Hormuz, tregua a rischio: l'Iran minaccia le navi Usa dopo l'annuncio del "Project Freedom"

Teheran avverte: ogni nave che attraversa lo Stretto senza il suo consenso sarà attaccata. Il Brent sale del 2% e tocca di nuovo i 110 dollari al barile. Gli Emirati accusano l'Iran di attacchi con droni in violazione del cessate il fuoco.

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Hormuz, tregua a rischio: l'Iran minaccia le navi Usa dopo l'annuncio del "Project Freedom"

L'Iran ha respinto il piano statunitense per liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz e minaccia ora di attaccare tutte le unità militari americane e i mercantili che tentino di attraversare il passaggio strategico senza l'autorizzazione di Teheran. Lo riportano i media iraniani, riferendosi all'annuncio fatto ieri dal presidente Donald Trump: un'operazione chiamata "Project Freedom" per scortare verso la salvezza le navi rimaste intrappolate nel Golfo.

Ali Abdollahi, comandante del Khatam al-Anbiya, il comando centrale unificato delle Forze Armate iraniane, ha avvisato, tramite i media di Stato iraniani, che "tutte le navi commerciali e le petroliere" devono "astenersi da qualsiasi tentativo di transito senza coordinamento con le Forze Armate" iraniane. Ogni forza militare straniera, in particolare quella statunitense, "se intende avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz, sarà presa di mira e attaccata".

Il Comando Centrale degli Stati Uniti, ovvero il comando militare americano responsabile per il Medio Oriente, sostiene invece che oggi due petroliere battenti bandiera statunitense abbiano attraversato lo Stretto senza conseguenze, ma non ha chiarito se fossero state o meno scortate da unità militari americane. Da parte loro, i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno smentito il transito di queste navi tramite una dichiarazione rilasciata all'agenzia di stampa Tasnim, definendo le affermazioni americane come "false e prive di fondamento".

Hormuz, lo stretto che blocca il mondo — FocusAmerica
Iran vs Project Freedom

Hormuz, lo Stretto
che continua a bloccare il mondo

Teheran rifiuta il piano americano per portare in sicurezza le navi bloccare e minaccia di colpire qualsiasi unità che attraversi senza autorizzazione. Il Brent torna a 110 dollari, gli Emirati intercettano missili sopra Dubai.

Brent · prezzo del greggio oggi
$ 110 / barile
+2% nella giornata
Sopra il livello psicologico dei 100 dollari per l'undicesimo giorno consecutivo
L'effetto del blocco di Hormuz si scarica sul mercato globale. La paralisi del passaggio iraniano resta il fattore dominante per i prezzi dell'energia.
Picco recente: 126 $
Esplora la crisi
Geografia di un punto critico

33 km di mare per un quinto dell'energia globale

Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico all'Oceano Indiano. Tra le coste dell'Iran e quelle dell'Oman le acque si restringono fino a poche decine di km: si tratta di una singola arteria attraverso cui transita una quota decisiva del petrolio e del gas naturale liquefatto del pianeta.

GOLFO PERSICO GOLFO DI OMAN IRAN Bandar Abbas QESHM Hormuz Larak EMIRATI ARABI UNITI OMAN Penisola di Musandam Khasab Fujairah 33 km punto più stretto 30 km N
~20%
Del petrolio mondiale transitava prima della guerra da Hormuz
~20%
Quota analoga di gas naturale liquefatto globale

Lo scenario di chiusura totale era stato a lungo escluso dagli analisti. Quelle valutazioni, scrive Axios, "precedevano l'era dei droni": oggi un drone economico può causare danni enormi a una grande petroliera. Daniel Yergin · esperto di energia, ad Axios

Project Freedom

Il piano americano per scortare le navi bloccate

Trump ha annunciato l'operazione per liberare i mercantili intrappolati nel Golfo. Il Pentagono ha confermato l'impiego di forze significative, ma ha fornito pochi dettagli sul livello di protezione previsto.

15.000
Militari americani impegnati nell'assistenza alle navi
Cacciatorpediniere
Diverse unità di superficie schierate dal Pentagono
2
Petroliere USA che oggi avrebbero attraversato lo Stretto secondo CENTCOM
Mine iraniane
Disseminate lungo il passaggio. Livello di copertura ancora poco chiaro
L'operazione
Project Freedom

Piano americano per scortare i mercantili intrappolati. Trump ha promesso che ogni interferenza iraniana sarà gestita "con la forza". I funzionari statunitensi non hanno chiarito se le petroliere transitate oggi fossero o meno sotto scorta militare.

Versioni contrapposte sul transito di oggi
Stati Uniti · CENTCOM
Due petroliere battenti bandiera USA hanno attraversato lo Stretto senza conseguenze.
Iran · Pasdaran
Il transito è una notizia "falsa e priva di fondamento", smentita all'agenzia Tasnim.
Prima volta dal cessate il fuoco

La salva missilistica iraniana contro gli Emirati

Dubai ha attivato l’allerta di emergenza per la prima volta dall’inizio della tregua. Le difese aeree del Paese hanno intercettato missili balistici, missili cruise e droni lanciati dall’Iran.

4
Missili lanciati dall'Iran sugli Emirati
Secondo il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti, si tratta del primo attacco diretto dopo il cessate il fuoco di inizio aprile.
Esito dell'attacco
3
Intercettati dalle difese aeree emiratine
1
Caduto in mare, nessun impatto sul territorio
+
Ulteriori missili e droni in arrivo, ancora ingaggiati dalla difesa aerea
Obiettivi colpiti dai droni
Fujairah · sito petrolifero
Vasto incendio dopo un attacco di droni attribuito a Teheran. Le autorità locali hanno confermato i danni.
Petroliera ADNOC · Stretto di Hormuz
Colpita da un drone mentre tentava di attraversare lo Stretto, secondo le accuse di Abu Dhabi.
Dalla tregua al nuovo scontro

Come si è arrivati al braccio di ferro su Hormuz

La tregua provvisoria, i negoziati in stallo, la promessa americana e il rifiuto netto di Teheran: le tappe degli ultimi due mesi.

Inizio aprile
Cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran. La tregua sospende il conflitto per consentire nuove trattative sul programma nucleare iraniano, senza risolverlo.
Metà aprile
Negoziati arenati tra Washington e Teheran. I colloqui sembrano essersi fermati senza esiti.
Ieri
Trump annuncia "Project Freedom": un'operazione militare per scortare le navi bloccate fuori dal Golfo. "Ogni interferenza sarà gestita con la forza".
Oggi
L'Iran rigetta il piano e minaccia di attaccare ogni nave non autorizzata. Quattro missili sugli Emirati. Il Brent torna a 110 dollari.
L'asimmetria globale
Stati Uniti
Meno esposti al petrolio del Golfo del passo. Sono diventati il primo produttore mondiale di greggio e gas naturale.
Europa e UK
Vulnerabili. Cercano soluzioni per il libero passaggio delle navi nello Stretto ma escludono un coinvolgimento diretto prima della fine della guerra.
Fonti Media iraniani statali, agenzia Tasnim · CENTCOM · Pentagono · Ministero della Difesa Emirati Arabi Uniti · Axios · dichiarazioni ufficiali Casa Bianca. Aggiornamento del 4 maggio 2026.

Il blocco dello Stretto fa salire di nuovo il petrolio

Lo Stretto di Hormuz è il passaggio più importante del sistema energetico globale: in condizioni normali vi transitava circa un quinto del petrolio mondiale e una quota analoga di gas naturale liquefatto. Il blocco imposto da Teheran ha spinto l'Amministrazione Trump a rispondere con un cordone navale attorno ai porti iraniani. In questo contesto il Brent, il principale riferimento internazionale per il prezzo del greggio, è salito oggi di quasi il 2%, toccando di nuovo i 110 dollari al barile, dopo aver raggiunto un massimo di 126 dollari nelle settimane precedenti.

Trump aveva detto che qualsiasi interferenza iraniana nell'operazione "Project Freedom" sarebbe stata gestita "con la forza". Il Pentagono ha dichiarato che circa 15.000 militari e diversi cacciatorpediniere sono impegnati nel fornire assistenza alle navi bloccate. Ma i funzionari statunitensi hanno fornito pochi dettagli sul livello di protezione che intendono garantire alle navi bloccate in un passaggio ormai disseminato di mine iraniane.

L'Iran torna ad attaccare gli Emirati Arabi Uniti

La giornata è stata segnata da una nuova ondata di tensioni nel Golfo. Per la prima volta dal cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, entrato in vigore a inizio aprile, Dubai ha attivato un'allerta di emergenza per un possibile lancio di missili, poi rientrata. Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha riferito che dall'Iran sono partiti 4 missili: 3 sono stati intercettati e uno è caduto in mare. In una dichiarazione successiva pubblicata su X, lo stesso ministero ha precisato che le difese aeree del Paese stanno "ingaggiando altri attacchi missilistici e droni in arrivo dall'Iran" e che "le esplosioni udite in diverse parti del Paese sono il risultato dei sistemi di difesa aerea che intercettano missili balistici, missili cruise e droni".

Sempre negli Emirati Arabi Uniti, le autorità di Fujairah hanno segnalato la presenza di un vasto incendio in un sito petrolifero dopo un attacco di droni attribuito a Teheran. Gli Emirati accusano inoltre l'Iran di avere colpito con un altro drone una petroliera della compagnia statale ADNOC mentre tentava di attraversare lo Stretto.

La leva di Teheran e il timore di una nuova escalation

Il blocco dello Stretto è indubbiamente uno degli ostacoli principali ai negoziati in corso per porre fine alla guerra. La tregua tra Stati Uniti, Israele e Iran, entrata in vigore il mese scorso, è infatti solo temporanea: ha sospeso il conflitto per consentire trattative sul programma nucleare iraniano, ma non lo ha risolto. I negoziati che erano stati condotti a metà aprile tra Washington e Teheran sembrano essersi arenati. La promessa di Trump di liberare le navi bloccate punta così a indebolire una delle principali leve di Teheran al tavolo, cioè la capacità di condizionare i mercati petroliferi globali.

Una chiusura totale dello Stretto di Hormuz è stata a lungo considerata dagli analisti energetici uno scenario quasi impensabile. Lo racconta Axios, citando due esercitazioni di pianificazione, una del 2007 e una del 2022, in cui gli esperti avevano preso in esame l’ipotesi di un blocco completo, per poi scartarla perché ritenuta troppo improbabile o troppo ampia per essere gestita. Daniel Yergin, esperto di energia che aveva partecipato alla prima esercitazione, ha osservato ad Axios che quello scenario "precedeva l’era dei droni" e che oggi la realtà è che "un drone molto economico può causare danni enormi a una grande petroliera".

C’è però anche il rovescio della medaglia: gli Stati Uniti sono oggi meno esposti che in passato. L’economia americana dipende meno dal petrolio del Golfo e il Paese è diventato il primo produttore mondiale di greggio e gas naturale. Il resto del mondo resta invece vulnerabile. Regno Unito e Paesi europei stanno cercando soluzioni per garantire il libero passaggio attraverso lo Stretto, ma escludono un coinvolgimento diretto prima della fine della guerra. Trump aveva chiesto a Londra e Parigi di pattugliare subito quelle acque, una richiesta che i leader europei hanno rigettato perché temono possa trascinarli in un conflitto che non hanno voluto e del quale sono stati tenuti all'oscuro fino all'ultimo.

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