Gli americani credono di pagare troppe tasse
Il 59% ritiene di pagare troppo e solo il 47% considera eque le proprie imposte: i livelli più negativi degli ultimi vent'anni, secondo un sondaggio Gallup
Il presidente Donald Trump ha firmato a luglio 2025 il One Big Beautiful Bill Act, una legge che ha reso permanenti gran parte dei tagli fiscali del 2017 e ha introdotto nuove esenzioni su mance e straordinari. Eppure gli americani non sembrano essersene accorti. Secondo un sondaggio Gallup condotto tra il 2 e il 18 marzo 2026, il 59% degli intervistati ritiene di pagare troppe tasse, una percentuale stabile dal 2023. Solo il 37% considera il proprio carico fiscale "più o meno giusto" e appena il 3% lo reputa troppo basso.
Il malcontento fiscale si conferma ai livelli più alti degli ultimi vent'anni. Il dato attuale è superiore alla media del 50% circa registrata nei primi anni Duemila, dopo i tagli fiscali varati da George W. Bush nel 2001, ma resta inferiore ai picchi degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, quando la percentuale di chi si lamentava superava regolarmente il 60%.
Anche la percezione di equità delle imposte è vicina ai minimi storici. Solo il 47% degli americani giudica eque le tasse che dovrà pagare quest'anno, un dato compreso nella forchetta 46-49% osservata dal 2023 e vicino al record negativo del 45% toccato nel 1999. Il 49% che considera le proprie tasse ingiuste sfiora invece il massimo storico del 51%, raggiunto nel 2023.
Il sondaggio Gallup evidenzia un contrasto netto con gli effetti che i grandi tagli fiscali del passato hanno avuto sull'opinione pubblica. Tra il 2001 e il 2003, dopo il primo taglio di Bush, la quota di chi riteneva le tasse troppo alte scese dal 65% al 47%, mentre la percezione di equità salì dal 51% al 64%. Un andamento simile si verificò dopo il Tax Cuts and Jobs Act del 2017, approvato durante il primo mandato di Trump: la percentuale di chi si lamentava del carico fiscale toccò il minimo storico del 45% nel 2018 e nel 2019, e la percezione di equità si mantenne intorno al 60%.
L'effetto positivo di quella legge si esaurì nel 2021, quando i repubblicani tornarono a lamentarsi delle tasse dopo l'insediamento di Joe Biden. L'inflazione elevata del 2022 e 2023 peggiorò ulteriormente il quadro, con l'aumento cumulativo dei prezzi che erose il potere d'acquisto dei consumatori. Da allora il giudizio degli americani non è più migliorato, nemmeno dopo le nuove misure fiscali del 2025.
Le differenze per reddito sono minime. Circa sei adulti su dieci in tutte le fasce, che si tratti di redditi bassi (63%), medi (58%) o alti (59%), ritengono di pagare troppe tasse. Allo stesso modo, circa la metà di ciascun gruppo giudica eque le proprie imposte.
Le differenze tra elettorati politici sono più interessanti. Come accade di solito durante le presidenze repubblicane, il divario tra i partiti si riduce. Il 64% degli indipendenti, il 60% dei repubblicani e il 49% dei democratici ritiene di pagare troppo. Rispetto al 2023, la percentuale dei repubblicani insoddisfatti è scesa dal 71% al 60%, mentre quella dei democratici è salita dal 41% al 49%. I due movimenti si sono compensati, lasciando il dato complessivo sostanzialmente invariato.
Sulla questione dell'equità il quadro si ribalta rispetto all'era Biden. Il 57% dei repubblicani considera eque le proprie tasse, un dato vicino al 52% dei democratici. Gli indipendenti sono i più scontenti, con solo il 39% che esprime un giudizio positivo. Tra il 2023 e il 2025, quando le politiche fiscali erano associate a Biden, appena un terzo dei repubblicani giudicava eque le tasse, contro oltre il 60% dei democratici.
Gallup osserva che alcune misure contenute nella legge del 2025, come l'esenzione fiscale sulle mance e le deduzioni maggiorate per gli anziani, potrebbero influenzare l'opinione pubblica man mano che più contribuenti presenteranno le dichiarazioni dei redditi in aprile. Tuttavia la guerra in Iran sta spingendo al rialzo i prezzi della benzina e di altri beni di consumo, e l'erosione del potere d'acquisto potrebbe pesare sulle percezioni degli americani più di qualsiasi sgravio fiscale.