Il tasso di mortalità negli Stati Uniti è sceso nel 2025 al livello più basso mai registrato: 689,2 morti ogni 100.000 abitanti, il 4,6% in meno rispetto ai 722,1 del 2024. I dati arrivano da un rapporto provvisorio dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), la principale agenzia federale americana per la salute pubblica, e mostrano un calo in tutte le fasce d'età e in quasi tutti i gruppi demografici monitorati. Il calo è dovuto soprattutto alla continua diminuzione delle morti per overdose di droga, ha detto al Wall Street Journal Farida Ahmad, ricercatrice del CDC e coautrice del rapporto. Ha contribuito anche il Covid-19, che non causa più tante morti come negli anni scorsi.
Negli Stati Uniti la mortalità al minimo storico
Nel 2025 il tasso di mortalità è sceso del 4,6 per cento, il valore più basso mai registrato. A pesare sono soprattutto il calo delle overdose e la fine dell'emergenza Covid.
Tasso corretto per età. In un anno un calo del 4,6%, sotto anche il minimo pre-pandemia (715,2 nel 2019).
Influenza e polmonite sono invece tornate tra le prime dieci cause di morte per la prima volta dal 2020, passando dall'undicesimo all'ottavo posto: nel 2025 hanno causato 56.511 decessi, contro i 48.139 del 2024. La stagione influenzale 2024-25 è stata una delle più gravi degli ultimi anni, con circa 51 milioni di casi, 710.000 ricoveri e 45.000 morti stimati dal CDC. Quella in corso, la 2025-26, è iniziata in modo insolitamente rapido e precoce, anche per via del ceppo dominante, noto come "subclade K", che secondo gli esperti di salute pubblica si è diffuso velocemente ed era poco compatibile con il vaccino di questa stagione.
Geeta Sood, professoressa associata di medicina alla Johns Hopkins University, ha detto al Wall Street Journal che la gravità delle ultime stagioni influenzali dipende da più fattori, tra cui i ceppi in circolazione e il continuo calo delle vaccinazioni. Sood e altri epidemiologi vedono crescere la disinformazione sull'utilità, i rischi e i benefici dei vaccini e temono che i tassi di vaccinazione scendano ancora nelle prossime stagioni. "A livello nazionale vediamo meno fiducia nei vaccini rispetto al passato ed è questo che la maggior parte di noi, in epidemiologia e salute pubblica, ritiene la ragione principale della mancata vaccinazione", ha detto.
Con Robert F. Kennedy Jr. alla guida delle principali agenzie sanitarie federali le linee guida sui vaccini sono cambiate spesso e l'amministrazione Trump ha ridotto o eliminato le campagne pubbliche di sensibilizzazione che negli anni passati invitavano gli americani a vaccinarsi ogni anno contro l'influenza. A inizio anno l'amministrazione ha anche provato a cancellare la raccomandazione universale del CDC di vaccinare contro l'influenza tutti i bambini dai sei mesi in su, nell'ambito di una riduzione più ampia del calendario vaccinale pediatrico. Un giudice federale ha bloccato la riforma e Kennedy ha annunciato che l'amministrazione chiederà un appello con procedura accelerata.
La settimana scorsa l'esercito americano ha reintrodotto l'obbligo del vaccino antinfluenzale per una parte dei militari, dopo un focolaio tra le reclute della base di San Antonio-Lackland, in Texas. Due mesi prima il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva eliminato l'obbligo annuale per tutto il personale delle forze armate.
Il calo della mortalità è stato ampio ma non uniforme: i tassi sono scesi per uomini e donne, in tutte le fasce d'età e per la maggior parte dei gruppi etnici, ma gli afroamericani restano il gruppo con la mortalità più alta e gli uomini continuano a morire più delle donne, un divario che va avanti da anni. I dati del CDC sono provvisori e di solito vengono rivisti man mano che arrivano nuove registrazioni, soprattutto per i decessi di fine anno e per le cause che richiedono più tempo per essere accertate.
