Il telefono dorato di Trump arriva sul mercato, ma le prime recensioni lo stroncano

Lo smartphone T1 della Trump Mobile è stato inviato per ora solo a due testate americane. Le recensioni parlano di un dispositivo già vecchio, mentre la promessa del "Made in USA" è stata fortemente ridimensionata.

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Il telefono dorato di Trump arriva sul mercato, ma le prime recensioni lo stroncano

Lo smartphone dorato della famiglia Trump è arrivato nelle mani dei primi recensori dopo quasi un anno di rinvii, e il debutto è stato disastroso. Le uniche due testate americane che lo hanno ricevuto, CNET e NBC News, lo descrivono come un dispositivo debole, superato e molto lontano dalle promesse iniziali. La Trump Mobile, l'azienda di telefonia legata alla famiglia del presidente, aveva presentato il T1 Phone nella seconda metà di giugno 2025. Il comunicato ufficiale prometteva un prezzo di 499 dollari, l'uscita ad agosto e, soprattutto, un telefono interamente progettato e prodotto negli Stati Uniti.

Molti esperti avevano giudicato fin dall'inizio quella promessa irrealistica: negli Stati Uniti manca l'infrastruttura necessaria per costruire da zero uno smartphone di quel tipo e gran parte della componentistica dovrebbe comunque essere importata. Gli scettici avevano ragione. Ad agosto 2025 il telefono non è arrivato e il lancio è stato rinviato più volte. Nel frattempo, sul sito ufficiale sono cambiate periodicamente sia le caratteristiche del dispositivo sia le formule usate per descriverne l'origine americana. È cambiato anche il design. A febbraio 2026 un lettore di The Verge ha notato che il nuovo aspetto ricordava l'U24 Pro della taiwanese HTC. L'azienda ha però dichiarato di non produrre dispositivi per partner esterni, alimentando il sospetto che il T1 riprenda semplicemente il design di un modello già esistente.

Un debutto fantasma

Le prime due unità sono arrivate solo a maggio 2026, ai giornalisti di CNET e NBC News. A oltre due settimane dall'annuncio delle spedizioni, The Verge non aveva ancora ricevuto il telefono prenotato e non era riuscito a trovare un solo cliente che lo avesse già ottenuto, o che avesse almeno ricevuto una conferma di spedizione. L'azienda, nota la testata, non aveva nemmeno chiesto l'indirizzo di consegna né addebitato l'intera somma, oltre ai 100 dollari già versati per il preordine.

Le recensioni concordano su un punto: il T1 sembra un prodotto già nato vecchio. Brian Chun, corrispondente di NBC News, ha notato la presenza dell'ingresso per le cuffie, abbandonato da tempo dai principali altri produttori, come possibile indizio di una base hardware già datata. CNET sottolinea inoltre che né la scatola né le istruzioni indicano dove sia stato prodotto il dispositivo o quale azienda lo abbia realizzato. Mancano persino specifiche tecniche complete: il sito parla di un processore Snapdragon, senza precisare quale.

Se la base fosse davvero l'HTC U24 Pro, come diversi indizi lasciano pensare, il telefono monterebbe un processore Snapdragon 7 Gen 3 di fine 2023, un chip già considerato modesto al momento del suo debutto. Nei test di CNET il "trampofono" si colloca al livello di modelli usciti tra il 2020 e il 2022, sotto smartphone di fascia media più recenti come il Samsung Galaxy S25 FE o l'economico iPhone 17e. Nell'uso quotidiano, dalla navigazione ai video su YouTube, il dispositivo resta comunque funzionante. La batteria tiene in modo accettabile e la fotocamera principale da 50 megapixel produce scatti discreti, anche se resta indietro rispetto a telefoni usciti diversi anni fa.

Il "Made in USA" diventa assemblaggio

Anche la promessa del telefono interametne americano è stata fortemente ridimensionata. Mostrando il dispositivo, Chun ha rilevato che Trump Mobile ha rinunciato alla formula "Con orgoglio costruito in America". Sulla scatola del T1 compare ora infatti la dicitura "Con orgoglio assemblato negli Stati Uniti". L'azienda avrebbe così cercato di evitare contestazioni della Federal Trade Commission, l'autorità statunitense per il commercio, dato che negli Stati Uniti l'uso della prima formula è regolato in modo rigoroso.

Restano poi i difetti più visibili. Sulla cover posteriore la bandiera statunitense è sbagliata: invece delle tredici strisce previste, ne compaiono undici in alcune immagini e appena nove in altre. Lo stesso errore appare anche nei materiali promozionali e sul sito ufficiale, al punto che alcuni giornalisti hanno ipotizzato l'uso dell'intelligenza artificiale per generarli. Chun ha confermato che la bandiera è sbagliata anche sull'esemplare reale ricevuto dalla redazione. Anche il colore dorato non ha convinto i recensori, che lo hanno paragonato alla tinta dell'urina di una persona disidratata. Il corpo opaco, inoltre, trattiene facilmente le impronte.

Infine, anche i numeri raccontano un lancio difficile. Secondo una recente fuga di dati, Trump Mobile avrebbe circa 10 mila clienti e 30 mila preordini: cifre decisamente modeste per un prodotto costruito attorno al nome del presidente e lanciato con la promessa di portare sul mercato uno smartphone patriottico, americano e accessibile a tutti.

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