Euro digitale, l'UE punta a ridurre la dipendenza dalle carte di credito americane

La Commissione Economia dell'Europarlamento approva le regole sulla valuta elettronica proposte dalla BCE. Esperimento pilota previsto nel 2027, lancio ufficiale nel 2029. Previsti tetti agli importi per proteggere i depositi bancari.

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Euro digitale, l'UE punta a ridurre la dipendenza dalle carte di credito americane

L'euro digitale ha superato un passaggio decisivo. La Commissione per gli Affari economici del Parlamento europeo ha approvato martedì le regole per il lancio della valuta elettronica della Banca Centrale Europea, pensata per ridurre la dipendenza dell'eurozona dai circuiti di pagamento statunitensi in una fase di rapporti transatlantici sempre più tesi.

L'euro digitale funzionerebbe come un portafoglio elettronico garantito dalla banca centrale, ma distribuito attraverso banche e società fintech. Permetterebbe in questo modo a tutti i residenti dell'eurozona di pagare online e nei negozi con moneta pubblica digitale. Il progetto è allo studio da sei anni, ma ha assunto maggiore urgenza dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e l'imposizione di dazi anche a partner consolidati come l'Unione Europea. Da qui il timore che, in futuro, gli Stati Uniti possano usare come leva politica il loro dominio sulle reti di pagamento, a partire da Visa e Mastercard.

Perché Bruxelles ha deciso di accelerare

Il via libera è arrivato dopo tre anni di trattative tra la BCE e le banche, preoccupate dal rischio di fuga dei depositi e dalla perdita di ricavi. Per questo gli istituti hanno chiesto di limitare la portata del progetto. Secondo la bozza approvata, l'euro digitale servirebbe a ridurre l'eccessiva dipendenza dai fornitori non europei e a portare la moneta unica nell'era digitale.

Un gruppo di estrema destra, Europa delle Nazioni Sovrane, ha però votato contro, rendendo più probabile un nuovo passaggio in plenaria. Salvo obiezioni, i legislatori dovrebbero comunque avviare il mese prossimo i negoziati con il Consiglio dell'Unione Europea e la Commissione, con l'obiettivo di arrivare all'approvazione definitiva entro la fine dell'anno. La BCE prevede una sperimentazione di dodici mesi nella seconda metà del 2027, prima del lancio completo nel 2029, e ha fatto sapere di attendere la posizione definitiva del Parlamento.

Fuori dall'eurozona, la Cina ha già sperimentato lo yuan digitale su larga scala, mentre India e Brasile hanno condotto test. Il Regno Unito si è fermato soprattutto alla fase di ricerca, per i timori legati alla privacy, alla stabilità finanziaria e all'impatto sul settore bancario. Trump, invece, ha vietato alla Federal Reserve di emettere una sua valuta digitale.

I tetti agli importi e il ruolo delle banche

Come già in precedenza il Consiglio dell'Unione Europea, anche il Parlamento Europeo ha previsto tutele per le banche. I legislatori propongono che sia la Commissione Europea a stabilire quanti euro digitali ogni persona possa detenere, sulla base di una raccomandazione della BCE, e che il tetto venga rivisto almeno ogni 2 anni. Le aziende non potranno trattenere euro digitali per più di 24 ore. La moneta digitale non maturerà interessi e sarà gratuita per gli utenti.

La proposta riflette una serie di compromessi politici. Il sistema mantiene le banche commerciali al centro della distribuzione, lascia un ruolo limitato ai canali pubblici e non presenta l'euro digitale come una vera alternativa ai depositi bancari. Concessioni di questo tipo sono state probabilmente decisive per convincere alcuni critici, tra cui Fernando Navarrete Rojas, negoziatore dell'Europarlamento sul dossier, che solo di recente ha ritirato la sua opposizione alla disponibilità dell'euro digitale anche online.

Le simulazioni della BCE indicano che, in uno scenario estremo e considerato altamente improbabile di corsa agli sportelli, i correntisti potrebbero trasferire fino a 699 miliardi di euro dalle banche dell'eurozona se il limite venisse fissato a 3.000 euro a persona. La cifra equivale all'8,2% di tutti i depositi al dettaglio a vista, con un impatto potenzialmente più forte sulle banche più piccole e sugli istituti maggiormente legati alla raccolta tradizionale.

Costi e compensazioni ancora da definire

Restano aperte le questioni sui costi. Auke Zijlstra, del gruppo di estrema destra Patrioti per l'Europa, ha osservato che le principali discussioni con le altre istituzioni europee riguarderanno come compensare le aziende partecipanti per i costi di avvio, che la BCE stima tra i 4 e i 6 miliardi di euro distribuiti su quattro anni.

Ha aggiunto però che l'euro digitale potrebbe rivelarsi obsoleto già al momento del lancio, vista la concorrenza di iniziative private come il servizio di pagamenti istantanei Wero, sostenuto da un consorzio di grandi banche europee. Damian Boeselager dei Verdi ha sostenuto che l'euro digitale dovrebbe risultare economico per i commercianti, molti dei quali saranno obbligati ad accettarlo. La proposta del Parlamento prevede un'esenzione per i piccoli imprenditori e i lavoratori autonomi.

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