Belfast, il Labour accusa Musk di alimentare le violenze anti immigrati: "E' in malafede"
Roghi e proteste anti-immigrazione dopo l'accoltellamento che ha ferito gravemente un uomo. Il partito al governo nel Regno Unito accusa il proprietario di X di aver rilanciato gli appelli alle proteste di piazza da parte dell'estrema destra.
Il Labour Party, il partito al governo nel Regno Unito, accusa Elon Musk di aver alimentato le tensioni dopo le violenze esplose a Belfast in seguito a un accoltellamento che ha ridotto un uomo in gravi condizioni. Per tutta la notte delle proteste il miliardario ha rilanciato sulla sua piattaforma X messaggi e appelli a scendere in piazza in risposta all'aggressione.
Le autorità hanno incriminato per tentato omicidio un uomo di origine sudanese di 30 anni, titolare di un permesso di soggiorno nel Regno Unito valido fino al 2028. L'uomo è comparso ieri davanti al Belfast Magistrates' Court, che ne ha disposto la custodia cautelare. La sera di martedì i disordini hanno travolto la città: manifestanti anti-immigrazione hanno dato fuoco a veicoli e proprietà, costringendo alcune persone a fuggire dalle proprie case.
Le accuse del Labour a Musk
La presidente del Labour, Anna Turley, ha dichiarato a Times Radio che le piattaforme online stanno "giocando un ruolo nell'alimentare" i disordini e ha indicato Musk come uno degli "attori in malafede" che stanno fomentando apertamente le tensioni. "Spesso si trovano a molte, molte miglia di distanza. Per loro è facile fomentare queste situazioni", ha detto.
"Ma lui non vive nelle comunità dove vediamo questo tipo di attività. Non è lui a rischiare. A rischiare sono le madri, le famiglie e le persone che vivono in quelle case a Belfast e nelle strade della Gran Bretagna".
Musk ha condiviso su X elenchi di luoghi dove si stavano svolgendo le proteste violente, pubblicati anche dall'attivista di estrema destra Tommy Robinson, e ha rilanciato un post del leader di Restore Britain, Rupert Lowe, che recitava: "Milioni di persone devono andarsene", accompagnato da un fotogramma del video dell'accoltellamento. Robinson, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, ha pubblicato ripetutamente messaggi sui disordini: "Le attività straniere vengono distrutte a Belfast", ha scritto, mentre le case sospettate di ospitare richiedenti asilo "vengono devastate dai residenti arrabbiati".
"Staccatevi dalle tastiere"
La ministra della Giustizia dell'Irlanda del Nord, Naomi Long, ha invitato gli agitatori presenti sui social a "staccarsi dalle tastiere". Parlando al programma Today di BBC Radio 4, Long ha puntato il dito su quelle persone che "fino a ieri avrebbero faticato a trovare Belfast su una mappa geografica" accusandole di "strumentalizzare la paura autentica" provocata dall'accoltellamento.
"Se cacci le persone dalle loro case solo per il colore della loro pelle, non puoi chiamarlo in nessun altro modo che razzismo".
A destare allarme è stata anche la circolazione di messaggi minacciosi su WhatsApp. Uno di questi, diffuso durante la notte, invitava gli uomini maggiorenni a "vestirsi di scuro ed essere pronti a combattere o a farsi arrestare". Turley ha condannato tutto questo senza esitazioni: "Quel tipo di messaggio è più che irresponsabile, è pericoloso".
A seguito delle devastazioni seguite alle proteste, anche il leader dei liberaldemocratici all'opposizione, Ed Davey, ha denunciato su X gli algoritmi che amplificano i contenuti estremisti:
"Troppo spesso vediamo estremisti sfruttare la rabbia e il dolore delle persone per diffondere odio e violenza, con l'aiuto di algoritmi divisivi sui social media. Tutto questo deve finire".