Il Mondiale di calcio si scontra con la stretta sull'immigrazione
L'espulsione di un arbitro somalo e i problemi di visto per giocatori, staff e tifosi mostrano come la politica migratoria del presidente stia complicando il Mondiale di calcio
Il presidente Donald Trump aveva presentato il Mondiale di calcio del 2026 come un'occasione storica per mostrare al mondo la "bellezza e la grandezza" dell'America e per dare una spinta agli introiti turistici. La partita inaugurale di venerdì sul suolo statunitense è invece coincisa con detenzioni in aeroporto, dinieghi di visto e critiche internazionali sull'effetto della sua linea dura in materia di immigrazione sull'evento sportivo più atteso dell'anno.
Secondo un'inchiesta del Wall Street Journal, oltre venti tra giocatori, membri dello staff e ufficiali del torneo hanno avuto problemi di visto o di ingresso negli Stati Uniti. Il caso più clamoroso è quello dell'arbitro somalo selezionato dalla FIFA, fermato per più di dieci ore all'aeroporto di Miami, messo in una cella di trattenimento e rimpatriato. Le autorità statunitensi hanno poi sostenuto di aver individuato sospetti legami con membri di un gruppo terroristico.
Il torneo ha già portato folle di tifosi internazionali nelle città americane che lo ospitano, da Boston a Miami fino a Kansas City. Altri tifosi raccontano però di aver speso migliaia di dollari per biglietti, voli e alberghi e di essersi visti negare il visto. L'amministrazione aveva provato a mettere al riparo l'evento, promosso con lo slogan "America Welcomes the World", dalla stretta migratoria, creando un canale prioritario per gli appuntamenti consolari dei possessori di biglietto e specifiche deroghe per gli atleti.
I mesi di attenzione mondiale sulla stretta del secondo mandato di Trump, con arresti di massa, controlli più severi e detenzioni di viaggiatori in aeroporti e valichi di confine, hanno avuto un effetto negativo. Diversi paesi europei hanno aggiornato i propri avvisi di viaggio per gli Stati Uniti dopo che alcuni loro cittadini erano stati fermati alla frontiera. Gli arrivi internazionali negli Stati Uniti sono calati del 5,5% nel 2025 secondo dati del Department of Commerce, il ministero del Commercio, e gli Stati Uniti sono l'unica grande destinazione turistica ad aver perso visitatori.
Alla vigilia del Mondiale, riviste francesi e tedesche hanno pubblicato copertine con Trump e agenti dell'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione, con le scritte "Welcome to America" e "Spoilsport". In Argentina un'azienda ha offerto televisori gratis ai primi cento clienti in grado di mostrare documenti che attestassero di essersi visti negare il visto per gli Stati Uniti.
Le previsioni indicavano circa 1,2 milioni di visitatori internazionali nel mese di torneo e fino a 17,2 miliardi di dollari di contributo al PIL statunitense, secondo uno studio congiunto della FIFA e dell'Organizzazione mondiale del commercio pubblicato l'anno scorso. Un sondaggio della American Hotel and Lodging Association, l'associazione degli operatori alberghieri americani, ha però rilevato che quasi l'80% degli albergatori nelle città ospitanti registra prenotazioni inferiori alle previsioni iniziali, mentre il 70% indica le barriere ai visti e le tensioni geopolitiche come fattori che stanno comprimendo in modo significativo la domanda internazionale per il Mondiale.
I funzionari dell'amministrazione hanno difeso le difficoltà come il prezzo necessario per la sicurezza nazionale. "Ci stiamo lavorando in modo molto attento per assicurarci che siano le persone giuste a entrare nel nostro paese", ha detto Trump mercoledì rispondendo a domande sui problemi degli spettatori del Mondiale. Più diretto è stato Rodney Scott, commissario della Customs and Border Protection, l'agenzia doganale e di controllo delle frontiere: "Non m'importa cosa fate nella vita. Non vi facciamo entrare solo perché vogliamo che arbitriate una partita".
"La notizia, nel giorno in cui inizia il Mondiale, non è come le persone si stanno unendo, ma come Trump e il suo team stanno rendendo così difficile per atleti, tifosi e per il mondo intero partecipare a questo evento", ha detto al Wall Street Journal Brett Bruen, ex diplomatico statunitense ora a capo della società di consulenza Global Situation Room. "In questo momento non stiamo stendendo il tappeto rosso, stiamo mettendo cartelli ovunque che dicono di stare alla larga, ed è questo il messaggio che arriva a tifosi e giocatori".
Gli Stati Uniti ospitano il Mondiale insieme a Canada e Messico, con 78 delle 104 partite previste in città americane. Trump ha detto di voler offrire al mondo "il più grande, il più sicuro e il più straordinario torneo di calcio della storia".
Anche al ghanese Thomas Partey è stato negato il visto, in questo caso dal Canada, e non potrà giocare la partita inaugurale della sua nazionale nel paese, hanno annunciato venerdì funzionari della FIFA. Partey è accusato nel Regno Unito di sette capi di imputazione per stupro e uno per violenza sessuale, e si è dichiarato non colpevole.
La nazionale dell'Iran ha dovuto spostare il proprio ritiro dall'Arizona a Tijuana, in Messico, dopo i problemi di visto e le tensioni legate alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Il Department of Homeland Security, il ministero per la Sicurezza interna, ha fatto sapere che i giocatori iraniani potranno entrare negli Stati Uniti il giorno prima di ciascuna delle loro partite, ma a diversi membri della squadra e dello staff federale è stato negato il visto o non è stato consegnato in tempo.
Un giocatore iracheno è stato interrogato per quasi sette ore a Chicago e si è visto controllare il telefono prima di poter entrare nel paese, mentre al fotografo della squadra è stato negato l'ingresso. Problemi di visto hanno rallentato fino all'ultimo anche giocatori e staff di Haiti, Svizzera e Marocco.
I funzionari dell'amministrazione hanno detto che gli Stati Uniti stanno lavorando per accogliere milioni di viaggiatori mantenendo standard elevati di sicurezza nazionale e ordine pubblico. "Gli Stati Uniti sono ben preparati per accogliere i viaggiatori legittimi da tutto il mondo per il più grande Mondiale FIFA della storia", ha detto Tommy Pigott, portavoce del Department of State, il dipartimento degli Esteri americano.
Il volto delle tensioni è diventato Omar Abdulkadir Artan, il somalo che si apprestava a diventare il primo arbitro del suo paese a dirigere una partita di un Mondiale. Pur essendo arrivato a Miami da Istanbul con un visto americano valido e le credenziali della FIFA, Artan è stato interrogato per dieci ore dalle autorità statunitensi su questioni politiche somale e su al-Shabaab, il gruppo terroristico affiliato ad al Qaeda attivo nel Corno d'Africa.
Telefono, computer portatile e altri dispositivi gli sono stati sequestrati, secondo quanto riferito da funzionari della federazione calcistica somala. Le autorità americane hanno detto di aver trovato presunti legami con sospetti membri di organizzazioni terroristiche durante un controllo aggiuntivo in aeroporto. "Abbiamo avuto sue notizie solo dopo che è tornato a Istanbul e ha comprato un nuovo telefono", ha detto Hassan "Wiish" Yabarow, responsabile degli arbitri della federazione calcistica somala, che ha aggiunto come gli Stati Uniti non abbiano ancora fornito una spiegazione. "Non c'è alcun modo per fare ricorso". Yabarow ha detto che il paese sta chiedendo chiarimenti e che "ogni accusa dovrebbe essere valutata sulla base di fatti verificati, prove credibili e procedure di garanzia".
Governo e federazione somali hanno detto di essere perplessi perché Artan era stato controllato dai funzionari consolari americani e aveva ottenuto un visto prima di partire, viaggiando con passaporto diplomatico e una lettera di accompagnamento del ministro somalo della Gioventù e dello sport.
Dopo essere stato rimpatriato, Artan è stato accolto da più di cento sostenitori all'aeroporto di Mogadiscio mercoledì mattina, avvolto nella bandiera del paese. "Sarò al prossimo Mondiale e continuerò a rendere orgogliosa la Somalia", ha detto in aeroporto. "Nonostante quello che mi è successo, non sono scoraggiato". Poco dopo, l'Unione delle federazioni calcistiche europee lo ha designato come arbitro della Supercoppa UEFA del 12 agosto.