Come Trump ha smantellato la stretta di Biden sul traffico di armi
Rinvii penali in calo del 30%, revoche di licenze crollate del 69% e centinaia di agenti ATF spostati sull'immigrazione. L'inchiesta di ProPublica.
Nel primo anno della nuova Amministrazione Trump, le segnalazioni penali dell'ATF per traffico di armi sono diminuite del 30% rispetto all'anno precedente. Nello stesso periodo, le revoche delle licenze ai negozianti che violano la legge sono crollate del 69%, mentre centinaia di agenti dell'agenzia federale incaricata di vigilare su armi ed esplosivi sono stati spostati dal contrasto al traffico illegale di armi alle operazioni di espulsione dei migranti senza documenti. È quanto emerge da un'inchiesta di ProPublica.
La politica ora smantellata risaliva al 2021. Nel pieno dell'ondata di omicidi post pandemia, aumentati di oltre un terzo dal 2019, l'Amministrazione Biden aveva annunciato la linea della "tolleranza zero": i negozianti trovati a violare volontariamente la legge avrebbero perso la licenza, senza eccezioni. Le revoche erano così passate da meno di 50 all'anno nel triennio 2019-2021 al record di 181 nel 2023 e 183 nel 2024. Alla base della stretta c'era un dato cruciale: una piccola quota di rivenditori alimentava una parte enorme del mercato illegale. Tra il 2017 e il 2023, quasi 1,3 milioni di armi vendute a trafficanti sono state poi recuperate sulla scena di un crimine.
Nel 2022 il Congresso aveva approvato con voti bipartisan il Bipartisan Safer Communities Act, introducendo nel codice penale federale il reato di cospirazione per traffico di armi e inasprendo le pene per gli acquisti tramite prestanome. Sempre nel 2022, l'ATF aveva stabilito che le ghost gun, le armi assemblabili da kit e prive di numero di serie, dovessero essere soggette alle stesse regole delle armi tradizionali, compresi i controlli sui precedenti penali degli acquirenti. Negli ultimi due anni dell'Amministrazione Biden, i procuratori federali hanno così usato i nuovi reati per incriminare più di 500 persone.
L'agenzia che vigila sulle armi ora dà la caccia ai migranti
Nel primo anno dell'Amministrazione Trump le segnalazioni penali dell'ATF per traffico di armi sono calate del 30% e le revoche delle licenze ai negozianti del 69%. Intanto 1.800 agenti su 2.500 sono finiti a collaborare con le operazioni di espulsione dei migranti.
I negozianti che violano la legge non perdono più la licenza
Licenze federali revocate ogni anno ai rivenditori di armi. Con la "tolleranza zero" di Biden le revoche erano quasi quadruplicate; nel 2025 sono tornate ai livelli precedenti alla stretta.
Diversi rivenditori d'armi che avevano perso la licenza per violazioni gravi o ripetute l'hanno riottenuta in tempi rapidi dopo l'insediamento della nuova Amministrazione, su invito della stessa ATF.
Tre agenti su quattro spostati dal traffico di armi alle espulsioni di migranti
Dalla primavera 2025 l'Amministrazione ha trasferito gran parte degli agenti ATF al fianco dell'ICE nelle operazioni contro i migranti irregolari.
Il traffico di armi è come una conduttura: il danno emerge anni dopo
Gli omicidi continuano a calare, ma i criminologi avvertono: i benefici della stretta precedente si vedono ancora oggi, mentre i costi dell'attuale arretramento emergeranno solo più avanti.
È l'intervallo tra la vendita di un'arma e il suo ritrovamento sulla scena di un crimine, rilevato da una ricerca dell'ATF. Significa che le conseguenze del calo dei controlli di oggi potrebbero emergere solo nei prossimi anni, quando le armi vendute ora illegalmente finiranno nelle strade.
Il dato copre il periodo 2017-2023 ed era alla base della "tolleranza zero": una piccola quota di rivenditori alimentava una parte enorme del mercato illegale delle armi.
Il Bipartisan Safer Communities Act, approvato con voti di esponenti di entrambi i partiti, ha creato il reato di cospirazione per traffico di armi e inasprito le pene per gli acquisti tramite prestanome. I procuratori lo hanno usato a pieno ritmo negli ultimi due anni dell'Amministrazione Biden.
La norma del 2022 sulle armi assemblabili da kit ha superato un ricorso alla Corte Suprema e il suo principale produttore ha chiuso. Il calo del flusso di ghost gun coincide con un forte calo delle sparatorie compiute da adolescenti. Ad aprile anche l'Amministrazione Trump ha rinunciato a smantellare questa norma.
Dalla stretta di Biden allo smantellamento: tocca un evento per leggere i dettagli
La fine della "tolleranza zero"
Ma la nuova Amministrazione Trump ha abolito formalmente la politica di "tolleranza zero" e l'ATF ha cominciato a invitare i negozianti a cui era stata revocata la licenza a presentare una nuova domanda. In diversi casi, rivenditori che avevano perso l'autorizzazione per violazioni gravi o ripetute l'hanno riottenuta velocemente dopo l'insediamento della nuova Amministrazione. Così, secondo i dati raccolti da ProPublica, nel 2025 le revoche sono scese a 56, il 69% in meno rispetto all'anno precedente.
Dalla scorsa primavera, l'Amministrazione ha inoltre iniziato a spostare un numero consistente di agenti dell'ATF verso un nuovo compito: assistere l'ICE, l'agenzia federale per il controllo dell'immigrazione, nelle operazioni contro i migranti senza documenti. Documenti dell'ICE ottenuti dal Cato Institute mostrano che quasi 1.800 dei circa 2.500 agenti dell'ATF hanno partecipato a operazioni di espulsione di migtranti. Anche gli ispettori incaricati di controllare i negozi di armi hanno ricevuto l'ordine di dedicare almeno 6 ore alla settimana a mansioni legate all'immigrazione, cercando negli archivi dei rivenditori acquirenti con nomi ritenuti stranieri da segnalare al Dipartimento di Sicurezza Interna.
Con gli agenti dirottati altrove, anche l'attività investigativa dell'ATF è inevitabilmente diminuita. Secondo l'analisi di ProPublica, nel 2025 le segnalazioni penali dell'agenzia per reati legati al traffico di armi sono calate del 30% rispetto al 2024. Nello stesso periodo, la quota di casi respinti dai procuratori federali è aumentata del 30%. Il Dipartimento di Giustizia ha sostenuto che nel 2025 sono stati perseguiti quasi tanti casi di traffico di armi quanti nel 2024. Ma una quota crescente, circa il 30%, riguardava traffici di arni lungo il confine con il Messico ed era basata sul nuovo reato di cospirazione introdotto nel 2022. Un quinto di tutte le persone incriminate con quella legge nel 2024 e nel 2025 si concentra in un solo distretto: il Texas occidentale.
A febbraio, durante un'audizione al Senato, il nuovo direttore dell'ATF nominato da Trump, Robert Cekada, ha dichiarato che l'agenzia continua a svolgere "ispezioni senza ostacoli". Ma i numeri raccontano un'altra storia. Come ha detto a ProPublica Daniel Webster, ricercatore della Johns Hopkins University specializzato nello studio della violenza armata: "È stato tutto dirottato. È diventata tutta una questione di immigrati irregolari ora".
Il rischio di un effetto ritardato
In questo contesto, anche i criminologi mettono in guardia dal considerare rassicurante il fatto che il tasso di omicidi abbia continuato a scendere. Il traffico illegale di armi funziona come una conduttura: il danno può manifestarsi con ritardo. Una ricerca dell'ATF ha rilevato che il "tempo al crimine" tipico per le armi trafficate può arrivare fino a circa tre anni. Questo significa che gli effetti positivi della stretta di Biden potrebbero essere ancora in corso, mentre le conseguenze dell'arretramento attuale potrebbero emergere solo nei prossimi anni.
"Solo perché nessuno sta guardando i canali del traffico in questo momento non significa che le armi non ci stiano passando attraverso", ha detto a ProPublica Marianna Mitchem, ex vicedirettrice associata dell'ATF per le operazioni industriali, che ha lasciato l'agenzia la scorsa primavera dopo 21 anni proprio per protestare contro l'inversione di rotta. "Significa solo che non vengono intercettate".
Una delle poche politiche dell'Amministrazione Biden sopravvissute finora è la regolamentazione delle ghost gun. La norma dell'ATF del 2022 ha superato un ricorso alla Corte Suprema lo scorso anno, mentre diverse cause intentate da città americane hanno costretto il principale produttore di queste armi a chiudere. I criminologi osservano che la riduzione del flusso di ghost gun coincide con un forte calo delle sparatorie compiute da adolescenti, che durante l'ondata di omicidi del 2020-2021 erano stati tra i principali utilizzatori di armi assemblate in casa.
Anche questa regolamentazione, però, ha rischiato di essere smantellata. Ad aprile, l'ATF aveva comunicato a un tribunale federale del Texas l'intenzione di modificare la norma, mentre il bilancio della Casa Bianca per il 2027 parlava di eliminare "restrizioni eccessive sulle armi fatte in casa". Pochi giorni dopo, tuttavia, il Dipartimento di Giustizia dell'Amministrazione ha fatto sapere al tribunale che il governo ha deciso di mantenere in vigore la definizione che regola le ghost gun.
Con il governo federale in ritirata, spetta ora ai singoli Stati provare a colmare il vuoto. Mitchem, che dopo aver lasciato l'ATF è entrata in Everytown, il gruppo per il controllo delle armi fondato da Michael Bloomberg, ha detto a dicembre ai sostenitori della causa riuniti a Washington: "Tocca agli Stati cominciare ad affrontare il problema del traffico, perché purtroppo non avrete il sostegno dell'ATF". Qualcosa si sta già muovendo. Nella contea di Montgomery, in Pennsylvania, gli sceriffi hanno aumentato le ispezioni ai negozianti di armi per compensare il calo dei controlli federali.