Elizabeth Warren chiede di tassare l'intelligenza artificiale per finanziare sanità e istruzione gratuite
In un editoriale sul TIME la senatrice democratica del Massachusetts propone tasse sui data center, una patrimoniale sui miliardari del settore e l'aumento delle imposte sulle aziende.
La senatrice democratica del Massachusetts Elizabeth Warren ha proposto in un editoriale pubblicato sul TIME di introdurre tasse specifiche sull'intelligenza artificiale, sui data center e sui miliardari del settore, per evitare che i guadagni dell'industria si concentrino nelle mani di pochi. "Tassare l'intelligenza artificiale è uno dei modi in cui ci assicuriamo che i suoi guadagni vadano a beneficio di tutti gli americani e non vengano incanalati solo verso i pochi più ricchi", ha scritto.
Warren cita dichiarazioni di dirigenti del settore tecnologico che hanno messo in guardia dal rischio di "un livello di concentrazione della ricchezza che spezzerà la società" e dalla creazione di una "sottoclasse permanente". L'intelligenza artificiale, scrive la senatrice, sta creando "decine di miliardari del settore tecnologico" mentre le aziende licenziano lavoratori in nome dell'IA.
Per le famiglie che vivono vicino ai grandi data center i costi dell'elettricità sono saliti fino al 267 per cento negli ultimi cinque anni, secondo dati di Bloomberg citati nell'editoriale. "Non è una sorpresa che gli americani si presentino alle assemblee comunali per protestare contro i data center e che le comunità di tutto il paese si battano per moratorie sulla loro costruzione", scrive Warren.
Oggi le aziende pagano contributi previdenziali per i propri dipendenti ma ottengono sgravi fiscali per investire in tecnologia, un'asimmetria che secondo Warren incentiva i licenziamenti. "In un mondo dominato dall'intelligenza artificiale il nostro codice fiscale spinge le aziende a licenziare le persone e a sostituirle con l'IA. È sbagliato", scrive la senatrice. Per riequilibrare il quadro chiede di aumentare le imposte sulle società e sui capital gain e di chiudere le scappatoie fiscali, anche rafforzando l'imposta minima sulle multinazionali miliardarie che aveva contribuito a far approvare durante l'amministrazione di Joe Biden.
Warren rilancia poi la proposta di una patrimoniale sui miliardari, da tempo cavallo di battaglia della sua corrente. "Alcuni dei più ricchi degli Stati Uniti se la cavano pagando aliquote più basse di quelle di un'insegnante di scuola pubblica di Boston, perché il nostro sistema tassa il reddito ma non la ricchezza", scrive. I miliardari dell'intelligenza artificiale, accusa la senatrice, replicano il copione del passato: arricchirsi grazie alle valutazioni di Borsa e schivare le imposte che pagherebbero se quei guadagni fossero stati incassati come stipendio. "Jeff Bezos e Sam Altman non dovrebbero pagare aliquote più basse dei lavoratori che licenziano", aggiunge.
Warren propone inoltre di tassare direttamente le aziende del settore, a partire dai data center, controllati o gestiti per la maggior parte, secondo l'editoriale, da società che valgono mille miliardi di dollari. La proposta è quella di un'accisa "ragionevole" sull'energia consumata dagli impianti. "Un'imposta ben progettata si concentrerebbe sulle aziende che possono permettersela e crescerebbe in proporzione all'impatto dell'IA: più grande è il data center, più pagano", scrive la senatrice.
I proventi servirebbero a finanziare la sanità universale per chi perde il lavoro a causa dell'intelligenza artificiale, investimenti nell'istruzione gratuita, nuovi percorsi di apprendistato, una garanzia di lavoro ben retribuito per tutti gli americani e il rafforzamento dell'assicurazione contro la disoccupazione per "tenere a galla le famiglie" durante la transizione. "L'unico modo per arrivarci è riformare il nostro codice fiscale", scrive Warren.
Tra le altre minacce legate all'IA che la senatrice considera prioritarie ci sono gli attacchi informatici, capaci di colpire il sistema finanziario e la sicurezza nazionale. Warren chiede inoltre maggiore controllo su quello che definisce il "mondo opaco" del credito privato che finanzia gran parte delle operazioni dell'IA, perché secondo lei sta alimentando una bolla finanziaria che rischia di portare a un nuovo crollo economico.