni sondaggio pesa per la dimensione del campione e per l’effetto casa dell’istituto, e i due istituti di parte pesano la metà. Il lisciamento è lo stesso per le due linee.

Markey è il membro del Congresso in carica da più tempo dopo il repubblicano Chuck Grassley. Fu eletto alla Camera nel 1976, prima ancora che Moulton nascesse, e nel 2013 passò al Senato vincendo l'elezione speciale indetta dopo la nomina di John Kerry a segretario di Stato. In mezzo secolo a Washington si è costruito una reputazione da progressista. Con la deputata Alexandria Ocasio-Cortez ha scritto il Green New Deal, il piano di investimenti pubblici per la transizione ecologica. Sostiene inoltre il Medicare for All, la proposta di un sistema sanitario pubblico universale che sostituirebbe le assicurazioni private. Nel 2020 aveva già respinto una sfida generazionale battendo 55% a 45% l'allora deputato Joe Kennedy III, esponente della più celebre dinastia politica dello Stato.

Al fianco del senatore si sono schierati i nomi più noti della sinistra del partito: Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, che sabato hanno chiuso la campagna con lui a Boston, la deputata Ayanna Pressley e Ocasio-Cortez, il cui appoggio è però arrivato solo nelle ultime settimane. Markey ha promesso che questo sarà il suo ultimo mandato e respinge l'argomento anagrafico. "Non è la tua età, è l'età delle tue idee. E quanto a idee sono sempre stato il più giovane del mondo", ha detto alla CNN.

Moulton, ex ufficiale dei Marine con una laurea in fisica a Harvard, ha combattuto in Iraq per quattro turni ed è entrato alla Camera nel 2014 battendo alle primarie un deputato democratico in carica. Da allora si è costruito un profilo da ribelle interno. Nel 2018 guidò un tentativo fallito di togliere a Nancy Pelosi la guida dei democratici alla Camera e nel 2019 corse per pochi mesi per la Casa Bianca. Nel 2024 fu tra i primi democratici al Congresso a chiedere il ritiro di Joe Biden dopo la pessima prova nel dibattito con Trump. Il Boston Globe, il principale quotidiano dello Stato, lo ha appoggiato scrivendo che un partito invecchiato e diviso ha bisogno di rinnovarsi e che Moulton è il candidato migliore per guidare quel cambiamento. Con lui si è schierata anche la governatrice del New Jersey Mikie Sherrill, sostenuta in passato dal suo comitato politico Serve America.

Il cuore della campagna dello sfidante è il ricambio generazionale. Markey ha compiuto 80 anni a luglio e chiuderebbe l'eventuale nuovo mandato a 86. Moulton sostiene che sia troppo anziano per altri sei anni, un argomento che fa leva sul ricordo della rinuncia tardiva di Biden nel 2024 e della sconfitta contro Trump. "Sarà difficile per gli elettori indipendenti dell'Ohio o del Texas votare per un democratico se pensano che rappresenti un partito di ottantenni", ha detto il deputato alla CNN.

Sul profilo di Moulton pesa soprattutto una frase del novembre 2024. Dopo la sconfitta di Kamala Harris, il deputato dichiarò al New York Times di non volere che le sue due figlie venissero "travolte su un campo da gioco da un atleta maschio o ex maschio" e accusò i democratici di avere troppa paura di offendere qualcuno sui temi transgender. Quelle parole gli costarono le dimissioni del responsabile della sua campagna e le critiche della governatrice Maura Healey. Moulton ha poi espresso rammarico e nell'ultimo dibattito ha detto, con qualche esitazione, che gli atleti transgender dovrebbero poter gareggiare. Markey, che difende apertamente la loro partecipazione allo sport, lo accusa di aver tradito i ragazzi trans con quei commenti.

I tre dibattiti televisivi sono stati aspri per due candidati dello stesso partito. Moulton ha accusato Markey di comparire più volte nei documenti del caso di Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per reati sessuali, accanto a lobbisti a lui legati. Non ha però fornito prove di contatti diretti e il senatore, che ha negato qualsiasi rapporto, ha definito l'accusa riprovevole. Markey ha attaccato a sua volta lo sfidante per oltre un milione di dollari investiti dalla sua famiglia in aziende della difesa con interessi davanti alla commissione Forze armate della Camera, di cui Moulton fa parte. La vicenda era stata rivelata a giugno da WBUR, emittente radiofonica pubblica di Boston. I due si sono rinfacciati anche i voti militari. Moulton ha ricordato che Markey votò nel 2002 per autorizzare la guerra in Iraq, dove lui stesso ha combattuto, una scelta che il senatore ha poi definito un errore. Markey ha sostenuto che Moulton abbia votato "un bilancio da mille miliardi" di dollari per la guerra con l'Iran, ma l'accusa è in gran parte infondata, perché il deputato ha approvato la legge di indirizzo della difesa e non gli stanziamenti veri e propri.

Sulle politiche le distanze sono minime. Entrambi si definiscono progressisti, vogliono abolire l'ICE, l'agenzia federale che esegue arresti ed espulsioni degli immigrati irregolari, e chiedono la fine della guerra con l'Iran. La differenza più netta riguarda la sanità. Markey vuole il Medicare for All, mentre Moulton preferisce una public option, un'assicurazione pubblica che competerebbe con quelle private senza sostituirle. Sull'energia il senatore rilancia il Green New Deal e lo sfidante propone invece di investire sulla fusione nucleare, una tecnologia sperimentale che promette elettricità senza gas serra.

Le primarie di oggi assegnano di fatto anche tre seggi della Camera. Nell'8° distretto il deputato Stephen Lynch, 71 anni e in carica dal 2001, affronta Patrick Roath, un avvocato di 39 anni che lo ha superato nella raccolta fondi (1,3 milioni di dollari contro 910.000) e ha ottenuto l'appoggio del Boston Globe. Lynch, ex operaio ed espressione dell'ala sindacale più moderata del partito, nel 2010 votò contro la riforma sanitaria di Obama. È stato inoltre l'unico democratico dello Stato a sostenere il Laken Riley Act, la legge che consente la detenzione senza cauzione degli immigrati irregolari accusati di furto o reati violenti. Dietro Roath c'è soprattutto Leaders We Deserve, il gruppo cofondato dall'attivista David Hogg per portare giovani progressisti al Congresso.

Nel 1° distretto, nell'ovest dello Stato, il 77enne Richard Neal, alla Camera da 19 mandati e democratico più alto in grado nella commissione che scrive le leggi fiscali, se la vede con Jeromie Whalen, un insegnante di 39 anni che gli rimprovera i finanziamenti dei comitati aziendali e chiede il Medicare for All. Neal aveva in cassa 3,2 milioni di dollari per le ultime settimane, oltre 80 volte i 39.000 dello sfidante. Il finale di campagna si è concentrato sui precedenti di Whalen per guida in stato di ebbrezza, riportati dal New York Post, un tabloid conservatore. Whalen ha accusato Neal di essere dietro la pubblicazione della storia.

Nel 6° distretto, lasciato libero da Moulton, il favorito è Dan Koh, ex stretto collaboratore di Joe Biden e del sindaco di Boston Marty Walsh. Koh ha raccolto 4,7 milioni di dollari, ha il sostegno di Biden e Kamala Harris e ha beneficiato di 1,8 milioni di spese esterne, in parte arrivate da Think Big, un comitato indipendente favorevole all'intelligenza artificiale. Nel 2018 perse una primaria per la Camera per appena 145 voti. La sua principale rivale è Tram Nguyen, deputata statale dell'ala progressista sostenuta tra gli altri da Pressley. Corre anche l'imprenditore John Beccia, che si è quasi interamente autofinanziato con 4,5 milioni. L'ultimo sondaggio pubblico, commissionato a inizio agosto dalla campagna di Koh, lo dava avanti 35% a 20% su Nguyen.

A novembre gli elettori del Massachusetts voteranno anche su un quesito che eliminerebbe le primarie di partito in favore di un sistema come quello della California, dove tutti i candidati corrono insieme e i primi due, indipendentemente dal partito, si sfidano alle elezioni generali. Quella di oggi potrebbe quindi essere l'ultima primaria di questo tipo nello Stato.

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Lorenzo Ruffino
Autore

Lorenzo Ruffino

Scrive regolarmente da anni di politica, elezioni, società e economia con un approccio data-driven. È parte di Focus America dal 2018, ha una newsletter su Substack.

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