Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
Democratici avanti di 10 punti, un vantaggio che non si vedeva dall'onda blu del 2006
Sondaggi 14 min di lettura

Democratici avanti di 10 punti, un vantaggio che non si vedeva dall'onda blu del 2006

Secondo Gallup, il 49% degli americani si identifica con il Partito Democratico o gli è vicino, contro il 39% che si riconosce nei repubblicani. In un anno di midterm, un divario simile non si registrava da vent'anni.

Il 49% degli adulti americani si identifica ora come democratico o come indipendente vicino al Partito Democratico, contro solo il 39% che si riconosce nei repubblicani. È quanto emerge dalle rilevazioni trimestrali sull'identificazione degli elettori americane condotte da Gallup nei primi 6 mesi del 2026. Un vantaggio di 10 punti che, in un anno di elezioni di metà mandato, non si registrava dal 2006 e che, a pochi mesi dal voto di novembre, ovviamente alimenta le speranze dei democratici di riprendere il controllo del Congresso.

Il confronto con i dati delle precedenti elezioni di metà mandato mostra quanto il dato sia eccezionale. In questa stessa rilevazione, nel 2022 i due partiti erano quasi in parità, con i repubblicani avanti di un solo punto, 45% a 44%. Nel 2018, invece, i democratici guidavano di 6 punti, nel 2014 di 3 e nel 2010 di 1, mentre nel 2002 si trovavano in perfetta parità. L'unico precedente davvero paragonabile risale al 2006, quando i democratici erano avanti di +10, 50% a 40%. Quell'anno alle elezioni di novembre travolsero il Partito Repubblicano di George W. Bush, guadagnando 31 seggi e riconquistando la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti dopo 12 anni, oltre a strappare anche la maggioranza al Senato grazie a 6 nuovi seggi guadagnati.

Midterm 2026 · Sondaggi
I democratici avanti di 10 punti: un vantaggio che in un anno di midterm mancava dal 2006
Nel primo semestre del 2026 il 49% degli adulti americani si identifica nel Partito Democratico o pende verso di esso, contro il 39% dei repubblicani. L’ultima volta che il divario fu così ampio, nel 2006, finì con un’onda blu.
Identificazione di partito · Media Gallup, primo semestre 2026
Democratici
0%
+10
Repubblicani
0%
Adulti che si dichiarano democratici o indipendenti vicini al partito
Adulti che si dichiarano repubblicani o indipendenti vicini al partito
Alla fine del 2024 i repubblicani erano ancora avanti di 4 punti: da allora il pendolo si è spostato di 14 punti verso i democratici.
La serie Gallup
Il collasso repubblicano dopo il voto del 2024
Quota di adulti che si identifica in ciascun partito, simpatizzanti inclusi. Medie trimestrali dal 2015. Tocca o sfiora il grafico per leggere ogni trimestre.
La conferma degli altri indicatori · Emerson College, aprile 2026
50–40
Voto generico per il Congresso, Dem contro Rep
40%
Approva l’operato del presidente Trump
56%
Boccia l’operato del presidente Trump
Il confronto storico
Solo il 2006 somiglia al 2026
Distacco nell’identificazione di partito negli anni di elezioni di metà mandato: a destra il vantaggio democratico, a sinistra quello repubblicano.
2002 Parità
2006 Dem +10
2010 Dem +1
2014 Dem +3
2018 Dem +6
2022 Rep +1
2026 Dem +10
Il vantaggio democratico non garantì sempre la vittoria: nel 2010 e nel 2014, con margini minimi, i repubblicani dominarono comunque le urne. Ma un +10 non si vedeva, appunto, dal 2006.
Il precedente
2006: l’onda blu che travolse Bush
Presidente repubblicano al secondo mandato, consenso in calo, una guerra impopolare, centristi in fuga: con gli stessi ingredienti di oggi, a novembre 2006 i democratici ripresero il Congresso.
+0
Seggi guadagnati alla Camera
Maggioranza riconquistata
+0
Seggi guadagnati al Senato
Maggioranza strappata al Gop
0
Anni di opposizione alla Camera interrotti quella notte
La Camera era repubblicana dal 1994
Le incognite
Un elettorato mai così sfuggente
Gallup invita alla prudenza: il vantaggio democratico poggia sul segmento più instabile dell’elettorato.
Nel 2025 il 45% degli americani si è dichiarato indipendente: la quota più alta mai registrata da Gallup. Una parte enorme dell’elettorato che nessuno dei due partiti può considerare acquisita.
Gran parte dello spostamento è avvenuta tra gli indipendenti che pendono verso un partito: legami deboli, preferenze potenzialmente volatili.
L’immagine dei democratici resta ai minimi storici: il movimento riflette più il malcontento verso Trump che un ritrovato entusiasmo per l’opposizione.
Fonte Gallup, identificazione di partito tra gli adulti americani (medie trimestrali 2015–2026, simpatizzanti inclusi); Emerson College Polling, sondaggio nazionale di aprile 2026 tra gli elettori probabili.

Il collasso repubblicano dopo il voto del 2024

Il ribaltamento è stato rapido e si è consumato nel giro di poco più di un anno. Nell'ultimo trimestre del 2024, infatti, i repubblicani erano ancora avanti di 4 punti, con il 47% contro il 43% dei democratici. Da allora però sono scesi al 39%, mentre i democratici sono saliti al 49%: uno spostamento complessivo di 14 punti a favore di questi ultimi.

Anche altri indicatori descrivono una dinamica simile. Ad esempio un recente sondaggio dell'Emerson College, condotto ad aprile tra gli elettori probabili, attribuisce ai democratici esattamente 10 punti di vantaggio nel voto generico per il Congresso: 50% contro 40%. Nello stesso sondaggio il consenso per il presidente Donald Trump si fermava invece al 40%, mentre il 56% degli intervistati ne boccia l'operato.

Il precedente del 2006 e l'incognita degli indipendenti

Gallup invita tuttavia alla prudenza. Gran parte dello spostamento è avvenuta tra gli indipendenti che "pendono" verso uno dei due partiti: si tratta quindi di elettori con legami politici più deboli e preferenze potenzialmente volatili. I democratici, inoltre, stanno guadagnando terreno nonostante la loro immagine resti ai minimi storici. Il movimento sembra quindi riflettere più il malcontento verso Trump che un ritrovato entusiasmo per l'opposizione.

A rendere il quadro ancora più incerto contribuisce un altro record: nel 2025 il 45% degli americani si è dichiarato indipendente, la quota più alta mai rilevata sinora nelle rilevazioni Gallup. Si tratta di una parte enorme dell'elettorato che nessuno dei due partiti può considerare acquisita e che potrebbe ancora cambiare idea da qui a novembre. Ciò nonostante, il parallelo con il 2006 resta difficile da ignorare: anche allora alla Casa Bianca sedeva un presidente repubblicano al secondo mandato, con un consenso in calo, una guerra impopolare in corso e gli elettori centristi sempre più lontani dal partito di governo. Vent'anni dopo, molti degli ingredienti che hanno portato all'onda blu sembrano essere gli stessi.

Condividi
Daniele John Angrisani
Autore

Daniele John Angrisani

Fondatore di Focus America, ex Elezioni USA. "First they ignore you. Then they laugh at you. Then they fight you. Then you win."

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.