La morte improvvisa di Lindsey Graham ha restituito al Senato americano qualcosa che a Washington è diventato sempre più raro: un fronte bipartisan unito dietro una proposta di legge. Democratici e repubblicani vogliono ora approvare il nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, al quale il senatore della South Carolina aveva lavorato fino alle ultime ore di vita: il testo del progetto di legge può già contare sulla firma di 85 senatori su cento.
Il leader della maggioranza repubblicana John Thune ha affermato che l’approvazione della legge rappresenterebbe “un grande tributo all’eredità di Lindsey”. Il leader della minoranza democratica Chuck Schumer lo ha esortato a portarla immediatamente in aula: “Passerà con una maggioranza schiacciante e aiuterà i nostri alleati in Ucraina”.
L’ultima legge di Lindsey Graham unisce il Senato sulle sanzioni alla Russia
Il senatore della South Carolina ha lavorato al pacchetto fino alle ultime ore di vita. Ora democratici e repubblicani vogliono approvarlo subito, come tributo alla sua eredità.
Senatori che hanno firmato il pacchetto di sanzioni contro la Russia scritto da Graham con il democratico Richard Blumenthal
Per il leader repubblicano John Thune l’approvazione sarebbe “un grande tributo all’eredità di Lindsey”. Il democratico Chuck Schumer chiede di portarla subito in aula.
L’accordo con Trump ha ristretto il raggio delle sanzioni
Per mesi il presidente aveva chiesto ai repubblicani di attendere. La svolta è arrivata la scorsa settimana ad Ankara, nell’incontro tra i senatori e il Segretario al Tesoro Scott Bessent.
Dazio su tutte le merci importate negli Stati Uniti da qualunque Paese che continui ad acquistare petrolio, gas, uranio o altri prodotti energetici russi.
Sanzioni concentrate sui Paesi accusati di aggirare le restrizioni comprando energia russa a prezzi scontati, anche per rivenderla.
Dall’accordo di Ankara al giuramento della sorella
Una settimana che ha cambiato il destino della legge e del seggio della South Carolina. Tocca le tappe per i dettagli.
Graham e altri senatori incontrano in Turchia il Segretario al Tesoro Scott Bessent e superano le obiezioni della Casa Bianca, che voleva tempo per la propria campagna di pressione su Putin.
Graham, Blumenthal e i senatori Jeanne Shaheen e Roger Wicker annunciano l’intesa con l’amministrazione Trump per far avanzare la versione aggiornata della legge.
Poche ore prima di morire, Graham aggiorna telefonicamente il presidente sui progressi. A Blumenthal, nell’ultima conversazione, aveva detto: “Questo è un grandissimo risultato”.
Su indicazione del presidente, il governatore della South Carolina Henry McMaster nomina Darline Graham Nordone per completare il mandato del fratello.
Nordone entra in carica fino a gennaio 2027. Intanto diversi repubblicani si preparano alla corsa del 2026 per un mandato pieno di sei anni.
Il seggio, la commissione e il destino della legge
Le partite aperte dopo la scomparsa del senatore.
Per il senatore democratico Cory Booker, votare insieme il provvedimento sarebbe il modo migliore per rendere omaggio a una battaglia alla quale Graham “stava letteralmente dedicando i suoi ultimi respiri”.
La sorella nominata al suo posto
La successione si è messa in moto rapidamente. Il governatore della South Carolina Henry McMaster, su indicazione del presidente Donald Trump, ha nominato Darline Graham Nordone, sorella del senatore, per completarne il mandato fino a gennaio 2027. Il giuramento è previsto martedì pomeriggio.
Il senatore repubblicano Ron Johnson dovrebbe invece assumere la guida della Commissione Bilancio, presieduta finora proprio da Graham. Nel frattempo, diversi esponenti repubblicani si preparano a concorrere alle elezioni del 2026 in South Carolina per conquistare un mandato pieno di sei anni.
L’accordo raggiunto prima della morte
Il Senato era già andato più volte vicino ad approvare la proposta di legge, firmata da Graham insieme al democratico Richard Blumenthal. In ogni occasione, però, Trump aveva chiesto ai repubblicani di attendere, per lasciare alla sua Amministrazione il tempo di condurre una propria campagna di pressione sul presidente russo Vladimir Putin.
La svolta è arrivata solo la scorsa settimana, quando Graham e altri senatori hanno incontrato ad Ankara, in Turchia, il Segretario al Tesoro Scott Bessent, superando così le obiezioni della Casa Bianca. “Siamo orgogliosi di annunciare di aver raggiunto un accordo con l’amministrazione Trump per far avanzare la versione aggiornata della nostra legge sulle sanzioni alla Russia”, hanno dichiarato venerdì Graham, Blumenthal e i senatori Jeanne Shaheen e Roger Wicker.
Sabato sera, poche ore prima di morire, Graham aveva aggiornato telefonicamente Trump sui progressi compiuti. L’accordo con la Casa Bianca ha ridotto la portata del provvedimento rispetto alla versione originaria, che prevedeva un dazio del 500% su tutte le merci importate negli Stati Uniti da qualunque Paese continuasse ad acquistare petrolio, gas, uranio o altri prodotti energetici russi.
Il nuovo testo dovrebbe invece concentrare le sanzioni su cinque Paesi accusati di aggirare le restrizioni comprando energia russa a prezzi scontati, anche per rivenderla. I dettagli, tuttavia, non sono ancora stati pubblicati: non è chiaro quali siano i cinque Paesi interessati, se l’aliquota del 500% sia rimasta invariata e quanta discrezionalità sarà riconosciuta a Trump nell’applicazione delle misure.
L’ultima telefonata e il tributo del Congresso
Lunedì il Senato ha continuato a fare i conti con la scomparsa inattesa di Graham. Thune ha trattenuto a stento le lacrime durante il suo intervento in aula. “Non ci sono parole per descrivere il suo impatto sulla politica estera e interna degli Stati Uniti”, ha dichiarato Wicker.
Blumenthal ha ricordato l’ultima lunga conversazione avuta con Graham durante il fine settimana: “Esultava per l’accordo raggiunto sulla nostra legge sulle sanzioni alla Russia e mi ha detto: “Questo è un grandissimo risultato”.
La versione originaria del provvedimento aveva già ottenuto il via libera della Camera. Il deputato repubblicano Joe Wilson ha proposto ora di intitolare la legge al senatore scomparso: “Sarebbe molto appropriato chiamarla ‘Lindsey Graham Sanctions Act’. Il modo per fermare Putin è mandare in bancarotta gli oligarchi russi”.
