Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
Celle di metallo e docce infestate dagli insetti: il rapporto federale su Alligator Alcatraz
L'ingresso di Alligator Alcatraz, il centro di detenzione per immigrati allestito nelle Everglades, in Florida, il 29 luglio 2025. Credito: SovNAT — CC BY 4.0.
Immigrazione 3 min di lettura

Celle di metallo e docce infestate dagli insetti: il rapporto federale su Alligator Alcatraz

L'ispettore generale del DHS accusa il centro per migranti delle Everglades di aver violato diversi standard federali e di aver rinchiuso 79 detenuti in celle da 1,7 metri quadrati. L'ufficio di DeSantis: "Se potessimo le costruiremmo anche più piccole".

All'interno di Alligator Alcatraz, il centro di detenzione per immigrati costruito nelle Everglades, in Florida, e chiuso a giugno di questo anno, alcuni detenuti erano stati rinchiusi in piccole celle di metallo che il personale chiamava "aree di calma", in violazione degli standard previsti. È quanto emerge da un nuovo rapporto dell'Ufficio dell'ispettore generale (OIG) del Dipartimento della Sicurezza interna (DHS), l'organo incaricato di vigilare sull'operato del dipartimento. Gli ispettori hanno giudicato la struttura conforme alle regole sulle procedure d'ingresso e sull'uso della forza, ma hanno riscontrato violazioni negli ambiti dell'assistenza medica, dell'alimentazione e dell'igiene personale.

Costruito rapidamente e aperto nel luglio 2025, il centro era diventato uno dei simboli della linea dura sull'immigrazione del governatore della Florida Ron DeSantis e aveva ricevuto gli elogi del presidente Donald Trump. La struttura era gestita dallo Stato della Florida in collaborazione con l'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione, e finanziata con fondi statali e federali. È stata inoltre al centro di diverse cause giudiziarie e di denunce presentate da associazioni di assistenza legale e parlamentari democratici. Secondo DeSantis, vi sono transitate più di 20.000 persone. A giugno il governatore ne ha annunciato la chiusura, spiegando che la stagione degli uragani rendeva pericoloso trattenere i detenuti nelle Everglades e che nel frattempo le autorità federali avevano reso disponibili posti sufficienti in altre strutture.

Durante un'ispezione a sorpresa condotta a gennaio, i funzionari dell'OIG avevano però trovato detenuti in spazi angusti e privi di finestre, con un numero insufficiente di ore all'aperto, docce in condizioni igieniche inadeguate e nessun accesso ai materiali legali. Il rapporto si concentra soprattutto sulle celle individuali di metallo che, secondo il personale, servivano a calmare i detenuti e a farli "riflettere sulle proprie scelte di comportamento". Misuravano poco meno di 1,7 metri quadrati, contro i circa 3,4 metri quadrati (il doppio praticamente) previsti dagli standard dell'ICE per una stanza singola. Per l'OIG erano "senza precedenti tra le strutture dell'ICE ispezionate" e non conformi "agli standard di trattamento umano".

Tra il 17 luglio 2025 e il 18 gennaio 2026 il personale vi ha rinchiuso 79 detenuti, in media per poco meno di un'ora e, nei casi più lunghi, per circa 2 ore. Alcune delle celle erano collocate nelle aree destinate alle attività all'aperto.

Agli ispettori il personale ha dichiarato che erano gli stessi detenuti a chiedere di entrarvi e che le regole interne prevedevano che potessero uscirne quando volevano e rimanervi per non più di 2 ore. I funzionari dell'ICE hanno però riferito che le celle venivano utilizzate anche per motivi disciplinari, per gestire situazioni di crisi, durante i cambi di alloggio e nei conflitti tra detenuti. Alex Lanfranconi, direttore della comunicazione di DeSantis, ha sostenuto in una dichiarazione che le celle rispettavano tutti gli standard federali per la detenzione penale e ha aggiunto: "Le costruiremmo anche più piccole, se potessimo".

Acqua sporca, insetti nelle docce e poche ore all'aperto

Nei moduli abitativi i detenuti disponevano di meno della metà dello spazio minimo previsto e hanno riferito di ricevere acqua sporca in taniche comuni e di non poter lavare i bicchieri di plastica riutilizzabili consegnati loro. Le docce erano infestate da piccoli insetti, in violazione delle norme igieniche, e i detenuti potevano utilizzarle solo 3 volte alla settimana, anziché le 5 raccomandate.

Era inoltre concessa una sola ora all'aperto per 3 giorni alla settimana, contro le 5 ore settimanali raccomandate. Uno dei congelatori destinati alla conservazione degli alimenti funzionava a una temperatura superiore a quella indicata per garantire la sicurezza del cibo. Nelle unità di gestione speciale, separate dal resto della popolazione detenuta, mancavano materiali legali e telefoni funzionanti, mentre le attività all'aperto erano consentite soltanto ai detenuti considerati a basso rischio.

Tra le sue raccomandazioni, l'OIG chiedeva di interrompere l'uso delle celle di metallo e di garantire acqua potabile e bicchieri puliti. Le indicazioni sono state però archiviate perché nel frattempo il centro è stato chiuso.

Condividi
Redazione
Autore

Redazione

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.