Le operazioni attribuite alla Russia contro i Paesi europei che sostengono l'Ucraina non stanno soltanto aumentando: stanno anche diventando più spericolate. Lo scrive Bloomberg, citando funzionari europei e responsabili del controspionaggio secondo i quali è ormai solo questione di tempo prima che un sabotaggio provochi vittime civili. Un funzionario di un Paese NATO ha spiegato che negli ultimi due mesi Mosca avrebbe concentrato le proprie operazioni soprattutto contro aziende della difesa e della logistica direttamente coinvolte nel sostegno a Kyiv. Secondo funzionari occidentali della sicurezza, Vladimir Putin starebbe cercando di capire fin dove possa spingersi contro i membri della NATO senza superare la soglia che potrebbe provocare una risposta dell'Alleanza.
Più duramente l'Ucraina colpisce infrastrutture energetiche e centri logistici in territorio russo, più a Mosca acquistano peso, secondo le fonti sentite da Bloomberg, le voci di chi vuole far pagare all'Europa il sostegno a Kyiv. Una persona vicina al Cremlino lo ha sintetizzato senza giri di parole: la Russia intende rendere la vita europea "un inferno" attraverso operazioni ibride asimmetriche.
I servizi occidentali stanno quindi applicando alla minaccia russa anche metodologie antiterrorismo sviluppate dopo l'11 settembre 2001 e affinate nella lotta contro al-Qaeda e lo Stato islamico. Secondo due funzionari citati da Bloomberg, esistono analogie operative: sia le reti legate a Mosca sia i gruppi terroristici ricorrono a intermediari, spesso reclutati online, per compiere le azioni sul terreno. Nel caso russo, tuttavia, i reclutati sarebbero generalmente mossi dal denaro e non dall'ideologia.
Le incriminazioni sulle due sponde dell'Atlantico
Martedì il Dipartimento di Giustizia statunitense ha reso pubblico un atto d'accusa contro cinque persone che, secondo gli inquirenti, avrebbero lavorato per i servizi d'intelligence della Federazione Russa organizzando omicidi mirati e sabotaggi negli Stati Uniti e in Europa. Tre degli imputati sono descritti come figure di primo piano della rete: Yuri Khrameev, 63 anni, ex colonnello dell'intelligence russa; il figlio Kirill, 27 anni, ufficiale dell'FSB; e il cittadino cubano Oemis Romagoza Durruthy, 35 anni. Gli altri due sono il cubano Yaidel Delgado Suarez, 35 anni, e il venezuelano Angel Eduardo Castro, 22 anni. Tutti e cinque sono latitanti.
Secondo l'accusa, la rete era attiva almeno dal 2024 e questa estate avrebbe reclutato negli Stati Uniti una persona incaricata di sorvegliare un noto dissidente russo e successivamente di ucciderlo. Suarez e Castro gli avrebbero offerto 40.000 dollari per "eliminare" o far "sparire" la vittima; quando l'uomo si è rifiutato di compiere personalmente l'omicidio, gli avrebbero chiesto se conoscesse qualcun altro disposto a farlo.
All'inizio di settembre, intanto, le autorità britanniche hanno arrestato Joshua Cammidge, cittadino britannico di 31 anni, accusato ai sensi del National Security Act di avere fornito informazioni sui siti di produzione di droni di Swindon a una persona ritenuta collegata al GRU Volunteer Corps e di avere preparato un atto di sabotaggio. Secondo l'accusa, avrebbe anche svolto attività di ricognizione e studiato dispositivi per disturbare le comunicazioni Wi-Fi. La campagna potrebbe tuttavia produrre l'effetto opposto a quello desiderato, osserva un funzionario europeo citato da Bloomberg: anziché ridurre il sostegno all'Ucraina, gli episodi più gravi hanno rafforzato le richieste di maggiori spese militari, di un coordinamento più stretto tra i servizi e di nuove sanzioni.
Il 4 agosto, all'aeroporto di Lipsia/Halle, è stato trovato un drone carico di esplosivo vicino ad alcuni aerei cargo della compagnia ucraina Antonov. Il governo tedesco ha successivamente attribuito alla Russia la responsabilità politica del tentato attacco, sulla base delle indagini di polizia, delle modalità operative e delle informazioni d'intelligence. Berlino non ha però indicato pubblicamente il GRU come responsabile specifico dell'operazione. La Germania ha inoltre fatto sapere che avrebbe consegnato all'Ucraina altri missili per i sistemi di difesa aerea Iris-T già a settembre e diverse migliaia di droni d'attacco nelle settimane successive. Secondo un funzionario europeo, la strategia russa si sta quindi rivelando almeno in parte controproducente.
Difendersi resta difficile proprio per l'apertura delle società europee, ha osservato James Everard, già vicecomandante supremo alleato in Europa: questa caratteristica "semplifica il compito a chi vuole attaccare". "È una guerra senza battaglie e, protetta dal proprio scudo nucleare, la Russia ritiene di poter agire impunemente, direttamente o attraverso intermediari", ha detto. Sul fianco orientale dell'Alleanza, intanto, la distinzione tra guerra convenzionale e operazioni "ibride" appare sempre più sfumata. L'Institute for the Study of War ha sostenuto questa settimana che Mosca stia conducendo una vera campagna militare coordinata. "Parliamo di esplosivi capaci di provocare danni. Possono esserci vittime. La gente può morire. Se non fermiamo tutto questo, la situazione non farà che aggravarsi", ha detto il Ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys.
Tusk: Mosca intende presentare gli attacchi come "incidenti"
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha descritto giovedì al Sejm, la camera bassa del Parlamento polacco, quello che ha definito lo scenario più probabile per i prossimi mesi. "Secondo le valutazioni dei servizi di intelligence, i piani russi comprendono anche attacchi ibridi con droni e missili contro gli Stati che sostengono l'Ucraina, Polonia compresa", ha detto. Secondo Tusk, Mosca potrebbe cercare di presentare eventuali incursioni come "incidenti", con l'obiettivo di paralizzare o almeno indebolire la volontà degli alleati di reagire a un'aggressione.
"Esiste un rischio reale che il territorio di uno o più Paesi della NATO sul fianco orientale venga raggiunto da droni o da altri tipi di missili, che potrebbero anche provocare distruzione. E la versione ufficiale sarà che si è trattato di un incidente e che non c'è alcun motivo per prendere in considerazione una risposta della NATO", ha affermato il premier polacco. L'obiettivo russo, secondo Tusk, sarebbe indebolire la coesione dell'Alleanza Atlantica e convincere i suoi membri che l'articolo 5 sia "più teorico che pratico".
Tusk ha segnalato anche quello che considera un cambiamento particolarmente preoccupante: l'impiego su larga scala, da parte delle forze russe, di droni a reazione, molto più veloci e capaci di operare a quote superiori rispetto ai modelli a elica. Pochi Paesi europei dispongono oggi di capacità adeguate per contrastarli, ha ammesso: "Anche questo è un lavoro che dobbiamo fare".
Quanto all'Ucraina, secondo il premier polacco l'obiettivo russo è distruggerne su scala quanto più ampia possibile l'economia e la logistica. Le valutazioni dell'intelligence indicano nelle prossime settimane attacchi continui, ad altissima frequenza e intensità, contro sei delle principali città ucraine, oltre a depositi essenziali per la difesa e infrastrutture ferroviarie. Tusk ha indicato nel tardo autunno e nell'inverno la fase potenzialmente più critica della guerra finora e ha spiegato che le informazioni a disposizione di Varsavia provengono anche dai servizi degli alleati NATO, dell'Ucraina e degli Stati Uniti.
Ad agosto il Wall Street Journal aveva riferito di valutazioni dell'intelligence americana secondo cui Vladimir Putin potrebbe tentare nei prossimi anni di "mettere alla prova la determinazione" della NATO con un attacco limitato contro uno dei suoi membri, potenzialmente anche con un'incursione terrestre di piccole dimensioni in uno dei Paesi baltici. Il 25 agosto il direttore della CIA John Ratcliffe si è recato a Mosca e, secondo fonti citate dal giornale e successivamente da altri media, ha avvertito le autorità russe contro eventuali attacchi ai membri dell'Alleanza, in particolare Estonia, Lettonia e Lituania. Il presidente Donald Trump ha però ridimensionato pubblicamente il significato della missione, definendo la visita di Ratcliffe sostanzialmente di routine.
