Gli Stati Uniti riducono aerei e navi a disposizione della NATO in Europa
Washington ha comunicato ai Paesi alleati il taglio di caccia, aerei da ricognizione, bombardieri e di una portaerei a disposizione della NATO. La decisione, rivelata dal New York Times, limiterà la capacità di deterrenza europea contro la Russia.
Gli Stati Uniti ridurranno in modo significativo gli aerei e le navi da guerra messi a disposizione delle operazioni della NATO in Europa. Lo riporta il New York Times, citando due alti funzionari europei informati sulla decisione. La decisione accelera il disimpegno degli Stati Uniti dal sistema di protezione garantito agli alleati per quasi ottant’anni e rischia di ridurre la capacità della NATO di condurre attacchi a lungo raggio e operazioni di sorveglianza.
I tagli sono rilevanti. I caccia F-16 e F-15E passeranno da circa 150 a 100, gli aerei da ricognizione marittima da 26 a 15, mentre saranno ritirati tutti gli 8 aerei cisterna per il rifornimento in volo finora destinati all’Europa. Lasceranno il continente europeo anche un sottomarino lanciamissili, una portaerei con le navi del suo gruppo d’attacco e le decine di jet imbarcati, oltre a uno dei due gruppi di bombardieri assegnati alla difesa europea.
Il grande disimpegno: quanti mezzi americani lasceranno l'Europa
Un caccia su tre, quasi metà degli aerei da ricognizione, tutti gli aerei cisterna per il rifornimento in volo, una portaerei e un sottomarino lanciamissili. Il piano rivelato dal New York Times rivela per la prima volta in modo ampio e strutturale la riduzione del sostegno militare di Washington all'Alleanza Atlantica.
Quanti aerei restano e quanti se ne vanno
Ogni punto rappresenta i velivoli americani messi a disposizione delle operazioni NATO in Europa. I cerchi vuoti sono quelli che lasceranno il continente.
Il Pentagono non commenta le cifre, ma secondo i funzionari americani il ritiro scatterà molto presto — ben prima di quanto gli europei si aspettassero.
I mezzi militari che gli Stati Uniti ritireranno dall’Europa
Tocca ogni voce per capire che cosa significa la loro partenza per la difesa europea.
Che cosa perde la deterrenza europea
Il ritiro arriva mentre l'Europa fatica a riarmarsi
Tocca un evento per i dettagli.
Le truppe americane resteranno comunque tra le più grandi forze NATO in Europa. Ma dopo quasi ottant'anni, la protezione di Washington non è più una certezza.
Il Pentagono non ha voluto commentare ufficialmente le cifre e ha rinviato a una dichiarazione del suo Comando europeo, che la settimana scorsa aveva parlato in termini generali di una riduzione degli impegni in Europa. I tempi non sono stati resi pubblici, ma secondo funzionari americani il ritiro scatterà molto presto, ben prima di quanto gli europei si aspettassero.
Il taglio improvviso peserà, per esempio, sulla capacità della NATO di monitorare il traffico dei sottomarini russi o di lanciare missili Tomahawk in profondità nel territorio russo. Gli europei dispongono di capacità missilistiche simili, ma secondo gli esperti questi missili scoraggiano di più la Russia quando sono in mano americana, perché gli europei potrebbero essere più cauti nell'usarli.
"Sebbene ciascuno di questi tagli possa essere gestito singolarmente, nel loro insieme rappresentano un cambiamento significativo della postura militare americana e pongono nuove sfide alla prontezza della deterrenza europea in tutti gli ambiti", ha dichiarato al New York Times Giuseppe Spatafora, dell'Istituto dell'Unione Europea per gli Studi sulla Sicurezza, centro di ricerca con sede a Parigi.
Il presidente statunitense Donald Trump critica da anni il peso sostenuto dagli Stati Uniti all'interno della NATO. Ha più volte chiesto all’Europa di provvedere da sola alla propria difesa e ha minacciato persino di far uscire gli Stati Uniti dall’Alleanza Atlantica. Finora, però, la sua Amministrazione si era limitata ad annunci isolati su ritiri relativamente contenuti da singoli Paesi. Il documento in questione descrive invece, per la prima volta, una riduzione ampia e strutturale del sostegno americano alla NATO nel suo complesso.
Le truppe americane in Europa resteranno comunque una delle più grandi forze NATO sul continente e i leader europei, consapevoli di dover dipendere sempre meno in futuro da Washington, avevano già avviato il riarmo dei loro Paesi. Il riarmo procede però tra le difficoltà: giovedì il Ministro della Difesa britannico si è dimesso accusando il governo di spendere troppo poco per le proprie Forze Armate, mentre questa settimana Germania e Francia hanno deciso di abbandonare il progetto comune per la costruzione di un nuovo caccia di sesta generazione, che coinvolgeva anche la Spagna.
Per alcuni Paesi europei, il punto non è solo quanti mezzi americani resteranno sul continente, ma se Trump sia davvero disposto a impiegarli in combattimento. "Il problema principale della NATO è che, finché Trump è presidente, non c'è più alcuna certezza che gli Stati Uniti verrebbero in aiuto degli europei in caso di emergenza", ha detto il parlamentare tedesco Anton Hofreiter.
Il ridimensionamento arriva ad ogni modo in un momento di forte tensione. A fine maggio un drone russo ha colpito un condominio in Romania, il primo attacco di questo tipo in una grande area urbana in territorio NATO. Insieme ad altre intrusioni di droni russi nello spazio aereo dell'Alleanza Atlantica, l'episodio ha alimentato i timori che la Russia possa estendere la sua aggressione oltre l'Ucraina.