Hormuz, la Marina USA affonda sei motovedette iraniane. Teheran colpisce gli Emirati
Trump ha lanciato l'operazione Project Freedom per scortare le navi commerciali. La Marina americana affonda 6 imbarcazioni iraniane, mentre missili e droni di Teheran hanno colpito il territorio degli Emirati Arabi Uniti.
La Marina americana ha aperto il fuoco nello Stretto di Hormuz per rompere il blocco iraniano al traffico commerciale. Teheran ha risposto colpendo gli Emirati Arabi Uniti per la prima volta in un mese. L’escalation riporta Washington e Teheran sull’orlo della guerra aperta, a meno di un mese dall'inizio del cessate il fuoco di inizio aprile.
Ieri il presidente Donald Trump aveva annunciato Project Freedom, l’iniziativa per “guidare” le navi commerciali attraverso lo Stretto, avviata poi questa mattina. La risposta iraniana è arrivata subito: i Pasdaran hanno minacciato di aprire il fuoco contro qualunque imbarcazione transitasse senza coordinarsi con la marina di Teheran.
L’ammiraglio Brad Cooper, comandante del CENTCOM, ha riferito che, subito dopo l’inizio dell’operazione, l’Iran ha lanciato missili cruise contro navi della Marina americana e droni contro navi commerciali. Le forze statunitensi avrebbero intercettato tutti gli ordigni e affondato 6 piccole imbarcazioni iraniane, anche con l’impiego di elicotteri militari. Nel Golfo, ha aggiunto Cooper, sono stati schierate diverse cacciatorpediniere per assistere il transito delle navi, mentre gli Stati Uniti hanno aperto un corridoio sicuro sotto un “ombrello difensivo”.
Da Teheran è arrivata invece una versione opposta. I Pasdaran hanno smentito il passaggio di qualunque nave nello Stretto e hanno ribadito che le imbarcazioni in violazione delle regole iraniane saranno fermate con la forza. In un comunicato, le Forze Armate iraniane hanno accusato gli Stati Uniti di mettere a rischio la sicurezza delle navi presenti nel Golfo con le loro “azioni aggressive”.
Intanto dall'altra parte dello Stretto, Abu Dhabi ha annunciato di aver intercettato 15 missili e 4 droni provenienti dall'Iran, fra cui 12 missili balistici e 3 missili cruise. 3 cittadini indiani sono rimasti feriti nel corso dell'attacco. Un drone ha però incendiato un impianto di stoccaggio di carburanti a Fujairah, principale porto petrolifero del Paese sul Golfo dell’Oman. Il Regno Unito ha segnalato anche la presenza di un incendio nella sala motori di un cargo al largo di Dubai e una seconda nave in fiamme lungo la costa emiratina. Abu Dhabi ha attribuito a Teheran “la piena responsabilità di questi attacchi”. L’Iran non ha rivendicato nessuna delle due azioni.
Lo Stretto in fiamme:
Marina americana e Iran riprendono a scontrarsi
La Marina americana apre il fuoco per rompere il blocco iraniano nello Stretto di Hormuz. Teheran risponde colpendo per la prima volta in un mese gli Emirati. Il Brent vola di oltre 5 punti percentuali.
Le forze in campo dopo l'avvio dell'operazione
Le cifre comunicate dal CENTCOM nelle prime ore di Project Freedom, l'iniziativa annunciata da Trump per scortare il traffico commerciale attraverso lo Stretto.
Washington e Teheran raccontano quanto avviene nello Stretto in modo opposto
Sulle stesse poche ore di operazioni, i due Paesi offrono versioni inconciliabili.
Il petrolio reagisce subito: Brent oltre i 114 dollari
Le tensioni nello Stretto fanno schizzare in alto il prezzo del greggio. Il governo statunitense chiede a Pechino di intervenire su Teheran.
Come è precipitata la giornata
Tocca un evento per leggerne i dettagli.
Trump, su Truth Social, ha sostenuto che l’unica nave danneggiata finora sia un cargo sudcoreano della compagnia HMM, colpito da un’esplosione e da un incendio nello Stretto. Il presidente ha invitato Seul a unirsi alla missione per liberare l’area e ha rivendicato l’affondamento di sei motovedette iraniane, definite “l’unica cosa che gli è rimasta”.
Sul piano diplomatico, Washington intende presentare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite una risoluzione per condannare la posa di mine marine e l’istituzione di “pedaggi” iraniani nello Stretto di Hormuz. Un alto funzionario dell’Amministrazione ha spiegato che l’obiettivo di questa proposta di risoluzione è quello di dare copertura ai Paesi terzi disposti a dare una mano per sminare lo stretto, citando in particolare Germania e Stati scandinavi. “Vogliamo dimostrare che il passaggio è sicuro”, ha detto la fonte.
Intanto il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha assicurato a Fox News che il controllo militare americano sullo Stretto è “assoluto”, ma allo stesso tempo ha chiesto alla Cina di fare pressione su Teheran per porre fine alla crisi. La questione, ha anticipato Bessent, sarà sul tavolo del vertice fra Trump e Xi Jinping che si terrà la prossima settimana.
Infine, i mercati hanno reagito alle nuove tensioni con un balzo del prezzo del greggio. Il Brent è salito di oltre il 5,5%, toccando i 114,45 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 3,5%, fermandosi a 105,67 dollari. Giovedì scorso il Brent aveva sfiorato i 126 dollari, quasi un record negli ultimi 4 anni.