Il secondo Dan Sullivan fa causa all'Alaska per restare sulla scheda delle primarie
Daniel J. Sullivan Jr., omonimo del senatore repubblicano, è stato escluso dal voto di agosto perché accusato di voler confondere gli elettori. Ora chiede a un giudice di rimetterlo in corsa.
Un uomo che porta lo stesso nome e la stessa appartenenza politica del senatore repubblicano dell'Alaska Dan Sullivan ha presentato ricorso a un tribunale per restare sulla scheda della primaria di agosto, dopo che le autorità elettorali dello Stato lo avevano escluso. Daniel J. Sullivan Jr., che non è parente del senatore, ha depositato lunedì l'appello alla Corte superiore dell'Alaska sostenendo che lo Stato non può cancellare legalmente il suo nome.
L'esclusione risale al 15 giugno, quando Carol Beecher, direttrice della divisione elettorale dell'Alaska, l'ufficio che gestisce le elezioni dello Stato, ha stabilito che la candidatura non era stata depositata in buona fede. Secondo Beecher la dichiarazione di candidatura non era stata presentata per concorrere davvero alla carica di senatore degli Stati Uniti, ma con lo scopo di confondere o ingannare gli elettori e di compromettere così la correttezza e la neutralità della scheda.
L'indagine era stata aperta dalla vicegovernatrice repubblicana Nancy Dahlstrom una settimana prima dell'esclusione, sulla base di accuse credibili secondo cui Sullivan Jr. si sarebbe candidato in coordinamento con un'altra campagna per confondere e manipolare gli elettori. Nel provvedimento di esclusione, però, Beecher non ha citato alcuna prova di un coordinamento con altri candidati o con il Partito Democratico.
Nel ricorso gli avvocati dello sfidante, Jeffrey Robinson, Bryn Pallesen e Zoe Eisberg, sostengono che la Costituzione americana fissa solo tre requisiti per sedere al Senato: l'età, la cittadinanza e la residenza. Nessuna legge dell'Alaska, scrivono, regola le motivazioni private che spingono una persona a candidarsi o a fare campagna elettorale.
Sullivan Jr. è un insegnante in pensione di Petersburg, una piccola comunità di pescatori, ed è stato anche dipendente del servizio forestale federale e maestro elementare. È entrato in corsa pochi giorni prima del termine ultimo per le candidature, fissato al primo giugno, e proprio insieme alla candidatura ha cambiato la propria iscrizione di partito passando ai repubblicani.
Beecher ha motivato la decisione con diversi elementi: l'iscrizione alle liste elettorali con il nome Daniel J. Sullivan Jr., il cambio di partito avvenuto in concomitanza con la candidatura, la somiglianza tra il suo sito di campagna e quello del senatore e la collaborazione con una consulente i cui clienti hanno incluso alcuni democratici. La direttrice si è richiamata a un regolamento secondo cui il nome di un candidato non può comparire sulla scheda in un modo che confonda o inganni gli elettori o ne comprometta l'equità.
L'ingresso in corsa, pochi giorni prima della scadenza, aveva provocato la condanna del senatore Sullivan e del Comitato senatoriale nazionale repubblicano, l'organismo del partito che finanzia le campagne per il Senato. Lo hanno definito un candidato fittizio e hanno sostenuto che stesse lavorando con i democratici per favorire l'ex deputata Mary Peltola.
Peltola, unica rappresentante dell'Alaska alla Camera tra l'agosto del 2022 e il gennaio del 2025, è insieme al senatore Sullivan la candidata di maggior peso in una corsa con più di una decina di nomi. La sua campagna e i democratici dello Stato hanno smentito ogni legame con lo sfidante, che a sua volta ha negato qualsiasi contatto. Interpellato sui rapporti con lo staff di Peltola, ha risposto "zero, niente, nulla".
Il comitato repubblicano ha chiesto alle autorità dell'Alaska e alla Commissione elettorale federale, l'ente che vigila sui finanziamenti delle campagne negli Stati Uniti, di aprire un'indagine. Nella denuncia alla commissione sostiene che la stratega Amber Lee abbia aiutato gratuitamente lo sfidante a lanciare la campagna, in violazione della legge federale. Lee guida una propria società di marketing e ha avuto diversi clienti democratici.
Nel presentare la sua corsa alle primarie repubblicane, Sullivan Jr. aveva criticato il senatore uscente per non mettere l'Alaska al primo posto e per pensare a se stesso più che ai cittadini. Il suo logo richiama quello dell'avversario, perché entrambi si ispirano alla bandiera dell'Alaska, e nell'annuncio della candidatura si era presentato anche lui come Dan Sullivan.
La regola invocata da Beecher non vieta di mettere il nome di Sullivan sulla scheda. Lo ha detto la scorsa settimana il consulente legale del parlamento statale Andrew Dunmire, rispondendo a un quesito del deputato democratico Andrew Gray. Secondo Dunmire la divisione elettorale potrebbe rispettare il regolamento disegnando la scheda in modo da far distinguere agli elettori i due Sullivan. È la stessa posizione degli avvocati dello sfidante. All'inizio l'uomo era stato regolarmente registrato come Dan J. Sullivan, mentre il senatore compariva come Dan S. Sullivan, con l'indicazione di parlamentare in carica.
Il dipartimento di Giustizia dell'Alaska ha annunciato che difenderà la decisione della divisione elettorale e che conta su una sentenza in tempi rapidi.
La corsa al Senato in Alaska è una delle più seguite delle elezioni di metà mandato di quest'anno ed entrambi i partiti la considerano decisiva per il controllo della Camera alta del Congresso. L'Alaska usa una primaria aperta, in cui tutti i candidati di ogni partito compaiono sulla stessa scheda e i primi quattro più votati, a prescindere dallo schieramento, accedono all'elezione generale. In quella fase si vota con il metodo della scelta classificata, il cosiddetto ranked-choice voting, che chiede agli elettori di ordinare i candidati per preferenza fino a individuare un vincitore. Le schede dovrebbero essere stampate domenica, il che rende urgente la decisione del giudice.