I sudafricani bianchi sono gli unici rifugiati ammessi negli Stati Uniti da mesi
Su 6.069 rifugiati accolti dall'amministrazione Trump, soltanto tre non sono sudafricani bianchi. La Casa Bianca ha più che raddoppiato il tetto previsto per questa comunità
Su 6.069 rifugiati accolti dagli Stati Uniti da ottobre, soltanto tre non sono sudafricani bianchi. Lo rivela un'elaborazione delle statistiche del Dipartimento di Stato pubblicata dal Telegraph. All'inizio del suo secondo mandato il presidente Donald Trump ha drasticamente ridotto l'ingresso generale dei rifugiati nel paese ma ha lasciato un'ampia eccezione mirata per gli afrikaner, la comunità di discendenza europea, soprattutto olandese, del Sudafrica.
Il presidente ha accusato il governo di Pretoria di portare avanti un "genocidio" contro i contadini afrikaner bianchi, un'accusa respinta con forza dalle autorità sudafricane. Nel maggio dello scorso anno Trump ha messo in imbarazzo il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa durante la sua visita alla Casa Bianca mostrandogli video che, secondo l'amministrazione statunitense, documenterebbero le persecuzioni subite dai bianchi del paese. "Stavano fuggendo", ha detto Trump chiedendo una "spiegazione" per quella che ha definito "una situazione molto triste". "Abbiamo migliaia di storie su questo, abbiamo documentari, abbiamo notizie giornalistiche, bisogna rispondere", ha aggiunto.
Lunedì il Dipartimento di Stato ha annunciato di voler più che raddoppiare il numero di posti di rifugiato disponibili per gli afrikaner nell'anno fiscale in corso, alzando il tetto da 7.500 a 17.500. Anna Kelly, portavoce della Casa Bianca, ha difeso l'ampliamento parlando con il Washington Post e ha definito "vergognoso" chi prova a "sminuire il trattamento spaventoso subito dagli afrikaner". Quella comunità, ha aggiunto, "non merita meno aiuto delle migliaia di rifugiati ammessi sotto l'amministrazione Biden".
Una sola eccezione:
chi sono i nuovi rifugiati d'America
Trump ha tagliato l'ingresso dei rifugiati al livello più basso di sempre. Ma per gli afrikaner — la comunità bianca sudafricana di origine europea — ha aperto una corsia preferenziale. I numeri raccontano una sproporzione totale.
Su 100 rifugiati ammessi, 99 sono afrikaner
Ogni quadratino rappresenta l'1% degli ingressi. Per la precisione: 99,95% afrikaner, 0,05% di altre nazionalità — una proporzione così estrema che nel waffle anche il singolo quadratino nero sovrastima il peso reale dei "tutti gli altri".
Negli ultimi mesi della presidenza Biden il programma rifugiati accoglieva ingressi da ogni regione del mondo. Oggi quel ventaglio si è chiuso: resta una sola comunità.
Prima e dopo: il ventaglio che si è chiuso
Confronto tra il mix di provenienze sotto Biden (anno fiscale 2024) e sotto Trump (i primi sette mesi del 2026 fiscale).
Per decenni il programma rifugiati Usa ha accolto persone in fuga da guerre e persecuzioni da decine di paesi. Oggi un solo paese rappresenta il 99,95% degli ingressi.
Il limite più basso dall'istituzione del programma
Dalla riforma del 1980 in poi, nessun presidente aveva mai portato il tetto annuale sotto i 15 mila. Trump è andato oltre.
Anche con il nuovo tetto a 17.500, il programma resta al livello più basso degli ultimi quarant'anni — ma con una destinazione ben precisa.
Tocca un evento per i dettagli
Trump ha inasprito le regole sull'immigrazione fin dal suo ritorno alla Casa Bianca. A dicembre dello scorso anno, dopo che due membri della Guardia Nazionale erano stati feriti a colpi d'arma da fuoco in un attacco attribuito dalle autorità a un migrante afghano, l'amministrazione ha annunciato un'ondata di cambiamenti che ha portato il presidente a inasprire o sospendere ogni forma di immigrazione illegale nel paese. Tra le misure ci sono una pausa nelle decisioni sull'asilo, una revisione dei casi trattati dall'amministrazione Biden e un "riesame" di alcuni titolari di green card.
Venerdì la Casa Bianca ha annunciato una nuova procedura più ampia. Lo United States Citizenship and Immigration Services ha comunicato che gli stranieri che vogliono modificare il proprio status migratorio per ottenere la green card non potranno più farlo restando negli Stati Uniti ma dovranno presentare la domanda dall'estero, attraverso il Dipartimento di Stato. "Uno straniero che si trovi negli Stati Uniti temporaneamente e voglia una green card deve tornare nel proprio paese di origine per chiederla", ha detto il Dipartimento per la sicurezza interna. "Questa politica permette al nostro sistema di immigrazione di funzionare come la legge intendeva, invece che incentivare le scappatoie".