Cuba apre al mercato: il Partito comunista approva delle riforme economiche
Via libera a capitali privati, dollarizzazione parziale e investimenti della diaspora, mentre il blocco petrolifero di Trump spinge l'isola sull'orlo del collasso economico.
Il Partito comunista cubano ha approvato il pacchetto di riforme economiche del presidente Miguel Díaz-Canel, un cambio di rotta che apre l'isola al capitale privato e segna la revisione più profonda del modello socialista in decenni. Il comitato centrale del partito, l'unico legalmente riconosciuto a Cuba, ha dato il via libera mercoledì 17 giugno durante una sessione plenaria straordinaria, una convocazione rara decisa pochi giorni dopo l'annuncio del capo dello Stato. Per entrare in vigore le misure devono ancora passare dall'Assemblea nazionale del potere popolare, il parlamento cubano.
Le riforme ampliano le autorizzazioni alle imprese private, aprono ai capitali privati nazionali ed esteri, modernizzano il sistema bancario e introducono una dollarizzazione parziale dell'economia e una decentralizzazione territoriale. Il numero dei ministeri scenderà da 27 a un valore compreso tra 20 e 21. I comuni potranno importare, esportare e gestire valuta estera senza passare dagli intermediari statali, mentre i cubani residenti all'estero potranno investire alle stesse condizioni degli altri operatori economici.
Le imprese private, con un massimo di 100 dipendenti, sono permesse a Cuba dal 2021. Sono circa 10.000 e occupano un peso crescente nel tessuto economico, dando lavoro a un terzo della popolazione attiva. Díaz-Canel ha annunciato che i cubani, sull'isola o all'estero, avranno le stesse condizioni degli investitori stranieri, molti dei quali si sono ritirati di recente per timore delle sanzioni americane. Lo Stato avrà inoltre maggiore libertà di stringere accordi con il settore privato.
Díaz-Canel aveva presentato le riforme il 12 giugno, dicendo ai media statali, in dichiarazioni riprese dall'Associated Press, che è arrivato "il momento di cambiare" e che il paese "semplicemente non può continuare sulla rotta attuale". "Ogni opportunità nel mezzo di una crisi va colta come un momento di decollo, come un momento di crescita" ha detto. Ha indicato che il governo sta valutando interventi su commercio estero, esportazioni e logistica, fino a eliminare gli intermediari statali obbligatori e a concedere benefici sui dazi a chi porta materie prime nel paese per la produzione.
Il pacchetto è stato presentato al partito dal primo ministro Manuel Marrero Cruz, che ha insistito sul fatto che le riforme non segnano un abbandono del socialismo. "Queste trasformazioni non rappresentano una deviazione dal nostro progetto socialista, al contrario seguono la sua logica di sviluppo" ha detto. Ha aggiunto che le misure non implicano in alcun modo una rinuncia alla responsabilità sociale dello Stato.
A pesare sulla legittimità politica dell'operazione è stato l'appoggio di Raúl Castro. L'ex presidente, 95 anni, fratello minore di Fidel Castro e ormai senza incarichi ufficiali ma ancora al centro delle decisioni sul futuro dell'isola, ha partecipato in videoconferenza e firmato il documento. In una lettera presentata alla plenaria, riferita dal Le Monde, ha definito le riforme "ciò che più conviene alla rivoluzione in questo momento" e ha avvertito che conta tanto quanto la loro approvazione la corretta e tempestiva attuazione.
Le riforme arrivano nel mezzo di una crisi sempre più grave. Secondo le proiezioni della CEPAL, la commissione economica delle Nazioni Unite per l'America Latina e i Caraibi, riportate da Cuba Headlines, il PIL cubano calerà del 6,5% nel 2026, con una contrazione cumulata del 10,3% tra il 2025 e il 2026 e una perdita di quasi il 26% dal 2020. In alcune province i blackout superano le 20 ore al giorno, il raccolto di zucchero è rimasto sotto le 150.000 tonnellate, il dato più basso in oltre un secolo, e nel 2024 più di 250.000 cubani hanno lasciato il paese.
La causa immediata del peggioramento è il blocco energetico imposto dal presidente americano Donald Trump. A gennaio gli Stati Uniti hanno inasprito le restrizioni sulle forniture di petrolio all'isola per spingere il governo a cambiare il proprio modello politico-economico. Cuba produce solo il 40% del petrolio che consuma e questo l'ha lasciata semiparalizzata, con interruzioni di corrente diffuse. A fine gennaio Trump aveva minacciato dazi contro qualsiasi paese che venda o fornisca petrolio a Cuba.
Gli effetti ricadono soprattutto sulla parte più vulnerabile della popolazione, vicina ai 10 milioni di abitanti. I blackout persistenti, i tagli al sistema di razionamento alimentare statale e la carenza di acqua e medicine hanno reso la vita quotidiana un'impresa. Nelle ultime settimane diversi paesi hanno inviato aiuti umanitari: una nave partita da Cartagena è arrivata dalla Colombia con quasi 100 tonnellate di cibo, medicine e pannelli solari, su ordine del presidente Gustavo Petro, mentre pochi giorni prima un'altra nave aveva portato 1.700 tonnellate di beni essenziali da Messico e Belize.
Washington chiede a Cuba di liberare i prigionieri politici e di avviare una liberalizzazione politica ed economica in cambio della revoca delle sanzioni, in vigore con l'embargo dal 1962. Nel frattempo gli Stati Uniti hanno colpito con sanzioni lo stesso Díaz-Canel e varie imprese cubane. A maggio Raúl Castro è stato incriminato negli Stati Uniti con accuse federali, tra cui omicidio, per l'abbattimento nel 1996 di due aerei civili pilotati da membri di un'organizzazione anticastrista.
L'iter è stato accelerato. Dopo il via libera del partito, l'Assemblea nazionale è stata convocata in seduta straordinaria per giovedì 18 giugno, a meno di una settimana dall'annuncio di Díaz-Canel. Diversi partecipanti al dibattito hanno avvertito che l'ostacolo principale non è politico ma culturale e riguarda un cambio di mentalità. La rettrice dell'Università dell'Avana, Miriam Nicado García, ha messo in guardia dal rischio che l'attuazione aumenti le disuguaglianze e concentri la ricchezza, chiedendo al governo di tenere ferma la giustizia sociale lungo tutto il processo.